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LA BIENNALE DI VENEZIA

DANZA MUSICA TEATRO 2022
venerdì 8 aprile 2022 di Comunicato Stampa

Argomenti: Attualità


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600 artisti in arrivo da tutto il mondo tra giugno e settembre per gli oltre 170 appuntamenti con le arti dal vivo della Biennale di Venezia, pensati dagli autori e registi Stefano Ricci e Gianni Forte (ricci/forte) per il 50. Festival Internazionale del Teatro (24 giugno > 3 luglio), dal coreografo britannico Wayne McGregor per il 16. Festival Internazionale di Danza Contemporanea (22 > 31 luglio), dalla compositrice Lucia Ronchetti per il 66. Festival Internazionale di Musica Contemporanea (14 > 25 settembre).

Saranno a Venezia per il teatro, fra gli altri, Asia Argento e Sonia Bergamasco, interpreti dei versi di Alda Merini sul paesaggio sonoro di Demetrio Castellucci; per la danza Sasha Waltz, Sidi Larbi Cherkaoui, Hofesh Schechter, Marco Goecke, Marcos Morau, Aszure Barton, Sharon Eval, sette importanti coreografi per i sette peccati capitali interpretati dalla Gauthier Dance; per la musica Klein, vocalist e polistrumentista anglo-nigeriana, che compone collage sonori tra il R&B e l’elettronica più sperimentale (per l’etichetta di musica classica Pentatone), Yvette Janine Jackson, esponente di punta dello sperimentalismo afro-diasporico con le sue “radio opere” sulla storia di oppressione e le cronache brucianti degli afroamericani, e Helena Tulve, che prosegue la ricerca compositiva di Arvo Pärt e per Venezia ipotizza la creazione di una nuova forma di sacra rappresentazione contemporanea.

E poi i Leoni d’oro alla carriera del Teatro Christiane Jatahy, della Danza Saburo Teshigawara, della Musica Giorgio Battistelli e i Leoni d’argento Samira Elagoz (Teatro), Rocío Molina (Danza), Ars Ludi (Musica). E ancora: il teatro militante di Milo Rau, la tecnologia performativa made in New York di Caden Manson, gli attori-rifugiati di Christiane Jatahy; l’artista britannica Tacita Dean (dai Young British Artists alla Royal Academy of Arts) per il film d’arte che è ultima testimonianza di Merce Cunningham, il pioniere dell’arte digitale Tobias Gremmler, creatore di spazi virtuali (anche per i video di Björk), i danzatori indigeni e non della compagnia interculturale australiana Marrugeku; il compositore Paolo Buonvino, fra opere multimediali e colonne sonore per il cinema (G. Muccino, N. Moretti, P. Veronese), l’audio visual multimedia artist Alexander Schubert, capace di mettere insieme Ircam e club culture, avanguardia e stili pop, i compositori nativi americani con il progetto dello Shenandoah Conservatory. Ad alimentare la comunità di artisti ci saranno poi i giovani di Biennale College in residenza a Venezia, con progetti pensati con loro e per loro, parte integrante dei Festival. Sono oltre 900 le domande di partecipazione pervenute da tutti i continenti ai bandi di Biennale College Danza Musica e Teatro per il 2022.

Biennale Teatro “Pensiamo a colori e vedremo il mondo diverso” scrivevano Stefano Ricci e Gianni Forte (ricci/forte) presentando il loro progetto quadriennale. E per il loro secondo anno, il 50. Festival Internazionale del Teatro (24 giugno > 3 luglio) scelgono il rosso, anzi, Rot, in tedesco, perché “ha un suono duro, è un graffio, una lacerazione che racconta uno sforzo, è il rumore dei denti nello sforzo. E’ il rosso che acceca, la metamorfosi della passione, furia che avvampa, iconoclastia; è il sangue che irradia i nostri cuori o il marchio della violenza dei crimini perpetrati… ma è anche il linguaggio del perdono e delle emozioni; è il colore ancestrale dell’Eros… Rot sei tu, il tuo corpo, ma te lo sei dimenticato” (ricci/forte).

Saranno in scena per il 50. Festival: Christiane Jatahy (Leone d’oro) con l’Odissea dei migranti di The Lingering Now, Samira Elagoz (Leone d’argento) e il suo personale migrare del corpo in Seek Bromance; Big Art Group di Caden Manson e Jemma Nelson che in Broke House incrociano Cechov con l’Occupy Movement; Yana Ross e la mascolinità tossica di Brevi interviste con uomini schifosi di D. F. Wallace; il duo Natacha Belova e Tita Icobelli e la loro specialissima arte dei burattini che in Loco fa interagire corpo artificiale e corpo organico; Milo Rau, a Venezia con uno spettacolo - La reprise, che scardina la nostra percezione sul mondo della violenza – e un ciclo di film (The New Gospel, The Congo Tribunal, Orestes in Mosul: the Making of, Familie); il mondo onirico di Peeping Tom con Triptych; la coppia Daria Deflorian e Antonio Tagliarini con Sovrimpressioni che tocca tangenzialmente il film di Fellini Ginger e Fred; Olmo Missaglia, vincitore del bando Biennale College Registi, che in Una foresta metaforica e reale inscrive le vite di tre millennial; Antoine Neufmars e Aine E. Nakamura, vincitori del bando performance site specific, in scena rispettivamente con Odorama e Under an Unnamed Flower; inoltre, la mise en lecture di En Abyme di Tolja Djokovic e Veronica di Giacomo Garaffoni, testi vincitori del bando per autori di Biennale College; una produzione La Biennale di Venezia in collaborazione con Piccolo Teatro di Milano – Teatro d’Europa.

“Un Festival specchio, - scrivono i Direttori - in vibrazione con il mondo, in ascolto dei cambiamenti delle nostre società, le cui missioni primarie saranno la Creazione e la Trasmissione. Un Festival fabbrica di gesti e di parole, dove ispezioneremo al microscopio le nostre esistenze, i nostri eccessi, i nostri sogni, i nostri corpi. Un Festival difensore dei diritti umani, leader di sinfonie poetiche, paladino della resistenza, produttore di diversità, inventore di opportunità, con semplicità, senza alcun lapillo teorico o puntello di ammaestramento” (ricci/forte). Late Hour Scratching Poetry si intitola la sezione “fuori orario” che vede sera dopo sera, al termine degli spettacoli, reading dai testi di Alda Merini. “Una voce, quella di Alda Merini, i suoi testi di poetica quotidianità, un drappello di interpreti femminili a disegnare una costellazione notturna nella quale la parola diventa pendolo di evocazione e ricomposizione dei frammenti”. Con Asia Argento, Galatea Ranzi, Sonia Bergamasco e le attrici della Scuola d’Arte Drammatica Silvio D’Amico che, sotto la guida della stessa Ranzi, si alzeranno in volo sulle sonorità intessute da Demetrio Castellucci.

Il programma di Biennale College, inoltre, si interseca al festival con il ciclo di masterclass destinato ad attori, performer, danzatori, drammaturghi, cantanti, video artisti, registi, giornalisti, scrittori, studiosi. Fra i maestri: Rosetta Cucchi, Ron Howell, Francesca Dotto; Deflorian/Tagliarini; Caden Manson; Carlus Padrissa/La Fura dels Baus; Milo Rau; Andrea Porcheddu, Davide Carnevali. Il bando di Biennale College – masterclass è on line all’indirizzo: www.labiennale.org/it/bienna... fino al 20 aprile.

Biennale Danza Solo prime per il 16. Festival Internazionale di Danza Contemporanea (22 > 31 luglio) intitolato Boundary–Less. Che così spiega il Direttore Wayne McGregor: “I confini fisici svaniscono con la stessa rapidità con cui vengono ridisegnati quelli geografici. E tuttavia lo spirito dell’uomo trascende continuamente sé stesso verso uno stato di perenne indefinitezza, impermeabilità, libertà. Cosa significa oggi per un artista o un’opera essere senza confini? Si esprime nella scelta dei collaboratori, negli strumenti di espressione che rinnoviamo dall’interno, nel luogo dal quale lavoriamo, o nel tentativo di superare le categorie che definiscono noi stessi e gli altri?

Il ‘fare arte’ non è forse, di per sé, l’atto attraverso il quale superiamo confini, limiti, barriere? Un modo per re-immaginare? Una nuova modalità di pensare? Arte, probabile spazio liminale dell’intermedio. I lavori e gli artisti di questo secondo anno non sono catalogabili, sfuggono alla singola definizione, in quanto trascendono il genere e il mezzo espressivo con cui lavorano… Il loro essere senza confini apre nuove strade al fare arte e offre al pubblico sfide inedite in materia di percezione e interpretazione”. Diversi i lavori commissionati o co-commissionati dalla Biennale in programma (S. Teshigawara, R. Molina, D. Tortelli), insieme a novità europee e italiane, fra capofila della danza mondiale e nuove voci.

Concorrono a formare “ecosistemi artistici” le diverse discipline di cui si avvale Saburo Teshigawara (Leone d’oro) re-immaginando un’opera seminale come Petrouchka. Mentre la mercuriale danzatrice di flamenco contemporaneo Rocío Molina (Leone d’argento) mette in scena una battaglia fra il suo corpo vulcanico e cinque musicisti dal vivo. Ci guida in un viaggio attraverso il corpo, a partire dalla gola, Diego Tortelli (vincitore del bando per una nuova coreografia italiana) con il suo Fo:NO, un esperimento sonoro e viscerale che vede in scena un beatboxer e tre danzatori.

Riunisce sullo stesso palco sette coreografi di prima grandezza, sette diversi mondi artistici per i sette peccati capitali la Gauthier Dance Company di Eric Gauthier - con Aszure Barton, Sidi Larbi Cherkaoui, Sharon Eyal, Marco Goecke, Marcos Morau, Hofesh Shechter e Sasha Waltz.

Sono confini e barriere reali quelle infrante da Marrugeku, compagnia interculturale di artisti indigeni e non, unica nel suo genere in Australia, sotto la guida della coreografa Dalisa Pigram e la regista Rachel Swain: Straight Talk è un grido di libertà per l’abolizione di tutte le forme di violenza, oppressione, confinamento. Con potere sciamanico Rudi Cole e Júlia Robert di Humanhood fondono nel linguaggio del corpo fisica moderna e misticismo orientale offrendo in Infinite uno spettacolo che è anche meditazione. A.I.M di Kyle Abraham, voce potente di una visione politica della danza che programmaticamente si impegna a nutrire della storia e della cultura Black, sarà a Venezia con Requiem: Fire in the Air of the Earth; mentre la danza espansa di Trajal Harrell, che metabolizza Vogue dance, postmodern, butoh, ricerca e cultura pop, arriva alla Biennale con Maggie the Cat, dal testo di Tennessee Williams, per interrogarsi su potere, gender, intolleranza, inclusione.

Si spingono oltre i limiti dello spazio reale rendendo visibile l’invisibile Tobias Gremmler con l’installazione scenica digitale di Collisions e Blanca Li con la danza in V/R di Le bal de Paris, dove reale e virtuale si confondono. Indigo Lewin, esponente di una nuova generazione di fotografi radicali, che mette al centro della sua ricerca il corpo, svelerà i suoi intimi ritratti di danza, colti durante la sua residenza alla Biennale Danza 2021.

Cuore pulsante del Festival, i partecipanti di Biennale College saranno protagonisti di due importanti appuntamenti: un lavoro site specific commissionato a Saburo Teshigawara e uno spettacolo che ripensa Piazza San Marco Event in omaggio a Merce Cunningham che lo realizzò 50 anni fa a Venezia, mentori Daniel Squire e Jeannie Steele del Cunningham Trust. Intitolato Event, lo spettacolo itinerante è frutto della collaborazione tra Biennale College, l’Archivio Storico della Biennale e il Cunningham Trust. Completa il tributo a Cunningham il film d’arte Craneway Event, ultima sperimentazione del coreografo americano intorno alla pellicola, complice l’artista Tacita Dean.

Dance Film Screenings è una giornata non stop di proiezioni video-cinematografiche di ogni genere, misura e formato con documentari, videoclip, microfilm, tutto quanto sia danza sul film e nel film. Incontri e laboratori con gli artisti presenti al Festival completano il programma.

Biennale Musica In scena a Venezia dal 14 al 25 settembre, il 66. Festival Internazionale di Musica Contemporanea Out of Stage secondo il Direttore Lucia Ronchetti “tratteggia una larga prospettiva del teatro musicale contemporaneo e del ruolo delle nuove tecnologie, della multimedialità, con programmazione di realtà virtuale e realtà aumentata applicata al suono, secondo forme e generi nuovi, codificati dai compositori coinvolti nel festival”. “La Biennale Musica 2022 presenterà nuovi lavori di teatro musicale sperimentale commissionati a Simon Steen-Andersen, Helena Tulve, Michel van der Aa, Paolo Buonvino e Annelies Van Parys, oltre a prime italiane di nuovi progetti di Alexander Schubert, Rino Murakami e Ondřej Adámek co-prodotti con altre istituzioni europee. Di Giorgio Battistelli, Leone d’oro alla carriera del 2022, sarà realizzata una nuova produzione di Jules Verne eseguita dai performer di Ars Ludi, Leone d’argento 2022, nella serata inaugurale del festival al Teatro la Fenice. La nuova produzione prevede la realizzazione di grandi scene sonore nel contesto del progetto scenico a cura di Angelo Linzalata. Battistelli, autore di questa fantasia da camera in forma di spettacolo ispirata a Jules Verne, sarà impegnato nella inedita veste di regista. Il lavoro mette in luce la sua capacità di teatralizzare il gesto esecutivo, evocando l’aspetto immaginifico e fantasioso del mondo ritmico, esplorando la quotidianità nella quale siamo immersi con la capacità di trasformarla in una realtà compositiva poetica e funambolica. Ideali interpreti di questa nuova visione del teatro percussivo, sono Antonio Caggiano, Rodolfo Rossi e Gianluca Ruggeri, fondatori e componenti di Ars Ludi, musicisti istrionici e carismatici, che vivono ogni impegno performativo come un’esperienza esistenziale da condividere, con divertimento e complicità, comunicando al pubblico il senso della necessità e della gioia di essere in scena, muovendosi agilmente in un set mirabolante che è il loro mondo, dimora ideale di ogni cacciatore di suoni. Il programma del festival prevede anche alcuni classici del "teatro strumentale" di Mauricio Kagel, Georges Aperghis e lavori di compositori riconosciuti in questo ambito come Carola Bauckholt e François Sarhan” (Lucia Ronchetti) Ci saranno le voci del compositore curdo-iraniano Mehdi Jalali, della statunitense di origine africana Yvette Janine Jackson, di Klein, performer nigeriana attiva a Londra, del compositore e producer americano di origini taiwanesi X. Lee, del compositore di musica elettronica fiorentino Daniele Carcassi e del gruppo di compositori nativi americani messo in luce dal progetto collettivo dello Shenandoah Conservatory. “Tutti artisti – scrive Lucia Ronchetti - che restituiscono al teatro musicale contemporaneo, in forme mutuate dalla creazione musicale pop e dalla ricerca compositiva non-accademica, la denuncia di spoliazioni, di soprusi, di negazione dei diritti, di mancato riconoscimento e rispetto dell’identità sessuale, che sono tuttora sotto i nostri occhi. La Biennale Musica 2022 vuole offrire un luogo per esprimersi ad alcune di queste voci, sollecitandole a sperimentare forme esecutive nuove”. Per Biennale College: Paul Hauptmeier presenta una nuova installazione sonora site-specific che impiega la realtà aumentata; Timothy Cape e Daniil Posazhennikov creeranno due nuovi lavori di teatro strumentale; Gemma Ragués una nuova opera radiofonica con aspetti performativi; Tania Cortés e Jacopo Cenni saranno autori di due performance sperimentali con aspetti visivi e installativi; Kathryn Vetter, Dafne Paris, Federico Tramontana, Esther-Elisabeth Rispens saranno interpreti dei lavori di teatro strumentale di Georges Aperghis, François Sarhan e Carola Bauckholt. Si rinnova la collaborazione con Rai Radio3 per le trasmissioni “Lezioni di Musica” - in diretta dalla Sala delle Colonne, sede della Biennale, con Giovanni Bietti a cura di Paola Damiani - e “Tre soldi”, cinque audio-documentari realizzati da Giovanna Natalini che racconteranno l’esperienza dei giovani artisti di Biennale College Musica. Undici giovani musicisti under 25, provenienti dai Conservatori del Nord Italia e sotto la guida del drammaturgo e storico della musica Guido Barbieri, assegneranno il Premio alla miglior produzione di teatro musicale e il Premio alla miglior performance tra quelle in programma.

Gli spazi I Festival di Danza, Musica, Teatro coinvolgeranno tutta la città di Venezia. Dagli spazi storici dell’Arsenale (Teatro alle Tese, Tese dei Soppalchi, Sale d’Armi, Teatro Piccolo Arsenale) a Ca’ Giustinian, la Basilica di San Marco con la Cappella Marciana, il Teatro La Fenice, il Malibran e il Goldoni; dalla Biblioteca Marciana (Sala Sansoviniana) alla Scuola Grande di San Rocco (Sala Capitolare), alla Fondazione Ugo e Olga Levi (Sala Biblioteca); dall’Auditorium Lo Squero della Fondazione G. Cini al Conservatorio B. Marcello fino al Teatro del Parco a Mestre.

Neutralità carbonica La Biennale ha avviato nel 2021 un percorso di rivisitazione di tutte le proprie attività secondo principi consolidati e riconosciuti di sostenibilità ambientale. Per il 2022 l’obiettivo è quello di estendere il raggiungimento della certificazione della “neutralità carbonica”, ottenuto nel 2021 per la 78. Mostra del Cinema, a tutte le attività programmate dalla Biennale, quali la 59. Esposizione Internazionale d’Arte, i festival di Teatro, Danza e Musica e la 79. Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica (si veda la scheda allegata).

Educational La Biennale di Venezia ha sviluppato, nel tempo, un forte impegno in ambito didattico con le attività “Educational” rivolte al pubblico dei Festival Danza, Musica e Teatro, quali università, scuole, famiglie e pubblico di appassionati e curiosi, coinvolgendo, nell’ultimo decennio, oltre 25.000 persone nelle attività organizzate. Anche per il 2022 è prevista un’ampia offerta, che si rivolge a singoli e gruppi di studenti, bambini, adulti, famiglie e università. Tutte le iniziative puntano sul coinvolgimento attivo dei partecipanti, sono condotte da operatori professionisti selezionati e formati dalla Biennale e si suddividono in workshop, open class, attività interdisciplinari, iniziative interattive e divulgative (si veda la scheda allegata).