INFORMAZIONE
CULTURALE
Agosto 2022



HOME PAGE

ARCHIVI RIVISTA

Articoli on-line 6376
Articoli visitati
4697236
Connessi 8

INDICE GENERALE
INDICE MENSILE
EDITORIALE
RUBRICHE
PASSATO E PRESENTE
EVENTI
ITINERARI E VIAGGI
PARERI LEGALI
COSTUME E SPETTACOLI
QUADRIFOGLIO
TERZA PAGINA
LETTURE CONSIGLIATE
CULTURA
SCIENZA E DINTORNI
FILATELIA
LIBRI RECENSITI
AUTORI
Argomenti

Monitorare l'attività del sito RSS 2.0
SITI AMICI

a cura di
Silvana Carletti (Dir.Resp.)
Carlo Vallauri
Giovanna D'Arbitrio
Odino Grubessi
Luciano De Vita (Editore)
On line copyright
2005-2018 by LDVRoma

Ultimo aggiornamento
12 agosto 2022   e  



Sito realizzato con il sistema
di pubblicazione Spip
sotto licenza GPL

UN TRAM CHE SI CHIAMA DESIDERIO

AL TEATRO QUIRINO
venerdì 4 febbraio 2022 di Patrizia Cantatore

Argomenti: Teatro


Segnala l'articolo ad un amico

Teatro Quirino Mariangela D’Abbraccio e Daniele Pecci in Un Tram che si chiama desiderio di Tennessee Willams dal 1 febbraio al 6 febbraio

Il primo febbraio è andato in scena al Teatro Quirino di Roma il dramma americano per eccellenza, Un tram che si chiama desiderio nella traduzione di Masolino D’Amico e adattamento e regia di Pierluigi Pizzi. Premio Pulitzer del 1948, la leggenda vuole che fosse proprio su un tram, su cui girovagava da studente, che il giovanissimo Tennessee Williams ideasse questo dramma che svela il lato oscuro del sogno americano e per la prima volta metteva sotto la lente d’ingrandimento la società americana maschilista e sessista, ipocrita verso ogni diversità come l’omosessualità, il disagio mentale o il fallimento.

Un ritratto della famiglia come luogo oppressivo dove si condensa la violenza, il pregiudizio, la stupidità per il giudizio morale, dove la femminilità è schiacciata, maltrattata e usata dai maschi e dalla società. Sarà Elia Kazan a portare al cinema nel 1951, quelli che erano stati i protagonisti a Broadway e a Londra del dramma teatrale: Marlon Brando e Vivien Leigh in una versione corretta dallo stesso Tennessee Williams dove la denuncia contro la discriminazione omosessuale era sfumata fino a scomparire.

Ambientato nella New Orleans degli anni 40, subito dopo la guerra, Blanche (Mariangela D’Abbraccio), dopo il pignoramento della casa di famiglia Belle Reve si trasferisce dalla sorella Stella, sposata con un uomo rozzo e volgare di origine polacca, Stanley (Daniele Pecci). Blanche è alcolizzata, vedova del marito di cui aveva scoperto l’omosessualità, cercherà di trovare un po’ di equilibrio in un’altra città e ricongiungendosi all’unico affetto che le è rimasto, la sorella. L’incontro con Mitch, amico di Stanley, uomo gentile con cui cercherà di avviare un rapporto pulito, fallirà per colpa di Stanley, violento, sospettoso e geloso del rapporto di complicità tra le sorelle, che acuisce quella distanza culturale tra loro. Sarà proprio lui a voler indagare e a rivelare con crudele soddisfazione a Stella e a Mitch la verità su Blanche che, sopraffatta fisicamente e psicologicamente sarà perduta.

Gli attori tutti bravi, merita menzione speciale Mariangela D’Abbraccio, reduce dai successi di Filumena Marturano per la regia di Liliana Cavani che incarna con autenticità la sensualità e drammaticità di Blanche, sottolineando gli aspetti di questo personaggio ancora così attuale. Daniele Pecci, attore affermato di cinema, teatro e televisione, incarna la protervia fisica propria del personaggio e la sua crudeltà con disinvoltura.

JPEG - 34.5 Kb
D’Abbraccio-Pecci

La scenografia è dominata da un grigio pastello declinato in ogni sua sfumatura, a sottolineare il panorama senza prospettive e la miseria umana e sociale relegata in quel sottoscala come topi in uno scantinato. La musica scelta ad accompagnare le scene è quella degli anni 40 e 50, pezzi swing e jazz ad accentuare il panico, l’attesa pigra e sospesa, la violenza, il dominio dell’emotività psicotica.

JPEG - 25.8 Kb
I protagonisti

Lo spettacolo diretto da un grande maestro di fama internazionale: Pier Luigi Pizzi, fondatore con Giorgio De Lullo, Romolo Valli e Rossella Falk della “Compagnia dei giovani”. Regista, scenografo, costumista, ha dedicato le sue immense doti di creatività e sensibilità al servizio di spettacoli teatrali sia di prosa che di lirica, segnando il percorso e l’evoluzione della storia del teatro. Uno spettacolo che