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BIORITMICITA’ E ARITMICITA’

di Andrea Forte & Vivi Lombroso
sabato 15 gennaio 2022

Argomenti: Opinioni, riflessioni


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Tutta una serie di recuperi effettuati nei laboratori tradiscono una bioritmicità nell’essere umano che è legata chiaramente a fattori ambientali, come ad esempio la Luna. Sono centinaia gli effetti lunari sugli umani, vegetali, e animali che si sono riscontrati. Ne citiamo due: la stretta connessione fra la fasicità cerebrale e cardiocircolatoria e le fasi lunari. Si riscontra cioè che, a prescindere dallo stato fisico e psichico del soggetto e dell’ambiente nel quale il soggetto viene a trovarsi, tutta una fenomenologia cardiocircolatoria ed elettrica legata all’encefalo subisce una modificazione coerente e sistematica strettamente connessa con la Luna.

Quindi, tutta una serie di atteggiamenti, furbismi etc. vanno in secondo o terzo piano. Quando diciamo “mi sento depressa chissà perché, perché lui mi ha salutato male”, magari è solo un rallentamento della circolazione dovuto ad influssi lunari. Lo stesso saluto in un altro giorno verrà da me interpretato come affettuoso, o al limite invitante. Esiste poi tutta una fasicità nelle secrezioni ghiandolari che conduce l’individuo per mano, lo fa sentire su o giù a seconda del momento.

Da tutte le ricerche è risultato che l’individuo, in linea di massima, soggiace a 3 tipi di bioritmo:
- un bioritmo di 23 giorni, che viene indicato come “fisico”, per cui ogni 23 giorni l’individuo si sente bene, rende ed è efficiente.
- un bioritmo di 28 giorni legato all’emotività, per cui ogni 28 giorni l’individuo sarebbe più sensibile, più emotivo, più disposto alla percezione di stati d’animo propri e altrui.
- un bioritmo di 33 giorni che viene indicato “spirituale”, per cui, ad esempio, l’artista raggiunge ogni 33 giorni un massimo di creatività, il filosofo un massimo di creatività etc.

Se utilizzo questo schema a specchio, al bianco e al nero, ottengo il rovescio della bioritmia positiva. Cioè, se l’individuo ha una tendenza costruttiva e una distruttiva, ogni 23 giorni da qualche parte ci deve essere una bioritmia distruttiva, il minimo del rendimento, una situazione di maggior nevrotizzazione.

Nella vita di tutti i giorni, nelle situazioni pratiche, ci troviamo spesso nella situazione del “che faccio ? Sì o no ?” dove la cosa si presenta chiara e ottimale, oppure paralizzante, senza via d’uscita. Sennonché esiste nell’essere umano una facoltà che è capace di surclassare i termini del problema, sia che esso si prospetti di facile o difficile soluzione. In alcuni scatta sistematicamente, nei cosiddetti maestri, in altri non scatta.

In pratica, il problema non è bioritmi sì, bioritmi no, se sono giusti, utili, calcolabili, e così via. Forse il problema è un altro, forse, oltre, esiste un discorso di bioritmia aritmica, cioè un’aritmia che cerca disperatamente di mantenersi il più possibile uniforme ritmica, in un vano tentativo di tornare su se stessa.

A questo punto si può recuperare un atteggiamento di questo tipo “io sto come sto. Questa volta si è ripetuto, toh ! Quest’altra volta è stato infranto, toh ! avrebbe dovuto essere, ma altri fattori lo hanno alterato”. Finale: così è accaduto che fosse.

Che il bioritmo sia riuscito a mantenersi, o sia stato alterato, esso è ciò che è alle condizioni che comunque hanno interagito. L’unica cosa che posso dire, è come sto “ora-qui-io-me”. Se in questo momento siamo bombardati da particelle nello spazio che ci uccideranno, o ci trasformano in dèi non lo sappiamo. Allora c’è da surclassare il discorso bioritmo sì, bioritmo no, per recuperare una situazione che si pone contraddicendosi, che è in quanto non è.