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PIAZZA SCOSSACAVALLI. APPROFONDIMENTI 7

di Paolo Antonacci
giovedì 30 settembre 2021

Argomenti: Arte, artisti


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Piazza Scossacavalli era l’ultima piazza nella quale un pellegrino proveniente dalla città, si imbatteva prima di giungere nell’immensa piazza San Pietro:

Giovanni Battista Crema (Ferrara, 1883 - Roma, 1964)

Piazza Scossacavalli a Roma

G. B. Crema, pastello su cartoncino, cm 27,5 x 19,5.

E’ noto che piazza San Pietro con il suo maestoso colonnato fu immaginata da Gian Lorenzo Bernini per stupire i viandanti che vi giungevano attraversando gli stretti vicoli della "Spina di Borgo". Piazza Scossacavalli, fulcro del rione, era circondata da severi palazzi del Cinquecento e dalla chiesa di San Giacomo. La piazza fu sacrificata insieme alla "Spina" alla fine degli anni Trenta per la realizzazione della moderna via della Conciliazione voluta per sancire anche visivamente, i recenti Patti Lateranensi tra Stato e Chiesa.

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Piazza Scossacavalli

Piazza Scossacavalli, Borgo Vecchio e il palazzo dei Convertendi, nel 1910, fotografia.

Giovanni Battista Crema ritrae in questo suggestivo pastello uno scorcio della piazza vista da Borgo Vecchio verso piazza San Pietro; la piazza è immersa nella penombra del crepuscolo, un tram avanza a fari accesi mentre una fila di monachine che si dirige verso la basilica che si intravede in lontananza.

Si è recentemente inaugurata a Ferrara un’importante retrospettiva sull’artista: "Giovanni Battista Crema oltre il Divisionismo" a cura di Manuel Carrera e Lucio Scardino.

G.B.Nolli, i Borghi, part.

Descrizione del dipinto

l nostro pastello è una delle rare vedute di Roma dipinte dall’artista ferrarese.

Raffigura piazza Scossacavalli, una celebre piazza di Roma situata una volta al centro della ‘Spina di Borgo” e scomparsa in seguito alle demolizioni compiute per l’apertura di via della Conciliazione, tra il 1937 e il 1941.

La piazza di forma quadrata era delimitata da “Borgo Vecchio” (la strada che collegava Ponte Sant’Angelo con San Pietro) e dalla via Alessandrina, aperta nel 1499 da Alessandro VI detta anche Borgo Nuovo. Su di essa, fulcro del quartiere, si affacciavano nobili edifici: il palazzo Torlonia (l’unico tuttora esistente al suo posto); la chiesa di San Giacomo, edificata su progetto di Antonio da Sangallo il Giovane nella seconda metà del’500,demolita nel 1937; il palazzo dei Convertendi, ricostruito su un lato di via della Conciliazione.

Sul quarto lato sorgeva il palazzo della Rovere. Al centro della piazza era collocata una fontana probabilmente realizzata da Carlo Maderno nel 1614 smontata nel 1940 e rimontata in parte nel 1958 di fronte alla chiesa di Sant’Andrea della Valle.

Il dipinto, realizzato nel terzo decennio del ‘900, ha una prevalenza di toni scuri caratteristici del crepuscolo e per contrasto la scena è rischiarata dalle luci di un lampione e dalle luci di un tram in transito per Borgo Vecchio. Nella piazza, raffigurata di scorcio, è visibile parte della facciata del palazzo dei Convertendi, mentre in fondo alla via domina, in una suggestiva semi oscurità, la mole della cupola e della facciata di San Pietro.

Sulla destra si scorge la parete laterale della chiesa di San Giacomo che chiudeva la piazza a est mentre sul lato sinistro Giovanni Battista Crema ha raffigurato una delle due fontanelle in marmo pavonazzetto addossate a palazzo della Rovere, recanti gli attributi araldici della famiglia Borghese.

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