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FAVOLA DELL’ORA QUI CHE ERA GIA’ LI’

di Andrea Forte & Vivi Lombroso
giovedì 23 settembre 2021

Argomenti: Società


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C’era una volta… (direte voi). C’era ancor prima che una volta… (dico io)… una principessa così perfetta, che non aveva neppure un nome, per il semplice motivo che non serviva. Era lei, unica e perfetta, la Principessa. Naturalmente aveva una miriade di pretendenti, ognuno convinto d’esser l’unico degno a congiungersi con lei.

Suo padre, il Re di tutti i Re passati e futuri, era molto perplesso per tale situazione. Ancorché perfetto come sua figlia, non sapeva a chi dei tanti pretendenti fare un cenno di benevolenza. Era ormai trascorso troppo tempo in questa situazione e troppo spazio. Il regno cominciava a scricchiolare per mancanza di un erede e il Re desiderava intimamente altresì avere dei nipoti.

Quando la situazione divenne insostenibile, sia interiormente che esternamente, i due decisero concordemente di uscire dalla perplessità proclamando una gara il cui vincitore avrebbe adempiuto alla legge, sposando la Principessa, dando dei nipoti al Re, succedendogli quando questi si sarebbe ritirato dal regno. Dopodiché proclamarono la gara.

Tutte le regole per partecipare e vincere la gara riempivano pagine e pagine, e come subito si capì… in pratica poi, ogni regola aveva di fatto bisogno di ulteriori specificazioni e sottoregole e così via. Ci limiteremo a dire che la gara consisteva nel costruire nel più breve tempo possibile la reggia più sontuosa possibile, quella ove la Principessa sarebbe andata sposa e poi sarebbe stata Regina. Per stabilire chi fosse il prescelto bisognava ovviamente attendere che tutte le costruzioni fossero ultimate, quando la Principessa avrebbe deciso quale fosse la più sontuosa in proporzione al tempo impiegato a costruirla.

Partito il bando della gara, tutti i principi del reame si misero a costruire, profondendo a fiumi le loro ricchezze. Bisogna dire che anche moltissimi altri si lanciarono nella spasmodica competizione. V’erano molti non nobili, ma più ricchi di numerosi principi, in condizione di arrivare a costruire una reggia secondo le regole del bando. V’erano molti altri, non nobili e non ricchi, ma famosi ed ammirati: dunque in condizioni di riscuotere un credito così enorme da poter arrivare alla costruzione di una reggia degna di competere con tutte le altre. V’erano molti altri ancora, non nobili e non ricchi e non famosi, ma colti nella teoria ed abili nella manualità: dunque in condizioni di costruire una reggia che speravano venisse dalla intelligentissima Principessa apprezzata per i suoi significati e per i suoi contenuti importantissimi, una reggia che – se avesse vinto – avrebbe dimostrato con ciò cosa in realtà valesse nella vita.

Insomma tutti si misero a costruire al meglio ed il più velocemente possibile: in pratica tutto il regno divenne un gran fermento edificante.

Bè, non proprio tutto tutto tutto… c’era un tipo, anche un po’ strano, che nel generale fermento… ebbene non fece niente, nel senso che in pratica proseguì come aveva sempre fatto e non prese a costruire alcuna reggia. A volergli dare un tono, si potrebbe dire che continuò ad essere se stesso… ma lo stiamo gratificando. Resta il fatto che nel generale fermento, egli risultava in qualche modo anomalo. E la cosa faceva notizia. Le chiacchiere arrivarono all’orecchio della Principessa, che si incuriosì. E più il tempo passava, più si facevano regge meravigliose ed importanti, più quello si comportava secondo se stesso e più la Principessa s’incuriosiva. Finché decise di andare a vedere chi fosse questo anomalo individuo. E lo andò a trovare veramente.

Costui viveva in una villetta, non grande né piccola; certo non brutta, ma nemmeno troppo bella; non ricca, neppur povera… insomma, casa sua. Per essere sicura di non alterare la situazione di fatto, ella non si fece annunciare. Semplicemente arrivò, di passaggio e come per caso. Fu ricevuta rispettosamente, ma non ossequiosamente; garbatamente, ma non galantemente. Insomma entrò. Restò pure perplessa. C’erano cose belle, ma anche delle banalità, qualcosa era pure rara, ma c’era altresì sporcizia.

Tuttavia…

Insomma, per farla breve, la Principessa si sentì a casa propria. E pertanto mandò a dire al padre che chiudesse il bando della gara, che lei aveva trovato il suo Principe, che aveva individuato la reggia migliore costruita nel tempo minore… nel senso che la reggia era già lì prima che il bando fosse promulgato. Ringraziava tutti i suoi pretendenti, ai quali consigliava di cercare la propria compagna, perché lei aveva bisogno di altro. Liberava infine suo padre dall’onere del regno, perché insieme al Principe avevano deciso di iniziare a regnare da lì e, naturalmente, da subito.