INFORMAZIONE
CULTURALE
Ottobre 2021



HOME PAGE

ARCHIVI RIVISTA

Articoli on-line 5834
Articoli visitati
4592337
Connessi 1985

INDICE GENERALE
INDICE MENSILE
EDITORIALE
RUBRICHE
PASSATO E PRESENTE
EVENTI
ITINERARI E VIAGGI
PARERI LEGALI
COSTUME E SPETTACOLI
QUADRIFOGLIO
TERZA PAGINA
LETTURE CONSIGLIATE
CULTURA
SCIENZA E DINTORNI
FILATELIA
LIBRI RECENSITI
AUTORI
Argomenti

Monitorare l'attività del sito RSS 2.0
SITI AMICI

a cura di
Silvana Carletti (Dir.Resp.)
Carlo Vallauri
Giovanna D'Arbitrio
Odino Grubessi
Luciano De Vita (Editore)
On line copyright
2005-2018 by LDVRoma

Ultimo aggiornamento
19 ottobre 2021   e  



Sito realizzato con il sistema
di pubblicazione Spip
sotto licenza GPL

IL SISTEMA ENCEFALO-IMMUNUTARIO

di Andrea Forte e Vivi Lombroso
venerdì 6 agosto 2021

Argomenti: Opinioni, riflessioni


Segnala l'articolo ad un amico

Come tutto il corpo umano dipende più o meno completamente dal cervello, così tutta la biografia individuale dipende dal sistema immunitario. In tal senso, il sistema encefalo-immunitario è a monte di ogni vicenda salutifera o patogenica.

Il concetto è semplice: il cervello sta a monte di tutti i comportamenti del corpo, il sistema immunitario sta a monte della salute o malattia, dal concepimento alla morte. Questi due sistemi interagiscono continuativamente, per cui la conseguenza è che a monte di tutta la biologia, dei pensieri, delle depressioni, a monte di tutta la vita di ciascun individuo c’è il sistema encefalo-immunitario che è un sistema unico.

I medici sanno che c’è un feedback cervello/corpo, ma, o curano il cervello o curano il sistema immunitario. Il concetto di psicosomatica è emersa da alcuni anni, ma poi mediamente viene fatta la ricetta con una valanga di farmaci. Alludiamo al fatto che le malattie psicosomatiche è uno dei problemi fondamentali del rapporto fra corpo e psiche per cui alcune situazioni si innescano a valle nel corpo e influenzano la psiche, altre invece si manifestano a monte a livello psichico e poi si manifestano a valle somaticamente. Un esempio è l’asma, che nasce somatica e poi diventa psichica.

Il primo grande nemico dell’individuo e della biologia sul pianeta Terra è il virus. Il virus bisogna conoscerlo, capirlo. In linea generale sono organismi submicroscopici. Sono valutati patogeni perché la loro presenza genera varie malattie nei vegetali, negli animali, e negli umani. I virus attaccano tutto ciò che è biologico, quindi anche i batteri. Prima del microscopio elettronico, si ipotizzava la sua presenza, ma erano solo ipotesi. Poi, vedendo come erano fatti, è stato possibile approntare una serie di situazioni igieniche, mediche, mirate a colpire il virus nella sua struttura. Con l’avvento del microscopio elettronico, la durata media della vita degli umani si è alzata quasi a raddoppiare.

Il nocciolo del problema è se morire perché non si conosce nemmeno che esistono i virus, oppure uccidere il virus che ci attacca pagando dei prezzi ai sicari, cioè i farmaci. L’antibiotico è un sicario che si paga, così come devi pagare l’idraulico, il consulente fiscale etc.

Il virus può vivere solamente all’interno di una cellula ospitante, in quanto sono privi di una propria organizzazione cellulare. Biologicamente, il formarsi delle cellule precede quello dei virus; in pratica madre natura fa le cellule belle, buone, che si cercano, ma poi infila una bomba ad orologeria, il killer che solo l’intelligenza umana riesce a battere.

Allo stato attuale esistono 4 tipi fondamentali di virus: virus a base DNA, a base RNA+, a base RNA-, e retrovirus. Qualunque tipo di cellula, aggregato cellulare, è invadibile; il virus lo invade grazie alla propria diversificazione ed effettua la propria attività seguendo alcune fasi. La prima fase è detta di adsorbimento dove il virus riconosce a distanza la cellula da andare ad invadere. La seconda fase è di penetrazione dove il virus buca la membrana e la attraversa. La terza fase è di produzione: il virus apre la capside e libera nella cellula il suo patrimonio genetico. La quarta fase è detta di eclisse perché ad un certo punto la presenza del virus e le sue caratteristiche si eclissano, cioè entrano in composizione con la cellula, talché non è più riconoscibile che virus era. In pratica, c’è stata una evoluzione, per cui dentro la cellula c’è una situazione che non è più quella del virus iniziale e non è più quella specifica della cellula sana.

È chiaro che l’esperienza clinica consente di riconoscere a posteriori quale poteva essere il virus perché, con lo stratificarsi dei casi, si è imparato come si sviluppa la cellula a causa del virus a,b,c. In pratica, il virus è maligno, e quindi fa tutte l sue mosse per ammalare la cellula; la cellula fa tutte le mosse per aiutarlo. La cellula fornisce non solo le sostanze nutritive e il patrimonio genetico col quale entrare in composizione, ma fornisce anche il carburante, l’energia elettrica, cioè gli enzimi. Il virus sa come distruggerla, la cellula non sa che viene distrutta. Che strano gioco biologico !

Poi c’è la quinta fase di autoassemblaggio dove i diversi componenti del virus si riuniscono spontaneamente e producono altre particelle virali attive. Infine, la sesta fase di migrazione. I virus figli escono dalla cellula, o perché distruggono la cellula, oppure perché ribucano la membrana ed escono, lasciando la membrana in balìa del virus genitore, che nel frattempo sta entrando in composizione con la cellula.

Dire che è una perfetta organizzazione militare invincibile è dir poco. Il perno della situazione è la reattività del sistema encefalo-immunitario