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MOSTRA: TOCCARE LA BELLEZZA

Dare voce alle cose di Maria Montessori e Bruno Munari
venerdì 9 luglio 2021 di Roberto Benatti

Argomenti: Mostre, musei, arch.


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PALAZZO DELLE ESPOSIZIONI Arriva a Roma dal 22 giugno fino al 27 febbraio 2022 la mostra Toccare la bellezza

La bellezza è negli occhi di chi guarda, è così che Maria Montessori e Bruno Munari intendono trasmettere e farci scoprire in questa mostra tattile promossa da Roma Culture.

Organizzata dall’Azienda Speciale Palaexpo e ideata dal Museo Tattile Statale Omero di Ancona, in collaborazione con la Fondazione Chiaravalle Montessori e l’Associazione Bruno Munari e con il prezioso contributo dell’Opera Nazionale Montessori.

Il senso del tatto e l’esperienza del bello sono stati severamente colpiti dalle limitazioni imposte dall’emergenza sanitaria. Accettando una sfida che può sembrare audace, dopo il grande successo al Museo Tattile Statale Omero di Ancona, nel centenario del Manifesto del tattilismo di Filippo Marinetti.

Un’opportunità per conoscere meglio due tra i più illustri protagonisti della cultura italiana moderna, riconosciuti e apprezzati in tutto il mondo e per la prima volta insieme in un’esposizione, attraverso il pensiero e i materiali di Maria Montessori e i progetti e i lavori originali di Bruno Munari.

Maria Montessori (1870-1952) è stata un’educatrice, pedagogista, filosofa, medico, neuropsichiatra infantile e scienziata italiana, in campo internazionale nota per il metodo educativo che prende il suo nome, adottato in migliaia di scuole materne, elementari, medie e superiori in tutto il mondo. Fu tra le prime donne a laurearsi in medicina in Italia.

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Bruno Munari

Bruno Munari (1907-1998) è stato uno dei massimi protagonisti dell’arte, del design e della grafica del ’900. Ha sempre dedicato la propria attività creativa alla sperimentazione, con un’attenzione particolare al mondo dei bambini e dei loro giochi. Le sue creazioni nei campi della pittura, scultura, design, fotografia e didattica ne attraversano le diverse poetiche seguendo il filo della sua personalissima ricerca.

Partiti da esperienze, formazioni e riflessioni differenti trovano proprio nell’esperienza estetica tattile un possibile punto d’incontro.

La bellezza è in primo luogo un’attitudine soggettiva dell’osservatore, è uno sguardo che va sensibilmente esercitato nel tempo. In questo modo cogliamo sfumature e possiamo imparare e apprezzare meglio la bellezza. Qui parte l’intervento educativo, dove non è più la vista a farla da padrona, ma un approccio multisensoriale e cognitivo. Una psicogenesi della conoscenza dove l’interazione tra soggetto e oggetto completa la formazione educativa. Il soggetto conosce se stesso mentre costruisce l’oggetto da conoscere e contemporaneamente gli strumenti stessi della conoscenza. Inoltre la preparazione di un ambiente che vuole comunicare apprendimento, stimolo e creatività.

Le cose esposte hanno una propria voce, comunicano. Parlano e se restiamo attenti ad ascoltare ci dicono: toccami, ci suggeriscono le azioni che possiamo compiere. “ Sono le cose di vario genere che chiamano i bambini di varie età. Veramente la lucentezza, i colori, la bellezza delle cose gaie e adornate, sono altrettanti voci che chiamano a sé l’attenzione del bambino e lo stimolano ad agire. Quegli oggetti hanno un’eloquenza che nessuna maestra potrebbe mai raggiungere: prendimi, dicono; conservami intatto; mettimi nel mio posto. E’ l’azione compiuta in accordo con l’invito delle cose dà al bambino quella gaia soddisfazione, quel risveglio di energia che lo predispongono ai lavori più difficili dello sviluppo intellettuale”.

L’allestimento, ripensato per l’occasione da Fabio Fornasari, è costruito attorno a cinque nuclei tematici: le forme, i materiali, la pelle delle cose, alfabeti e narrazioni tattili, manipolare e interagire. Ogni sezione racconta il dialogo tra i due protagonisti attraverso oggetti, libri, strumenti esposti su tavoli appositamente ideati e disegnati, le cui forme sono in dialogo con le opere a parete.

A conclusione del percorso l’ultimo tavolo-laboratorio permette ai visitatori di osservare, manipolare e sperimentare in sicurezza una selezione di opere e oggetti che approfondiranno, ogni mese, aspetti e collegamenti diversi. Ecco che attraverso l’uso di tutti questi strumenti si creano nel soggetto schemi d’azione e si interiorizza un gesto, un comportamento. Questo gesto passa dal tocco, dal tatto, dal sentire e interiorizzare i materiali utilizzati. Questa attenzione stimolata e perseguita nel tempo permette la crescita del nostro cervello, una produzione di nuovi neuroni, scartando quelli che non ci servono più. Direi che siamo in un costante rinnovamento cellulare che non si arresta nemmeno nella vecchiaia, sapendo che un giusto stimolo cognitivo può creare queste nuove connessioni.

Del poliedrico artista e progettista Bruno Munari saranno esposte più di trenta opere originali e lavori editoriali, che testimoniano come tutto il suo lungo percorso creativo, dagli anni Quaranta del secolo scorso, sia stato sempre caratterizzato da una forte attenzione ai temi dei multisensoriali – e della tattilità in particolare - e dall’impiego a livello artistico di una grande quantità e varietà di materiali naturali e industriali anche a fini pedagogici. Accanto alle macchine inutili e ai messaggi tattili, la scimmietta Zizì, originale giocattolo di design vincitore del notevole premio Compasso d’Oro e le dieci opere della serie positivo-negativo.

Novità della tappa romana è il Libroletto (1993), realizzato con Marco Ferreri e composto da sei morbidi cuscini bordati di micro-storie.

Di Maria Montessori saranno presentati sia il modello educativo sia alcuni oggetti storici prestati per la prima volta dall’Opera Nazionale Montessori di Roma. Particolare attenzione sarà dedicata ai materiali di sviluppo studiati per l’educazione sensoriale e della mano, definita da lei stessa come l’organo dell’intelligenza. Dalle tavolette termiche alle lettere smerigliate, dagli incastri solidi alla torre rosa, fino alle tavole botaniche e alle spolette dei colori, per accompagnare i visitatori alla scoperta del mondo attraverso oggetti che parlano di geometria, geografia, musica, matematica costruendo allo stesso tempo bellezza.

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Lettere smerigliate

Una mostra dinamica che guarda verso il futuro e la possibilità di poter tornare a vivere a pieno le esperienze tattili e multisensoriali con una nuova e più matura consapevolezza. Una mostra che ci trasmette che la bellezza non è invisibile al tatto.

Palazzo delle Esposizioni - PIANO ZERO – Via Milano 13 – Roma www.palazzoesposizioni.it