INFORMAZIONE
CULTURALE
Ottobre 2021



HOME PAGE

ARCHIVI RIVISTA

Articoli on-line 5834
Articoli visitati
4592348
Connessi 1993

INDICE GENERALE
INDICE MENSILE
EDITORIALE
RUBRICHE
PASSATO E PRESENTE
EVENTI
ITINERARI E VIAGGI
PARERI LEGALI
COSTUME E SPETTACOLI
QUADRIFOGLIO
TERZA PAGINA
LETTURE CONSIGLIATE
CULTURA
SCIENZA E DINTORNI
FILATELIA
LIBRI RECENSITI
AUTORI
Argomenti

Monitorare l'attività del sito RSS 2.0
SITI AMICI

a cura di
Silvana Carletti (Dir.Resp.)
Carlo Vallauri
Giovanna D'Arbitrio
Odino Grubessi
Luciano De Vita (Editore)
On line copyright
2005-2018 by LDVRoma

Ultimo aggiornamento
19 ottobre 2021   e  



Sito realizzato con il sistema
di pubblicazione Spip
sotto licenza GPL

PRECONCETTO POSTUMO

di Andrea Forte & Vivi Lombroso
venerdì 11 giugno 2021

Argomenti: Opinioni, riflessioni


Segnala l'articolo ad un amico

Avevo due anni più o meno. Giocavo sulla strada. Ad un certo punto ebbi un senso strano, come se tutto fosse più traslucido. E vidi una vecchina che si avvicinava arrancando, aguzzando gli occhi fissandomi. Tentò di accelerare il passo, ma scivolò.

Cadde continuando a fissarmi. E mentre lentamente cadeva, lentissimamente la sua testa si avvicinava al suolo, senza mai staccarci con gli occhi. La fronte toccò il selciato…piano…mi parve. E comunque restò immobile.

Mi alzai, avvicinai, la girai lentamente con un piede. Era terrea. Non brutta, ma certo non poteva più essere definita bella. Tuttavia i suoi occhi erano stupendi: verdi, limpidi, sovraccarichi, e giovanissimi. Quando giacque supina fissandomi disse amore mio e morì.

Intuii che era tutto molto strano. Capii che avevo compreso qualcosa, ma non sapevo che cosa. Venne molta gente, decisi di andarmene. Tentarono di fermarmi, mi facevano tante domande… ma erano solo dei curiosi, ed io ero bravo a scappare. E poi avevo capito di aver compreso qualcosa, ma non sapevo che cosa, e volevo rintanarmi per cercare di sapere cosa fosse: ma non ci riuscii.

Passarono degli anni da allora, ed ogni volta che potevo mi rintanavo e mi sforzavo di afferrare cosa avessi saputo in quell’attimo quando la vecchia mi aveva parlato ed era morta. Ma continuavo a non riuscirci.

Sono passati anti anni da allora. Ho fatto parecchie cose, ho girato il mondo in lungo e in largo, sono diventato molto vecchio. E per curiosità ho voluto tornare in quella strada, a piedi, piano piano, sì, un po’ arrancando. Ad un certo punto ho avuto un senso strano, come se tutto fosse più traslucido. E l’ho vista, che aveva smesso di giocare, e mi stava fissando.

Ho tentato di accelerare il passo, ma sono scivolato. Cadendo ho continuato a fissare i suoi occhi stupendi, verdi, limpidi, sovraccarichi e stranamente pervasi di tanta esperienza. Cadevo lentamente, il suolo si avvicinava lentissimamente alla mia testa. Il selciato toccò la mia fronte… piano… mi parve. E comunque restai immobile. Il suo piedino mi girò lentamente. Ho avuto solo il tempo di dirle amore mio, e morii.

Ho visto arrivare molta gente, tentare di fermarla, farle tante domande… ma erano solo dei curiosi, e lei era brava a scappare.

Ora forse ho realmente capito, e comunque so decisamente cosa intendo fare.