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LEI MI PARLA ANCORA

di PUPI AVATI
domenica 14 febbraio 2021 di Giovanna D’Arbitrio

Argomenti: CINEMA, Film


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Dal libro al film A causa della pandemia di COVID-19, “Lei mi parla ancora”, di Pupi Avati, è apparso su Sky Premiere in prima visione assoluta l’8 febbraio 2021.Il film è tratto dal romanzo “Lei mi parla ancora - Memorie edite e inedite di un farmacista (Ed Skira) di Giuseppe Sgarbi, padre di Vittorio ed Elisabetta, dedicato a sua moglie Rina.

Il libro così viene presentato riportando le parole dello scrittore: -Hai sempre amato le attenzioni di Elisabetta. La tua voce cambiava quando parlavi al telefono con lei. Capivo chi era all’altro capo del filo dal tono che usavi. Quella dolcezza era riservata a lei. A Vittorio hai sempre parlato come parla un padre. A lei come una madre. A me come una donna. Possedevi il dono delle lingue. A ciascuno la sua. Nessuna mi aveva mai parlato così. Né nessun’altra l’ha mai fatto. Credo sia questa la cosa che mi ha fatto innamorare. La tua bellezza era l’esca, certo, ma è stata la tua testa a pescare nel mio cuore. Mai conosciuto una testa così. Lucida, vivida, fulminante. E io non sono mai stato tanto felice di aver abboccato a un amo. Un amore che vive anche adesso che tu non vivi più. Per questo il dolore è così grande. ’Finché morte non vi separi’ è una bugia. Il minimo sindacale. Un amore come il nostro arriva molto più in là. E il tuo lo sento anche da qui-.

“L’amore di Giuseppe Sgarbi per la moglie Rina, scomparsa un anno fa, è di quelli che non si trovano più. È stato un amore che ha dato pienezza, significato, profondità, valore e bellezza a una strada percorsa fianco a fianco negli anni, qui evocato in una "prosa piana, percorsa da echi e risonanze come ogni classicità." (Claudio Magris). Dopo "Lungo l’argine del tempo" e "Non chiedere cosa sarà il futuro" in questa sorta di romanzo-elegia "Nino" Sgarbi racconta, in un delicato e appassionato dialogo a distanza, l’amore inesauribile per la sua sposa, compagna e anima di tutta una vita”.

Nel film il racconto inizia quando dopo la morte della moglie Rina, Nino non riesce a dimenticarla e non può certo smetterla di amarla: immagina così che ella gli parli ancora e continui a dialogare con lui, per superare il dolore della sua dipartita. Sarà allora la figlia Elisabetta ad escogitare un modo per fargli ricordare la moglie evitandogli di rinchiudersi in quel dialogo segreto: assume un ghostwriter con il compito di aiutarlo a scrivere un libro di memorie. Dopo aver superato difficoltà iniziali, Nino finalmente si aprirà allo scrittore e insieme ricostruiranno la storia d’amore tra lui e Rina, quella di due innamorati che da giovani in una lettera decretarono l’immortalità del loro amore, capace di estendersi al di là della dimensione terrena.

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Renato Pozzetto

Senz’altro magistrale Renato Pozzetto nell’interpretare un ruolo drammatico per lui insolito, cioè quello un uomo triste e sensibile, chiuso in una casa pieni di oggetti d’arte ammucchiati in ogni stanza, testimoni di una vita condivisa con la sua compagna. Bravi anche gli altri interpreti, come Fabrizio Gifuni nei panni del ghostwriter, Chiara Caselli in quelli della figlia Elisabetta, Lino Musella e Isabella Ragonese (Nino e Rina da giovani). Tanti i cammei degni di nota, in particolare quello di Stefania Sandrelli (Rina anziana) e Alessandro Haber (il fratello di Rina).

Un film malinconico, delicato e tenero, che fa riferimento ad un tempo antico in cui l’amore vero in un matrimonio poteva durare per sempre, tempi raccontati con nostalgia e coinvolgimento dal bravo Pupi Avati autore anche della sceneggiatura insieme al figlio Tommaso.

Bella la colonna sonora, in particolare la canzone del trailer, Mr. Lonely, cantata Bobby Vinton,: https://www.youtube.com/watch?v=hkw...

Giovanna D’Arbitrio .