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Rubrica: CULTURA


LETTERATURA ANTISCHIAVISTA DEL XVIII E XIX SECOLO

Un afro americano potrebbe essere il nuovo Presidente degli Stati Uniti d’America. Due auspici: che riesca nell’impresa e che riesca a governare. Non abbiamo certo bisogno di altri martiri, come troppe volte è accaduto.
domenica 14 settembre 2008 di Mario Scognamiglio

Argomenti: Celebrazioni/Anniversari
Argomenti: Mondo


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La tratta dei Negri, l’odioso commercio di uomini, donne e bambini, iniziato nel 1440 da mercanti di schiavi portoghesi e spagnoli col tacito consenso delle autorità civili e religiose dei loro paesi, fu legalizzata nel 1501 da un decreto di Ferdinando e Isabella, i cattolicissimi sovrani di Castiglia, persuasi dai loro consiglieri che la cattività rappresentava il mezzo migliore per indurre i negri a rinnegare l’idolatria e a convertirsi alla vera religione. In effetti, i veri motivi che spinsero i governi della Spagna e del Portogallo, dell’ Inghilterra, Francia e Olanda, ad incoraggiare e a sostenere l’ignobile ma lucroso traffico di schiavi dall’Angola alle coste settentrionali del Brasile e dal Golfo di Guinea alle isole dei Carabi, furono meramente di carattere economico, determinati dall’esigenza sempre più pressante di reperire mano d’ opera poco costosa ( o meglio, gratuita) per lo sfruttamento agricolo delle colonie americane. Si calcola che nei tre secoli che seguirono alla scoperta dell’America e particolarmente nel ‘700, quando gli inglesi e i francesi assunsero praticamente il monopolio del commercio degli schiavi, le navi negriere deportarono circa dieci milioni di africani, spopolando intere regioni dell’Angola, del Senegal, del Congo e del Sudan occidentale.

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Asta di schiavi
Immagini dal libro Uncle Tom’s Cabin (la capanna dello zio Tom)

Non erano in molti in Europa, a parte gli “addetti ai lavori”, a conoscere i particolare agghiaccianti delle deportazioni e le spaventose condizioni di vita degli schiavi negri, privi di qualsiasi diritto e tutela, sfruttati dai loro padroni, i piantatori di cotone e di canna da zucchero, come animali da lavoro. Soltanto nella seconda metà del XVIII secolo, sensibilizzata da una pubblicistica antischiavistica sempre più in vista e incisiva, l’opinione pubblica europea cominciò a schierarsi contro la vergognosa piaga della tratta dei Negri.

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Caccia agli schiavi

I primi agghiaccianti atti di accusa che rivelarono al mondo l’atroce calvario degli africani, catturati come selvaggina, incatenati, seviziati, venduti come bestiame, furono redatti da un folto gruppo di vittime dell’infame traffico che acquisirono i mezzi espressivi dei loro oppressori per esternare il dolore e la disperazione di un popolo privato dei suoi più elementari diritti.

La letteratura negra, infatti, fiorì nelle piantagioni delle isole dei Caraibi e dell’America settentrionale, e i suoi primi esponenti - Othello, Cugoano, Capitein, Williams, Sancho, Phillis-Weatley, Olaudah Equiano, per citare i più noti - maturarono sotto la feroce sferza dei padroni bianchi.

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Frustate ad uno schiavo incatenato

Fra le varie, interessanti opere degli scrittori negri del ’700, imperneate tutte sulla denuncia degli orrori dello schiavismo, merita una particolare segnalazione il libro pubblicato a Londra nel 1791 da Equiano Olaudah, meglio conosciuto sotto il nome di Gustavus Vassa. Mi riferisco a The interesting narrative of the life of Olaudah Equiano or Gustavus Vassa the African, che ottenne una tale affermazione da indurre gli editori a ristamparlo nove volte nell’arco di tre anni.

Nel suo libro, che sembra essere stato scritto da Kunta Kinte in persona, l’Autore descrive con nostalgia il paese incantato della sua fanciullezza, le verdi, rigogliose foreste d’Africa, la vita felice nei villaggi lungo i fiumi e i laghi, le abitudini e i costumi della sua gente, le feste e le danze per propiziare i raccolti, per onorare la generosa natura. Ricorda, poi, con parole che suscitano profonda commozione il giorno più infausto della sua vita, quando, aveva appena undici anni, fu rapito insieme alla sua sorellina da una banda di negrieri. Protagonista dell’allucinante odissea, vissuta da milioni di africani, Gustavo Vassa descrive nella sua opera i traumi, le umiliazioni, le infinite torture fisiche e morali subite dai negri sui tristi velieri dei mercanti di uomini e nelle piantagioni americane. Dopo infinite vicissitudini, riuscito a riscattarsi dai suoi padroni, il «liberto» Vassa raggiunse l’Europa dove svolse, coadiuvato da eminenti filantropi, una vasta e intensa azione per l’abolizione della tratta e dello schiavismo.

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Carovana di schiavi

Ritengo che il libro di Equiano Olaudah, che tante affinità ha con Radici, occupi un posto d’onore nella biblioteca di Halex Haley.

L’argomento preferito dai negrieri e dai loro interessati sostenitori d’oltreoceano per giustificare la criminosa attività commerciale che li associava, si basava essenzialmente su cervellotiche considerazioni di carattere razziale. I negri, essi affermavano, appartengono a una modesta razza di sottosviluppati mentali, incivile, selvaggia, priva dei requisiti e dei sentimenti che distinguono l’uomo dalle bestie. Perché scandalizzarsi, quindi, se dei bruti senza passato e senza futuro venivano trasferiti nelle fertili pianure del Nuovo Mondo a coltivare la canna da zucchero e il cotone?

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Schema di una barca per il trasporto degli schiavi

A smantellare tali assurde menzogne insorsero, con i loro scritti, autorevoli esponenti progressisti della cultura europea, quali Ramsay, Hornemann, Pinkard, Benezet, Wilbeforce, Grégoire, Clarkson. Nelle loro opere, questi valorosi e agguerriti difensori della dignità e della civiltà negra, riuscirono a dimostrare al mondo che gli africani non erano delle scimmie antropomorfe ma uomini, uomini veri, dotati di tutti i sentimenti degli altri uomini, capaci di pensare, di amare, di creare.

Una delle opere di maggior successo fra quelle pubblicate dagli scrittori citati è un formidabile trattato bio-bibliografico sulla nascente letteratura negra, pubblicato a Parigi nel 1808 da Henry Grégoire, vescovo rivoluzionario, innovatore e irriducibile repubblicano.

In questo libro – De la littérature des Nègres, ou recherches sur leurs facultés intellectuelles, leurs qualités morales et leur littérature; suivìes de notices sur la vie et les ouvrages des Nègres qui se soni distingués dans les Sciences, les Lettres et les Arts - Grégoire smantellò letteralmente le tesi dei negrieri sulla presunta inferiorità della razza negra, fornendo inoppugnabili documenti sulla civiltà e la cultura africana.

Un’altra opera che contribuì notevolmente a ridicolizzare le teorie razziste dei mercanti di uomini fu Travels in the interior Districts of Africa (Londra, 1795-1797) del celebre esploratore inglese Mungo Park. In questo libro, che ebbe una vasta risonanza in tutta l’Europa, l’autore descrive i semplici patriarcali costumi di laboriose popolazioni africane, dedite all’agricoltura e alla caccia. Profondamente colpito dall’ospitalità e dalla gentilezza della gente negra, lo scrittore elogia la sensibilità e la purezza d’animo degli abitanti dei villaggi da lui visitati e trascrive alcuni dei loro canti, colmi di struggente poesia.

Testimone oculare delle criminali spedizioni dei negrieri europei, coadiuvati dai complici arabi e da corrotti capi tribù della costa, Mungo Park narra le varie drammatiche fasi della caccia all’uomo, descrive lo stupore, lo smarrimento, il terrore delle famiglie aggredite, incatenate, stivate nei fetidi velieri, e denuncia al mondo intero l’orribile offesa alla dignità e ai diritti dell’uomo.

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Teatro di Lugano 17 febbraio 1859
Recita "La capanna dello zio TOM"

Tra i grandi riformatori che ai primi del secolo XIX si adoperarono attivamente per l’abolizione della tratta dei negri e lo schiavismo, il più generoso ed inflessibile fu certamente Thomas Clark-son. I suoi saggi, basati su documentazioni e autorevoli testimonianze, inchiodarono alle loro responsabilità non soltanto i negrieri e i proprietari terrieri americani, ma gli stessi governi europei che tacitamente avvallavano la tratta. In uno dei suoi libri sul commercio degli schiavi, Clarkson fece inserire una grande tavola incisa, più volte ripegata, che riproduceva fedelmente gli spaccati della stiva e dei vari ponti della nave inglese Brookes, adibita al trasporto dei negri dalla Guinea in America. Questa incisione, che alleghiamo fuori testo nel formato originale, rappresenta uno dei più eloquenti ed allucinanti documenti storici sulla tratta dei Negri.

Concludendo il libro, che suscitò vaste ondate di indignazione ed orrore, e che costrinse vari governi a prendere provvedimenti contro i negrieri, Clarkson rivolge ai lettori il seguente accorato appello: «Lettore filantropo che hai letto quest’opera. Ho cercato di illustrarti il tragico quadro di questo orribile commercio, riuscendo spesso, ne sono certo, a commuoverti, a indignarti.

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Lettera Apostolica
Di Gregorio XVI del 1840

Vorrei, tuttavia, richiamare particolarmente la tua attenzione sulla tavola che illustra la nave negriera. Ritengo che essa, da sola, possa dirti più di quanto io potrei esprimere in molti libri. Guarda, di tanto in tanto, questa dolorosa immagine. Ti ricorderai dei miseri africani, stivati come mercanzia, in viaggio attraverso l’oceano verso il più crudele dei destini : la schiavitù. Ti prego, lettore filantropo, parla anche tu a favore degli africani, esponi a chi non le conosce le loro sofferenze. Uniamo alle nostre, altre voci di protesta, ed altre ancora, e un giorno non lontano, forse, la nostra azione sradicherà per sempre questo ignobile commercio omicida.»

Per quanto riguarda il celebre romanzo di Elisabeth Beecher Stowe Uncle TOM’S Cabin, pubblicato a Boston nel 1851 e ristampato in seguito innumerevoli volte in tutte le lingue, sarebbe superfluo soffermarsi a lungo. Tutti sanno che La Capanna dello zio Tom, pur se di mediocre valore artistico, contribuì più di qualsiasi altro libro a sensibilizzare gli americani sul problema degli schiavi negri. Basti dire che Abramo Lincoln definì l’autrice del fortunato romanzo «la piccola donna che vinse la guerra».

Anche la Chiesa cattolica, nel 1840, assunse ufficialmente una netta posizione contro la tratta dei Negri. Il 3 dicembre del 1839, infatti, Gregorio XVI in una lunga Lettera Apostolica, intitolata De Nigritarum Commercio non Esercendo, condannava con severe espressioni i negrieri e i loro compiici.


Alcune foto dell’isola di Gorée

- L’sola si trova di fronte a Dakar ed essendo la punta più ad occidente dell’Africa era il punto di partenza delle navi piene di schiavi verso l’America.

- dall’archivio fotografico di Luciano De Vita che ha visitato l’isola nel dicembre 2006.

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Visita virtuale di Gerée

Vedi anche sul tema della schiavitù l’articolo di Arturo Capasso pubblicato su questa stessa rivista on-line il 18 marzo 2008 dal titolo Integrazione e reciprocità che contiene un video dell’UNESCO il lingua inglese, che qui riproponiamo.

P.S.

BIBLIOGRAFIA

- BOSMANN, Voyage en Guinée. Utrecht, 1705
- JEFFERSON, Notes on the State of Virginia. London, 1787
- SIBIRE, L’aristocratie negrière. Paris, 1789.
- ANONIMO, The Horrors of the negro slavery existing in our West-Indian islands, irrefragabily demonstred from officiai documents recently presented to the house of Common. London, 1805
- DICKSON, Letters on slavery. 1789.
- WILBEFORCE w., A Letter on the abolition of the slave trade, adressed to the freeholders and others habitans of Yorkshire. London, 1807.
- EQUIANO OLAUDAH (Gustavus Vassa), The interesting narrative of the life of Olaudah Equiano or Gustavus Vassa the African. London, 1793
- BECKFORD, Remarks upon the situation of the Negroes in Jamaica. London, 1788
- CUGOANO, Réflexions sur la traite et l’esclavage des negres. Paris, 1788
- RAMSAY J., Objections to the Abolition of the Slave Trade, with Ansmers. London, 1788
- GREGOIRE H., De la littérature des Nègres. Paris, 1808
- MUNGO PARK, Travels in the interior District of Africa. London, 1795-97
- MUNGO PARK, Viaggio nell’interno dell’ Africa fatto negli anni 1795, 1796 e 1797. Traduzione di Vincenzo Ferrario. Milano, Sonzogno, 1816
- CLARKSON T., The History of the Abolition of the African Slave Trade. London, 1808
- CLARKSON T., Thoughts on Necessity of Improving condition of Slaves. London, 1823 De Nigritarum Commercio non Esercendo. Roma, Vaticano, 1840
- BEECHER STOWE H., Uncle Tom’s Cabin. Paris, Baudry’s European Library, 1853