INFORMAZIONE
CULTURALE
Dicembre 2018



HOME PAGE

ARCHIVI RIVISTA

Articoli on-line 4662
Articoli visitati
3977738
Connessi 13

INDICE GENERALE
INDICE MENSILE
EDITORIALE
RUBRICHE
PASSATO E PRESENTE
EVENTI
ITINERARI E VIAGGI
PARERI LEGALI
COSTUME E SPETTACOLI
QUADRIFOGLIO
TERZA PAGINA
LETTURE CONSIGLIATE
CULTURA
SCIENZA E DINTORNI
FILATELIA
LIBRI RECENSITI
AUTORI
Argomenti

Monitorare l'attività del sito RSS 2.0
SITI AMICI

a cura di
Silvana Carletti (Dir.Resp.)
Carlo Vallauri
Giovanna D'Arbitrio
Odino Grubessi
Luciano De Vita (Editore)
On line copyright
2005-2018 by LDVRoma

Ultimo aggiornamento
10 dicembre 2018   e  



Sito realizzato con il sistema
di pubblicazione Spip
sotto licenza GPL

Invertire la rotta (Il Mulino, Bologna, 2007)

PROPRIETA’ PUBBLICA E TRASFORMAZIONI DELL’ECONOMIA

Finanza e privatizzazioni in una serie di riflessioni
sabato 21 giugno 2008 di Carlo Vallauri

Argomenti: Economia e Finanza
Argomenti: Recensioni Libri
Autore del Libro : Stefano Rodotà
Autore del Libro : Ugo Mattei
Autore del Libro : Edoardo Reviglio


Segnala l'articolo ad un amico

La storia del patrimonio pubblico coincide con la crescita dell’Europa moderna da quando in Inghilterra i proprietari eressero segni di differenziazione tra terre utilizzabili da coltivatori e pastori e proprietà privata. E alle trasformazioni della proprietà pubblica e proposte per il suo mutamento è dedicata l’ampia raccolta di saggi Invertire la rotta (Il Mulino, Bologna, 2007) a cura di Ugo Mattei, Edoardo Reviglio, Stefano Rodotà.

Il contesto giuridico dalle teorie della demanialità all’Eurosistema è analizzato rispettivamente da Sabino Cassese e Giuseppe Guarino mentre Raffaele Di Raimo riferisce sulle più recenti esperienze di economia pubblica in rapporto all’identità nazionale, tutelata dalla stessa Costituzione europea.

E il prof. Guarino spiega i vincoli europei al patrimonio pubblico, soffermandosi in particolare sul debito pubblico, una piaga della nostra economia che i governi post-tangentopoli non hanno saputo, anzi non hanno voluto affrontare con sufficiente consapevolezza. L’insigne giurista, come già aveva avuto occasione di avanzare proposte precise al riguardo, suggerisce una terapia – a nostro avviso, convincente – basata sulla costituzione di una società per azioni, alla quale conferire l’insieme dei patrimoni pubblici le cui azioni verrebbero collocate nei mercati finanziari internazionali. Il secondo passo della manovra dovrebbe consistere nella alienazione di tali partecipazioni, ricavandone così i mezzi per riequilibrare la struttura finanziaria statale, mediante operazioni capaci e interrompere la china perversa del debito. Una inversione di rotta che sino ad ora non si è avuto il coraggio di promuovere.

Sulle privatizzazioni meritano di essere approfonditi i saggi di Massimo Florio sull’esperienza britannica e di Cesare Salvi, il quale auspica un ripensamento critico di quanto operato in Italia negli anni ’90 attraverso operazioni rivelatesi fallimentari. Su quest’ultimo argomento sarebbe interessante andare a rileggersi la testimonianza di Sergio Siglienti in merito alla svendita della Banca Commerciale. Stefano Rodotà illustra infine le linee guida per un nuovo codice dei beni pubblici. Una ragionata bibliografia chiude il volume che offre un quadro esauriente di una intricata materia, attorno alla quale si sono purtroppo “giocate” alla leggera beni pubblici consistenti, frutto di una lunga stagione attiva e produttiva della nostra finanza.