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CORONAVIRUS: ATTACCHI A MADY IN ITALY E TURISMO?

Occorre maggiore solidarietà: l’ unione fa la forza
sabato 7 marzo 2020 di Giovanna D’Arbitrio

Argomenti: Opinioni, riflessioni


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Qualcosa non quadra nell’informazioni fornite dai mass media nazionali e soprattutto da quelli internazionali. Ё mai possibile che per il Coronavirus ora l’attenzione si sia spostata dalla Cina, e da altri paesi asiatici, all’Italia? Paesi in condizioni igieniche pietose per inquinamento triplicato da globalizzazione, esperimenti nucleari e guerre? Là le mascherine le portavano già prima che scoppiasse il coronavirus! Non solo i mass media esteri si sono dimenticati della Cina e dei paesi asiatici, ma ora hanno messo in atto un’operazione di sciacallaggio contro l’Italia che rischia d’indebolire ancor più l’economia italiana, colpendo in particolare turismo e made in Italy.

Ѐ senz’altro giusto chiudere scuole, cinema, teatri, musei e quant’altro in Italia, ma perché all’estero il numero dei tamponi è di gran lunga inferiore rispetto a quelli che si eseguono in Italia? Ed è vero che il cosiddetto “paziente zero” sia tedesco? Nemmeno in un momento così difficile per l’Umanità, si riesce a conoscere la Verità, e cosa ancor più grave, mancano rispetto e solidarietà verso i paesi colpiti dal virus, mentre si dà spazio a vergognose speculazioni .

Il nostro Presidente della Repubblica, senza alcun dubbio persona seria e onesta, ha fatto finalmente sentire la sua voce per invitare gli italiani a collaborare e mostrarsi uniti in questo difficile momento. E tuttavia avremmo voluto che Egli avesse difeso in maniera autorevole la nostra nazione dagli attacchi della stampa estera, invece di affidare al Presidente del Consiglio una debole protesta. Davvero vergognosa la mappa fornita dalla CNN che mostra l’Italia come focolaio principale dal quale poi si è diffusa l’epidemia, per non parlare del video francese sulla “pizza Coronavirus”. Bloccati perfino fiori e piante italiani alle frontiere: https://genovaquotidiana.com/2020/0...

Bisognerebbe, inoltre, cominciare a prendere provvedimenti e stabilire regole verso coloro che delocalizzano produzioni in Asia, Africa, America Latina e Est Europa, con il solo obiettivo di incrementare i profitti in paesi in cui è consentito sfruttare risorse di ogni genere senza rispetto per diritti Umani e Civili, né per i cosiddetti Beni Comuni. In tanti secoli di colonialismo, neocolonialismo, e ora anni di globalizzazione, questi predatori non hanno pensato a sostenere governi democratici, a promuovere istruzione, formazione, lavoro nonché difesa dei diritti dei lavoratori, a costruire acquedotti e fogne per migliori condizioni igieniche e sanitarie, leggi per proteggere donne e minori. Solo sfruttamento, fame, violenze e guerre!

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Pechino. Aria irrespirabile

Il Coronavirus, dunque, è un drammatico boomerang che, come le massicce migrazioni, è inquadrabile in un processo di causa-effetto. Ogni azione genera reazioni: l’immagine classica del sasso che lanciato in uno stagno fa apparire cerchi sempre più ampi sull’acqua, sembra un esempio appropriato per gli eventi storici che coinvolgono l’Umanità, eventi in cui il principio causa-effetto domina sovrano.

Eppure, ascoltando i discorsi di tante persone, comprendiamo che a molti sfugge tale principio per cui non arrivano mai ad una visione d’insieme, ad un’efficace e razionale sintesi che potrebbe aiutare a risolvere gli attuali gravi problemi, evitando inutili discussioni, separazioni e conflitti.

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Cina.Il fiume Giallo

Ѐ quello che accade in questi giorni quando si discute di Coronavirus e di crisi economica, oppure quando, fino a qualche giorno fa, si discuteva di immigrazione clandestina, sicurezza, giustizia, intercettazioni, inquinamento e problemi climatici e quant’altro: si parla, si parla, si protesta, ma non si riesce a cogliere i nessi che li accomunano. In realtà sono tutti “effetti” di antiche “cause”, di errori fatti in passato che purtroppo continuiamo a ripetere in modo più amplificato per effetto delle nuove tecnologie che ne velocizzano gli effetti: interessi politico-economici, disoneste speculazioni in campo finanziario, assoluta mancanza di regole nel free trade che dirotta capitali dove fa più comodo e non certo a vantaggio delle popolazioni locali. E così n questo epocale boomerang abbiamo incluso anche i virus “globalizzati”.

Individuate le cause che producono gli attuali effetti, si dovrebbe quindi passare razionalmente alla fase della soluzione dei problemi. Purtroppo finora non c’è stata alcuna volontà di farlo in coloro che detengono il potere. E purtroppo se tutto il mondo cosiddetto “civile” non si farà carico di rimuovere le cause del boomerang che ci sta investendo con violenza in vari campi, il futuro della terra sarà davvero difficile. Occorre maggiore solidarietà: l’unione fa la forza.

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Solidarietà

Giovanna D’Arbitrio