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OMAGGIO A RAFFAELLO

Sommo artista del Rinascimento.
venerdì 6 marzo 2020 di Patrizia Cantatore

Argomenti: Arte, artisti


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Scuderie del Quirinale, Roma - 5 marzo - 2 giugno 2020

Si è aperta il 5 marzo l’esposizione RAFFAELLO 1520-1483, nella città che gli diede fama e dove poté esprimere appieno il suo genio artistico. Una mostra che conta più di 100 capolavori autografi o riconducibili a ideazione raffaellesca tra dipinti, cartoni, disegni, arazzi, progetti architettonici e altrettante opere tra sculture e manufatti antichi e rinascimentali messi a confronto, per un complesso di 204 opere in mostra.

Progetto di punta del programma approvato dal Comitato Nazionale, istituito dal Ministro Dario Franceschini e presieduto da Antonio Paolucci in occasione delle celebrazioni per il quinto centenario dalla scomparsa dell’artista rinascimentale, avvenuta il 6 aprile del 1520 proprio il giorno del suo 37° compleanno è il frutto della collaborazione tra le Scuderie del Quirinale e le Gallerie degli Uffizi, avvalendosi anche di collaborazioni della Galleria Borghese, del Parco Archeologico del Colosseo e dei Musei Vaticani. Una rassegna di vastità unica, mai tentata finora, che raccoglie capolavori provenienti dalle più importanti collezioni di musei nazionali ed internazionali.

Un percorso che partendo dalla morte, ha l’intento di condurre attraverso un incalzante flash back, a rileggere il percorso biografico partendo dalla sua massima espressione creativa negli anni di Leone X, risalendo di capolavoro in capolavoro gli anni della sua esistenza, dalla morte alla grazia e leggiadria di un artista che divenne il punto di riferimento per altri durante tutto il Rinascimento e che oggi è riconosciuto come genio universale.

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Copertina Madonna Tempi 1507-1508

Il visitatore entra immediatamente nell’atmosfera della perdita, accolto da un monumentale olio su tela de I funerali di Raffaello, quadro di Pietro Vanni (1896-1900), seguito, come quinta aperta sull’esposizione, dalla riproduzione fedele della Tomba di Raffaello al Pantheon (registrazione e digitalizzazione di Factum Foundation for Digital Technology in Conservation e gentile concessione dei Canonici di Santa Maria ad Martyres e Polo museale del Lazio). In punta di piedi percorre a ritroso la vita di Raffaello che, più di altri, seppe fondere e accordare lo studio di Leonardo e di Michelangelo per giungere all’elaborazione di una sua arte particolare che sapeva cogliere natura e spirito dei personaggi.

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Testa della Musa gesso nero

Una mostra che esalta non solo la produzione artistica, ma anche l’inclinazione umanistica allo studio e valorizzazione dell’antico, fonte d’ispirazione, continuo desiderio di conservazione e salvaguarda per le generazioni future, il cui studio approfondito, accompagnato dallo scavo e dal rilievo di quelle vestigia per identificarle, gli fu incaricato dal papa Leone X così come la sovrintendenza della Fabbrica di San Pietro e altri compiti assegnatigli fino alla sua prematura scomparsa.

Gli stessi anni di quel soggiorno romano (dal 1511 al 1520), nei quali realizzò capolavori come La Stanza della Signatura, le Logge Vaticane (dove ritroviamo le decorazioni a grottesche osservate nella Villa neroniana) o la villa della Farnesina di Agostino Chigi con l’affresco di Galatea di mano dell’artista o quelli della Loggia di psiche in collaborazione con Giulio Romano ed altri, scalando i gradini di quella fama imperitura che ancora oggi è riconosciuta e celebrata.

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Santa Cecilia con i Santi

Nell’esposizione si potranno ammirare i capolavori celebri e amati in tutto il mondo come: la Madonna del Granduca e la Velata delle Gallerie degli Uffizi o la grande pala di Santa Cecilia dalla Pinacoteca di Bologna, come pure opere mai tornate in Italia dopo la loro esportazione, come la sublime Madonna Alba dalla National Gallery di Washington, la Madonna della Rosa dal Prado o la Madonna Tempi dall’Alte Pinakothek di Monaco di Baviera o dipinti straordinari come il Ritratto di Baldassarre Castiglione e l’Autoritratto con amico dal Louvre. Per la prima volta, si potranno ammirare nello stesso luogo i ritratti dei due papi che consentirono a Raffaello di dimostrare il suo immenso potenziale artistico negli anni romani: quello di Giulio II dalla National Gallery di Londra e quello di Leone X con i cardinali Giulio de’ Medici e Luigi de’ Rossi degli Uffizi, presentato per la prima volta dopo un accuratissimo restauro, durato tre anni, a cura dell’Opificio delle Pietre Dure di Firenze, intervento che ha restituito la nettezza luministica e cromatica originale e l’incredibile forza descrittiva dei dettagli.

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Madonna D’Alba 1510

La ricchezza dell’esposizione ha anche il merito dell’integrazione di opere archeologiche dal Museo archeologico di Napoli, dal Parco archeologico del Colosseo e dai Musei Vaticani, messe a confronto con i disegni di Raffaello che li ritraggono, mostrandoci con grande impatto la genialità di quest’artista che riproducendo la perfezione naturalistica dell’antico sapeva trasformarla attraverso una visione moderna, frutto di una profondità capace di cogliere non solo le caratteristiche fisiche, ma anche psichiche dei suoi personaggi.

Un evento da non perdere, con circa 60.000 biglietti prenotati in prevendita da tutto il mondo, arricchito da una vasta offerta di approfondimenti tra laboratori per scuole e famiglie, visite guidate e incontri con il pubblico.

Tutte le informazioni sul sito www.scuderiequirinale.it