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PASSATO IL FESTIVAL, SPUNTANO LE POLEMICHE

di Alessandro Canzoni
martedì 11 febbraio 2020

Argomenti: Media, TV e Internet


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Quest’anno il Festival di Sanremo, giunto alla 70° edizione, ha riscosso, indubbiamente un grande successo di share e le critiche sono state, in quasi totalità positive.

Bravo Amadeus, conduttore moderato, elegante ed ironico; ottima la scelta degli ospiti ed interessanti quasi tutti i monologhi eseguiti dai personaggi noti che si sono susseguiti sul celebre palco.

Minore consenso, a mio parere, riguardo l’eccessivo spazio dato alla, direi quasi, “celebrazione” dell’omosessualità, con ripetute esibizioni, abbigliamento, esternazioni che dovrebbero risultare inutili, dato che, ai giorni nostri, si considera l’omosessualità normale e quindi non da dover quasi giustificare e mettere in mostra.

Le canzoni presentate sono quasi tutte passate in sottordine, davanti ad un continuo alternarsi di ospiti illustri e di qualche plateale polemica svoltasi anche in diretta, ma, soprattutto perché nessun brano è riuscito a “sfondare”, come ai vecchi tempi .

Infine, nota dolente, l’innumerevole quantità di inviati della RAI (634), per un’ importante trasmissione che, comunque, non richiederebbe un trasferimento in massa da Roma e che è oggetto ora di verifica da parte del Collegio Sindacale.

La traslocazione, infine, di vari programmi abituali a Sanremo, con aggravio indubbiamente di spese, risulta, seconde me, eccessivo, visto che il Festival, già seguito in tutto il mondo nel suo excursus di più giorni, non ha bisogno di altri format commentatori successivi.

E che altro dire della durata dell’evento?

Non basterebbero, forse, 3 serate da dedicare all’importante manifestazione, assegnandone una alle “Nuove proposte”, un’ altra ai “Big” ed, infine una terza al risultato finale?

In un momento di grave crisi economica e sociale, probabilmente, un po’ di generale moderazione sarebbe preferibile e approvata dalla maggioranza del pubblico italiano.