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IN VIAGGIO PER L’ARABIA ALLE TERME DI DIOCLEZIANO

Dal 28 novembre 2019 al 1 marzo 2020
domenica 15 dicembre 2019 di Roberto Benatti

Argomenti: Mostre, musei, arch.


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Le Terme di Diocleziano, le più estese del mondo antico, sede storica del Museo Nazionale Romano, istituito nel 1889 come uno dei principali centri di cultura storica e artistica dell’Italia unita, ospitano una mostra dal sapore millenario.

Il cammino nomade, le oasi, i mercanti e i viaggiatori che procedono lentamente tra villaggio e villaggio per poi approdare in queste grandi città con tutto il carico di beni preziosi, il mercato dove le genti di diverse culture si incontrano, si relazionano e fanno la Storia. Una storia raccontata in modo esemplare osservando i reperti in mostra.

L’esposizione ci fa volare verso terre lontane e inesplorate, soprattutto dall’archeologia, che muove i primi passi in queste terre antiche. La mostra racconta la storia dello sviluppo della penisola araba nel corso dei millenni ed esplora le situazioni culturali che risultano essere una fusione di tradizione e modernità. Gli oggetti esposti comprendono capolavori archeologici e opere d’arte iconiche, che abbracciano secoli di storia araba.

La mostra, unica nel suo genere portata a Roma dal Ministero della Cultura dell’Arabia Saudita e dal Ministero per i beni e le attività culturali e per il turismo d’Italia percorre il ricco patrimonio della penisola arabica con importanti opere d’arte e documenti antichi. Ci immergiamo nella profondità e ampiezza della civiltà araba.

Sono esposti oltre 450 manufatti rari, venuti alla luce grazie ad importanti scavi archeologici. Spesso sono stati i poeti arabi coloro che riportarono alla conoscenza, attraverso i loro versi, testimonianze e descrizioni di luoghi e monumenti antichi. Luoghi che hanno poi restituito tutta la loro bellezza artistica e comprensione storica.

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Pendente rotondo con granati e perle incastonate. Riad

Le più antiche testimonianze lasciate da insediamenti umani sono rappresentate da utensili in pietra risalenti a circa 1,3 milioni di anni fa, diciamo un paleolitico inferiore, ritrovati a Shuwayhitiyah e a Bir Hima. Mentre diecimila anni fa il clima era umido con una vegetazione rigogliosa, con una prevalenza di cacciatori e raccoglitori, solo intorno al 4 millennio la Penisola arabica divenne più secca e le popolazioni ripresero a praticare uno stile di vita più nomade.

Sono esposti una grande quantità di recipienti in clorite finemente lavorata provenienti dall’isola di Tarut una delle più vaste oasi di palme da datteri dell’Arabia nord-orientale. I più antichi risalgono al 2900 a.C. reperti che fanno capo ad un’antica civiltà Dilmun, citata in antichi testi della Mesopotamia.

Possiamo ammirare la famosa maschera funeraria in oro del I secolo d.C. proveniente dal Museo Nazionale di Riad, bellissime statue stele in arenaria del IV millennio a.C. Possiamo ammirare delle collane in oro e perle di grande fattura e una testa di una statua monumentale della dinastia lihyanita del V-II secolo a.C.

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Statua stele arenaria IV millennio a.c.

Sono le carovane di uomini e merci che, attraversando il paese per il trasporto di beni (arnesi da caccia, vasellame, vetri, alabastri, ceramiche, sculture) e sostanze preziose ( oro, gioielli, armi, metalli preziosi, profumi e incensi), percorrono le rotte di terra che favoriscono il contatto tra le genti, gli usi, le credenze delle regioni vicine, come Mesopotamia ed Egitto, e di lontane città come Roma. Su di esse, pur mantenendone la tradizione mercantile, saranno ricalcate le vie dei pellegrinaggi alle città sante di Mecca e Medina.

Il Principe della Corona Mohammed Bin Salman considera la comunicazione culturale con i popoli del mondo un mezzo essenziale per promuovere la comprensione reciproca e l’amicizia tra le nazioni. Con la mostra Roads of Arabia organizzata dalla Commissione per il turismo e le antichità dell’Arabia Saudita si intensifica il rapporto di amicizia tra i nostri paesi che ha già toccato altri 16 paesi di tutto il mondo.

Negli ultimi quarantacinque anni più di diecimila aree archeologiche sono state documentate in varie regioni e province del Regno. Nei celebri siti di Qaryat al-Faw e al-Rabadha. E’ stato avviato un programma di restauro di importanti edifici storici tra cui quelli di Gedda e Ta’if. Molti luoghi sono in fase di valorizzazione e inclusione nella lista del patrimonio dell’UNESCO.

Un’ occasione per permettere ai visitatori di prendere coscienza di un mondo finora poco noto e offre al contempo la possibilità di rinsaldare la cooperazione culturale tra i nostri paesi, un segno positivo per l’arte e per migliori relazioni internazionali, aperte verso il futuro alla scoperta di nuovi tesori. Intanto godiamoci quelli esposti qui a Roma.

Museo Nazionale Romano Terme di Diocleziano Viale E.De Nicola 78

www.museonazionaleromano.ben... tel.06 39967700