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VILLAE FILM FESTIVAL: MIDDLE OF BEYOND

di Eleonora Daggiante
mercoledì 4 dicembre 2019

Argomenti: CINEMA, Film


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MIDDLE OF BEYOND: è questo il titolo del film proiettato lunedì 2 dicembre 2019 nei saloni affrescati di Villa D’este in occasione dell’evento culturale Villae film festival 2019, grazie al quale la villa tiburtina verrà animata dalla visione artistica di registi di fama internazionale fino all’8 dicembre.

Un tripudio di arte visiva, che fa da scenario alla chiacchierata informale con attori e registi che segue la proiezione del film proposto. Kaare Cytter è un’artista curiosa: propone uno spacco di vita moderna, sperimentando tagli, inquadrature, suoni ed effetti particolari (come immagini di dinosauri insetti e farfalle, riflesso dei pensieri del protagonista), che animano un film tedesco sottotitolato dalle tonalità grigio scure, alleggerendo la pesantezza che potrebbe a primo impatto allarmare e sentire la trama distante da sé ma che grazie al tocco della regista finisce per scaturire l’effetto contrario: in verità ci si accorge che la storia non è poi così "strana", rispecchia molto assiduamente la realtà dei nostri tempi soprattutto dei giovani, il tutto velato da un tono sarcastico e a volte anche ironico.

Malte è un poeta trentenne tedesco, nullafacente, che beneficia del lascito ereditario del padre e coltiva un rapporto di amore e odio con la madre depressa e sola che lo vorrebbe più presente.

È la storia di un ragazzo annoiato e risucchiato dai social, che instaura rapporti di amicizia non ben definiti con altri due protagonisti, Greta e Reiner entrambi cinici e superficiali, senza tuttavia lasciarsi mai prendere da slanci di affetto. Amicizie di passaggio, senza legami forti.

Malte inizia a considerare l’ipotesi di preparare una bomba e piazzarla a New York per il solo gusto di farlo. Segue i tutorial di preparazione dell’ordigno su YouTube con la facilità e la semplicità con cui si segue una ricetta in cucina. Per una risposta poco cordiale di un poeta suo collega, prende nella casa madre una pistola e quasi si convince a sparare al poeta per il solo gusto di vendicarsi della scortesia.

Una violenza minimizzata, vestita nei panni di un gioco. La differenza tra bene e male non è sottile, no: non esiste.

Un film che lascia perplessi e amareggiati: la praticità della tecnologia, invece di migliorarci la vita, la sta privando di magia rendendoci tutti annoiati e apatici.

La proiezione si è tenuta alla presenza dell’artista Keren Cytter, regista del film, e del protagonista Fabian Stumm, oltre al critico d’arte Antonio Grul, in un incontro che ha coinvolto anche ragazzi più giovani, verso i quali la riflessione sul film è diretta.

Un film che lascia perplessi fin dall’inizio, si conclude senza un vero finale proprio a sottolineare l’inconcludenza della realtà in cui viviamo e forse saremo condannati a vivere anche in futuro.

La domanda è: sarà così? Fino a che punto?

Eleonora Daggiante