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L’OPERA MULTIFORME E VERSATILE DI CORRADO CAGLI

MUSEO DI PALAZZO CIPOLLA DAL 8 NOVEMBRE 2019 Al 6 Gennaio 2020
lunedì 11 novembre 2019 di Patrizia Cantatore

Argomenti: Mostre, musei, arch.


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Si è aperta a Roma, nella splendida cornice di Palazzo Cipolla in Via del Corso 320, una retrospettiva sull’opera di Corrado Cagli, a distanza di vent’anni dall’ultima del 1999 presso l’Archivio Farnese.

L’esposizione antologica dal titolo “Corrado Cagli. Folgorazioni e Mutazioni” ha un ampio repertorio di dipinti scelti, disegni, sculture, bozzetti e costumi teatrali, arazzi e grafiche, un totale di 200 opere provenienti da importanti istituzioni e collezioni private. La mostra ricostruisce la vasta attività creativa di un artista versatile che seppe spaziare dal figurativo all’astratto, dalla tela alla ceramica, dal teatro alle arti grafiche.

Protagonista del dibattito artistico del XX secolo, già negli anni ’30 Cagli è figura di spicco dell’arte italiana rappresentando l’Italia in prestigiose rassegne internazionali e alternativa moderna tra il Futurismo e l’arte figurativa del Novecento.

Allontanatosi dopo le leggi razziali del 1938, viaggiò tra Parigi, gli Stati Uniti e la Gran Bretagna arrivando ad arruolarsi nell’esercito americano. Gli anni dell’esilio sono per l’artista un periodo di elaborazione e di incubazione della questione spaziale che si sviluppa sia nell’attenta osservazione dei maestri del primo Novecento, in particolare del Cubismo e della Metafisica e del Futurismo, sia grazie agli studi nei campi matematici e psicoanalitici, oltre che alle amicizie con poeti, musicisti e personalità dello spettacolo.

Lungo il percorso espositivo ci sono tutte le declinazioni della sua ricerca dagli esordi con alcuni quadri come “Il neofita”, l’esperimento del “muralismo” con pannelli costituenti il ciclo esposto e in parte censurato dell’Esposizione Universale di Parigi del 1937; le opere plastiche, gli arazzi, le sculture ceramiche, i bozzetti architettonici per la Fontana dello Zodiaco di Terni e quelli del Monumento di Gōttingen in Germania opera pubblica per ricordare la sinagoga distrutta l’8-9 novembre 1938, durante la famigerata Notte dei cristalli.

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Cagli. Teatro tragico

E ancora, il monumentale cartone della pittura murale eseguita per la XXI Biennale di Venezia del 1938, Orfeo incanta le belve. I disegni esposti alla Galleria Palma nel 1947 al suo rientro in Italia, disegni astratti, sculture e bozzetti per scene e costumi teatrali di incredibile modernità e bellezza come quelli realizzati per la Ballet Society quando lavorò con George Balanchine; gli esperimenti grafici, i disegni per l’Elogio della follia di Erasmo da Rotterdam.

Un’occasione per riscoprire Corrado Cagli, artista riconosciuto e vittima della condanna alla dimenticanza durante la persecuzione razziale, in seguito tornato nel suo Paese è stato spesso sottovalutato e trascurato da parte di certa critica. Poliedrico artigiano dell’arte concepiva l’opera come entità “aperta” e dimensionalmente “espansa”, libera da connotazioni limitanti come l’astrazione, la figurazione, il mimetismo, ma frutto dell’elaborazione di ipotesi, indagini, risultati e tecniche molto diversi.

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Cagli. La veglia e il sonno

Cagli riparte dall’uomo e dalla natura, indaga gli archetipi primitivi, come un etimologo o un alchimista del simbolo, delle verità esoteriche ed essoteriche. Questa ricerca, questo modus operandi, lo espongono a giudizi di incoerenza, eclettismo, indecisione linguistica, schizofrenia stilistica, termini fuorvianti non attribuibili ad un artista che considera lo spazio dell’opera come luogo “di molteplicità, di penetrazione infinita, immagine dell’illimitata dimensione psichica profonda” attraverso il metodo analitico scegliendo “logiche molteplici” piuttosto che situazioni espressive “monologiche” di molta pittura a lui contemporanea.

Cagli seppe tessere rapporti di amicizia con i più sensibili poeti, matematici e filosofi del suo tempo, rappresentò sempre l’ago della bilancia, il punto di riferimento per gli artisti maggiori e ci piace citare le parole del prof. Angelo Calabrese che ha pubblicato un saggio su Cagli e i Poeti:

“Corrado Cagli intuiva e ragionava in termini d’energia metamorfica e vagava verso l’ignoto, contemplando e interrogandosi su tutti i possibili sentieri da tentare verso gli spazi cosmici, sperimentando temporanee mete in successione, dove la sapienza degli uomini umani distilla dalla scienza della poesia. Quando quella è veramente alata, cerca la vita dove ha più vita. L’alimenta per nutrirsene in conoscenza, le conferisce nuova forza e vigore e verifica, attraverso la comprensione e la partecipazione, quel tutt’uno in cui s’identificano l’uomo e il cosmo. …

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Cagli. Dal libro di Ester

Sulla via della vera scienza gli uomini umani finiscono sempre con l’incontrare nei loro transiti la poesia, che da sempre ha tenuto accesa la fiamma della speranza. Il desiderio di decifrare l’indecifrabile affratellava ai cantori della scienza il poeta Cagli, lirico nei voli dai labirinti della psiche e devoto cultore dell’universale lingua di Dio che parla poeticamente, ab aeterno, come afferma Galilei, nei simboli e nelle logiche universali delle matematiche e delle geometrie.

Un protagonista del suo tempo che ricercava: “la bellezza totale, che non è selettiva, ma assommativa e, soprattutto, non può limitarsi a restare antropologica, ma deve tornare ad essere cosmogonica” come ricorda il critico Giancarlo Vigorelli. Importante raccontare alle nuove generazioni, il genio, il ruolo e l’influenza che ebbe sugli artisti a lui contemporanei e sull’arte del nostro tempo

La mostra, curata da Bruno Corà, storico e critico, Presidente della Fondazione Burri, in collaborazione con l’Archivio Cagli, è promossa dalla Fondazione Terzo Pilastro – Internazionale, ed organizzata da Poema S.p.A. con il supporto di Comediarting.

Palazzo Cipolla Via del Corso 320

da martedì a domenica 10.00>20.00 lunedì chiuso
biglietto € 7