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CANOVA: L’ARTE IMMORTALE DEL BELLO IDEALE

Museo di Roma Palazzo Braschi
giovedì 10 ottobre 2019 di Patrizia Cantatore

Argomenti: Mostre, musei, arch.


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Dal 9 ottobre 2019 e fino al 15 marzo 2020 prende il via nel Museo di Roma in Palazzo Braschi la mostra evento “Canova. Eterna bellezza”, incorniciate all’interno di un allestimento di grande impatto visivo, oltre 170 opere di Canova e di alcuni artisti a lui coevi animano le sale del Museo di Roma in Palazzo Braschi. L’esposizione racconterà in 13 sezioni l’arte canoviana e il contesto che lo scultore trovò giungendo nell’Urbe nel 1779.

Come sottolineato dal sindaco Virginia Raggi, un evento culturale e promozionale per la città di Roma, i suoi cittadini e i turisti che la visitano, con biglietto ridotto per i residenti possessori di Mic card e una serie di approfondimenti che si svolgeranno nelle sale durante il mese di ottobre sempre alle ore 17.00, con molti spunti di riflessione.

La mostra è anche il frutto di una collaborazione a livello nazionale ed internazionale, visti gli eccezionali prestiti, fra l’altro, dall’Ermitage di San Pietroburgo, i Musei Vaticani, la Gypsotheca e Museo Antonio Canova di Possagno, il Museo Civico di Bassano del Grappa, i Musei Capitolini, il Museo Correr di Venezia, il Museo Archeologico Nazionale di Napoli, le Accademie di Belle Arti di Bologna, di Carrara e di Ravenna, l’Accademia Nazionale di San Luca, il Musée des Augustins di Tolosa, i Musei di Strada Nuova-Palazzo Tursi di Genova, il Museo Civico di Asolo, nonché l’occasione per molte opere di godere di restauro.

Maria Vittoria Marini Clarelli, Sovrintendente Capitolina ai Beni Culturali, ha sottolineato che l’arte tra Settecento e Ottocento sarebbe inimmaginabile senza Canova così come l’arte di Canova non sarebbe stata la stessa senza Roma, dunque una mostra sulla sua arte non poteva che trovare allestimento che qui oltretutto nella sede del Museo di quel Palazzo Braschi residenza della famiglia del Papa Pio VI, suo primo Committente.

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Danzatrice; mani sui fianchi

Gli eventi politici sono strettamente legati alla vita artistica e pubblica di Canova che a soli ventisei anni viene consacrato a livello nazionale e internazionale grazie al Monumento sepolcrale a Clemente XIV ai Santi Apostoli, per poi proseguire con committenze illustri in tutte le corti europee e nelle principali dimore aristocratiche.

Canova era cattolicissimo e anti-giacobino, protagonista di quella corrente artistica abbracciata dai rivoluzionari e da quell’imperatore anticlericale che fu Napoleone, nel 1798 quando i disordini compromisero l’ordine costituito egli abbandonò la città.

La nascita della Repubblica Romana e l’entrata dei francesi portarono molti capolavori a prendere la via per Parigi e quando il nuovo pontefice Pio VII tornò in città accolto trionfalmente nel 1800 su suggerimento del suo segretario di Stato Ercole Consalvi, pensò bene di giocare la carta di Canova quale riscatto dopo l’invasione. Gli vengono commissionati il Perseo trionfante, collocato sul piedistallo dell’Apollo del Belvedere, una delle opere più ammirate in quei tempi, dallo stesso Canova e, Creugante e Damosseno.

Proprio in una delle sale espositive sono messi a confronto i capolavori dell’artista con gessi o marmi antichi tra i quali l’Amorino alato proveniente dall’Ermitage con l’Eros Farnese proveniente dal Museo Archeologico Nazionale di Napoli o l’Apollo del Belvedere e il Gladiatore Borghese messi a confronto con il Perseo trionfante e il pugilatore Creugante di Canova secondo il progetto pensato per palazzo Papafava a Padova. L’allestimento ricrea quel gioco di luci e oscurità, specchi e stoffe, utilizzando anche basi rotanti, così come nell’intento dell’artista, cioè in modo tale da poterne godere ogni sfumatura.

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Maddalena penitente

Insignito della carica di Ispettore generale delle Belle arti dal quale dipendevano i musei vaticani e capitolini, nonché presidente della commissione per gli acquisti di antichità, ambasciatore del papa per il recupero delle opere d’arte emigrate in Francia con Napoleone, nasce grazie a lui il concetto di patrimonio culturale da preservare.

Grazie alla sua azione molti i veti all’esportazione di opere d’arte, pagando anche personalmente e donando le opere, come accadde per i cippi funerari d’epoca romana appartenenti al Principe Giustiniani di cui uno è visibile in mostra.

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Allestimento sala Amore e Psiche

In una delle sale anche lo straordinario antico gesso proveniente dall’Accademia di Belle Arti di Bologna del Fauno Barberini, uno dei rospi che dovette ingoiare Antonio Canova. Richiesto infatti dall’Imperatore d’Austria Francesco I, il papa non poté rifiutarglielo.

Come ha tenuto a sottolineare il curatore, Prof. Giuseppe Pavanello, la straordinarietà di Canova è nel far rinascere l’Antico nel Moderno e plasmare il Moderno attraverso il filtro dell’Antico, quindi istanze creative nel senso pieno. L’Antico bisognava “mandarselo in sangue fino a farlo diventare naturale come la vita stessa” queste le parole di Antonio Canova che si rifiutò sempre di realizzare copie di sculture classiche, reputandolo lavoro indegno per un artista creatore, così come non volle mai intervenire sui marmi antichi definendoli “intoccabili” per definizione.

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Amorino alato

Altra opera straordinaria con la quale ogni etichetta di neoclassicismo è distrutta, è la Maddalena penitente, nella quale la drammaticità nella penombra diviene consistenza carnosa dei volumi e la prostrazione del dolore assume carattere altamente espressivo.

All’esposizione si aggiungono le immagini degli scatti di Mimmo Jodice, una vera e propria mostra nella mostra che incastona squarci di opere originali. Trenta foto che attraverso il sapiente dosare dell’ombra rendono più intensa la rappresentazione dei miti svelando il loro legame archetipale col profondo.

L’ultima sala è una sorpresa, il passaggio da un ambiente aperto ad uno chiuso, la musica ci introduce, gli specchi amplificano le ombre, un fascio di luce converge sulla figura della Danzatrice con le mani sui fianchi. Ci sembra di essere in un pantheon, dove una fanciulla sembra levitare dal suo piedistallo a passo di danza, quasi che il meccanismo girevole la protenda verso un ideale convivio di muse.

Nel cortile del palazzo si potrà ammirare anche la più contemporanea riproduzione in scala reale di Magister con Robotor del gruppo scultoreo Amore e Psiche giacente, oggi esposta al Louvre di Parigi. A partire da una scansione 3d del gesso preparatorio della scultura, un robot ha scolpito incessantemente per 270 ore un blocco di marmo bianco di Carrata di 10 tonnellate ed è da leggersi come forma di rispetto per il pensiero dell’artista ed è l’aspirazione contemporanea a valorizzarne l’estro creativo. Ad accompagnare l’installazione un video sulla realizzazione dell’opera e un racconto video sulla fiaba di Amore e Psiche di Apuleio.

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Conferenza stampa nel cortile del Palazzo Braschi

Info e prenotazioni: Tel. 060608 tutti i giorni ore 9.00 - 19.00 www.museodiroma.it