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Rubrica: EDITORIALI


EDITORIALE 05/2008 - IL PONTE DI MESSINA

PROSSIMA SFIDA ALLA NATURA
sabato 3 maggio 2008 di Silvana Carletti

Argomenti: Attualità


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Il progetto del Ponte sullo stretto di Messina, tanto auspicato dal PDL e contrastato dal Governo precedente, finirà per essere una sfida all’equilibrio naturale di quelle zone e del resto d’Italia.

E’ a tutti noto come il nostro Paese sia tra i più soggetti a scosse sismiche e a pericoli idrogeologici. Smuovere i fondali marini con opere di così grande impatto, non può che peggiorare la già precaria stabilità geofisica di una zona vulcanica per eccellenza. Senza considerare i recenti tsunami che si sono verificati nel mondo e non escludendo i movimenti anomali del mare che hanno avuto luogo anche in Italia.

E quale sarebbe la necessità impellente di creare una struttura di così grande respiro e di urgente realizzazione? Non ci sono, forse, interventi più necessari da fare?

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Maremoto
Possibili effetti - dal sito www.earthquake.it/maremoto.php

Che ne dite delle strade del Sud, delle ferrovie, delle reti idriche, del miglioramento delle condizioni di vita di quei cittadini? I costi previsti, per ora, sono: 4.732 milioni di Euro di cui 3.410 per il ponte,1.322 per gli allacci stradali e ferroviari. Prezzi riferiti a tre anni or sono e che andrebbero riveduti al rialzo…

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Italia
carta delle zone a rischio

E gli Italiani, sono d’accordo su questo megaprogetto?

Riportiamo, di seguito, uno stralcio della Conferenza tenutasi il 16 Aprile di quest’anno a Vienna, sui pericoli che incombono sul mare e sulle conseguenze disastrose che potrebbero coinvolgere le popolazioni.

Si dovrebbe riflettere di più sulle sfide continue che si fanno ad una natura già tanto provata dall’inquinamento e dalla distruzione giornaliera cui l’uomo, quotidianamente contribuisce, senza riflettere sul futuro.


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Tsunami
Schema di formazione del fenomeno

VIENNA (16 aprile 2008) - I mutamenti climatici potrebbero assumere dimensioni più drammatiche di quanto previsto. Secondo Simon Holgate, idrologo inglese del Proudman Oceanographic Laboratory (Pol), presente insieme ad altri esperti alla conferenza dell’associazione europea di geoscienze a Vienna, il livello del mare in questo secolo potrebbe salire molto più di quanto pronosticato nel rapporto sul clima dell’Ipcc (Intergovernmental Panel on Climate Change, il comitato intergovernativo sul mutamento climatico) presentato lo scorso anno, che pronosticava un aumento di fino a 79 centimetri. Ora, invece, sulla base di calcoli e di ricostruzioni del livello del mare negli ultimi 2.000 anni, Holgate prevede un innalzamento del livello delle acque di 1,5 metri entro il 2100. Per comprendere meglio la portata di queste cifre va anche considerato che attualmente il livello del mare è il più alto degli ultimi 110.000 anni.

Secondo Graham Cogley della Trend University, in Canada, anche il contributo dello scioglimento dei ghiacciai all’aumento del livello dei mari è superiore al previsto: 1,4 millimetri l’anno contro gli 1,1 previsti fino a ora.