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RACCONTO ALQUANTO SCIOCCO


venerdì 30 agosto 2019 di Andrea Forte, Vivi Lombroso

Argomenti: Narrativa


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C’era una volta una comitiva di amici, ragazzi e ragazze, che dal loro villaggio andavano a passeggiare in città, un po’ per scherzare rumorosamente senza che i genitori li zittissero, un po’ per vedere facce diverse dalle solte di tutti i giorni, un po’ con la segreta speranza mai spenta che altrove capitasse qualcosa d’inconsueto…

Insomma ragazzi e ragazze come tanti altri.

Un bel pomeriggio, lungo il percorso trovarono una lettera e il più lesto la raccolse. Poiché l’indirizzo sulla busta rimaneva illeggibile, decisero di aprirla, dato che non sarebbe stato possibile recapitarla. Il lesto stropicciò un bordo, e diede una scorsa al foglio interno. Uno dei ragazzi chiese: «C’è mica l’indirizzo di qualche bella signora ?» e ricevendo un cenno di diniego come risposta, aggiunse: «Allora per me puoi buttare tutto, non mi interessa». A quel punto una delle ragazze chiese: «C’è mica la ricetta di un nuovo dolce favoloso ?» e ricevendo un cenno di diniego come risposta aggiunse: «Allora per me puoi buttare tutto, non mi interessa». E così uno dopo l’altro; finì che ciascuno chiese se nella lettera ci fosse l’una o l’altra cosa, dalle più banali alle più strampalate. Ma non c’erano, visto che, calmo calmo, a ciascuno il lesto rispondeva con un cenno di diniego.

Rimase l’ultimo della comitiva, che chiese: «Ma allora non facciamo prima che dici cosa c’è scritto su quel dannato foglio !». Fu allora che il lesto con un sorrisetto idiota rivelò: «E’ proprio questo il fatto strano… che sul foglio non c’è scritto niente». Figuratevi la reazione del gruppo. A sentire che si erano scoperti sfacciatamente, che avevano ingenuamente sperato e che insomma avevano fatto la figura dei cretini, ma che si trattava di un foglio bianco… si verificò un coro unanime, ed, in sintesi, il lesto s’ebbe un globale invito a per così dire procedere naturalisticamente.

Questo raccontino, ed il fatto in sè e per sè con esso narrato, saranno pure banali, se vorrete. Tuttavia consentono una riflessione forse non del tutto disutile: per proiettare e per smascherare i propri desideri e quindi le proprie paure, non c’è bisogno che vi sia un motivo reale: basta anche un foglio bianco.

La storia tuttavia ha un piccolo seguito. Il lesto non rimase affatto convinto dell’intera faccenda e ancorché confusissimo per il coro di più o meno affettuosi insulti, ripiegò e intascò la lettera.

Parecchio più tardi, rimasto solo nella sua stanzetta, si mise a girare e rigirare l’inconsueta missiva. Fra i tanti tentativi che fece, guardò il foglio in trasparenza, e lesse: " Visto che sei stato così furbo da non berla e stai leggendo queste parole ovviamente scritte con inchiostro simpatico, allora sii anche intelligente e togli le lettere di troppo che stanno sulla busta.
A quel punto abbi il coraggio di andare a quell’indirizzo così recuperato. Lì ci sarò io, e faremo due chiacchiere.

Si sa che il lesto così fece. Ciò che non si sa è in cosa consistessero le due chiacchiere. Possiamo però ipotizzare che lo interessassero, perché ci tornava ogni volta che voleva.