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Rubrica: CULTURA


Futures Past: Thirty Years of Arts Computing Chicago University Press (18 Mar 2008)

I ruoli del computer nel fare e studiare l’Arte

L’arte è stata spesso connessa con la tecnologia. Il libro esamina i rapporti fra le arti ed i computer
lunedì 28 aprile 2008 di La Redazione

Argomenti: Recensioni Libri
Autore del Libro : Anna Bentkowska-Kafel
Autore del Libro : Trish Cashen
Autore del Libro : Hazel Gardiner


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- 
- Con molto piacere ospitiamo queste considerazioni dell’ing. Bernardo Nicoletti su questo interessante tema.
- La redazione

La crescente diffusione del computer all’inizio del ventunesimo secolo continuerà a fornire sempre maggiori opportunità e diventerà sempre più pervasiva nella nostra società. Questo è senz’altro vero anche nel settore della creatività artistica e dello studio dell’arte. Questo è il messaggio principale del libro Futures Past. Il libro raccoglie la maggior parte dei lavori presentati al ventesimo congresso annuale del CHArt’s (Computers and the History of Art), tenutosi all’Università di Birkbeck a Londra, nel Regno Unito, l’11 e il 12 novembre 2004. Il titolo della conferenza e del libro danno al progetto una sensazione di retrospettiva, ma i saggi presentati hanno come obiettivo sia il futuro che il passato. Essi analizzano in maniera critica i ruoli del computer nel fare Arte e nello studiarla, mentre offrono dei punti fermi che puntano queste pratiche verso il futuro. Il libro è stato pubblicato nel 2007 ed ora si è nel 2008. Quattro anni sono più di una “generazione„ nella tecnologia di comunicazione e delle informazioni. Ciononostante i lavori raccolti in questo libro sono molto interessanti e spingono a delle riflessioni innovative.

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Computers and the History of Art
Logo

L’arte è stata spesso connessa con la tecnologia. Questa ultima ha permesso dei salti incredibili. Ad esempio, durante il Rinascimento, a Firenze in Italia, gli artisti inventarono nuove tecnologie per la pittura. Questo permise ad artisti, quali Giotto, Raffaello, Michelangelo ed altri di produrre dei nuovi meravigliosi capolavori. Un altro esempio è dato dall’introduzione della cinematografia che ha permesso la creazione di nuovi tipi di capolavori artistici. Vi è dunque da aspettarsi che anche il computer e la rete possano produrre forme innovative di arte. Alcuni artisti hanno già affrontato i nuovi mezzi permessi dai calcolatori e dalle nuove possibilità della rete. È effettivamente interessante quindi esaminare che cosa è accaduto Past e dove si stia andando Futures.

I lavori in questo libro esaminano numerose maniere in cui si stanno sviluppando i rapporti fra le arti ed i computer. Il libro è suddiviso in quattro sezioni, ciascuna che riflette una prospettiva differente sull’impatto dei computer.

- La prima sezione è intitolata “Interazione Sperimentale”. Essa analizza il ruolo del computer nella creazione artistica.
- La seconda sezione ha il titolo “Educare con il Computer” ed esplora il ruolo del computer nella formazione artistica.
- La terza sezione si intitola “Progetti ed Archivi: Storia e Risurrezione”. Essa presenta una visione del computer dal punto di vista dell’archivista artistico.
- La sezione finale ha il titolo: “Informazione on line: guardando indietro ed al futuro”.

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Stonehenge
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Villa Savoye
Le Corbusier 1929-30

Essa esplora la creazione di una presenza on line per una collezione ed il bisogno di sviluppare una interfaccia logica verso di essa per sostituire l’organizzazione formale-spaziale di una collezione in un archivio o in un museo.

Alcuni esempi degli argomenti trattati sono dati da:
- Hershberger esamina il collegamento tra il mezzo fotografico e l’elaboratore. Egli illustra come le nuove tecnologie possano avere effetto sulle metodologie artistiche.
- Molte altri lavori analizzano “la pittura digitale„ e relativa storia dal 1960. Un aspetto discusso è come i nuovi metodi potrebbero essere impiegati più efficacemente anche dai critici per mettere a fuoco la qualità artistica delle opere quanto su come siano state prodotte.
- Pierre Auboiron analizza i rapporti tra il computing e l’architettura. Un uso corretto delle tecnologie digitali può aiutare a migliorare sia l’ambiente urbano che gli spazi sociali, contraddicendo idee sbagliate, ma diffuse, le quali associano i computer con una fredda e sterile visione del mondo.
- Jutta Vinzent analizza l’uso dei computer come strumento di formazione: in questo settore le possibilità sono quasi immense. Le nuove tecnologie possono essere usate non semplicemente per aiutare gli allievi ad apprendere, ma per introdurre nuovo modi di apprendere più centrati sui discenti. Inoltre grazie all’elaboratore si possono immaginare modalità più autonome di apprendimento.

Un interessante aspetto del computing connesso all’arte, è la possibilità di migliorare la ricerca in archivi anche molto vasti. Si pensi a quello che sta facendo La Scena Illustrata in questo campo, per migliorare la ricerca nell’ambito dei propri articoli ma anche nel settore dei libri su argomenti di cultura. Un aspetto ancora più interessante è costituito dalle reti semantiche, come discusso da Luciana Bordoni. C’è bisogno di progredire nella creazione di algoritmi di ricerca che permettano agli utenti di cercare parole con un significato di fondo comune, piuttosto che cercare parole con una precisa corrispondenza con le parole utilizzate per la ricerca. Ancora più interessante sarebbe la ricerca di funzioni simili (figure, simboli, particolari, ecc.) in capolavori differenti (sia nella pittura, che nella scultura o nelle altre forme delle arti).

Ci sono molte sfide nell’utilizzare queste nuove tecnologie informatiche e telematiche nelle arti.
- Alcuni lavori evidenziano l’importanza di standard accettati per assicurare un accesso continuo a delle risorse condivise.
- Un’altro aspetto importante è costituito dal bisogno di sviluppare strategie di conservazione e di migrazione degli oggetti creati o connessi ai computer. Gli standard stanno cambiando nel tempo, d’altra parte un oggetto d’arte è creato con una tecnologia specifica.

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Dream Lacombe

Forse gli aspetti più eccitanti suggeriti da questi lavori sono le due seguenti:

- E’ interessante esplorare le maniere in cui delle comunità con interessi comuni possono condividere risorse e coltivare un uso più ricco di un vocabolario comune per trasmettere una abbondanza di conoscenze e di esperienze. Il libro esamina in maniera molto limitata questo aspetto. In avvenire, sarà interessante analizzare la possibilità di cooperazione (e quindi anche sull’interazione con altre persone che ammirano uno stesso pezzo artistico) permesse dal Web 2.0 (ed in avvenire da Web 3.0, in termini di video o altri modi di interazione).

- L’aspetto trattato più intrigante è però quello connesso alla domanda: possono i dati funzionare come un mezzo per l’arte? Questo argomento era stato affrontato in passato da un altro studioso, Lev Manovich nel suo saggio: “The Database as Symbolic Form”. Anche senza riferimenti espliciti, alcuni saggi in questo volume riprendono il tema ponendosi ad esempio la domanda: fino a che punto la riorganizzazione digitale delle collezioni artistiche diventa, in se stessa, un artefatto espressivo del nostro momento?.In altri termini, la struttura concettuale in cui si indicizzano i dati, può essere intesa come una opera di arte? La sequenza in cui le opere sono presentate si può configurare essa stessa come una “narrazione” che gli utenti “leggono” nel momento in cui “navigano” nella collezione. In breve, questa pratica è essa stessa arte, o almeno quasi-arte?.

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Bernardo Nicoletti

Passando dagli aspetti positivi alle eventuali lacune in questo volume, sembra che i curatori del testo abbiano dimenticato che le Arti sono sette, come le Muse che accompagnavano Apollo. Mancano così accenni ad aspetti importanti del rapporto tra le Arti e il computer, quali come la musica o la danza siano influenzate e modificate dall’elaboratore.

- Tutto questo detto, si tratta di un libro piccolo, ma non da perdere.

Bernardo Nicoletti