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Nessun porco è signorina (Mondadori 2008)

Nessun porco è signorina

Nuovi temi dei bambini napoletani - un nuovo libro a cura di Marcello D’Orta
lunedì 28 aprile 2008 di Aurelio De Rose

Argomenti: Sociologia
Argomenti: Recensioni Libri
Autore del Libro : Marcello D’Orta


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Come il già famoso “Io speriamo che me la cavo” dalla cui prima edizione sono trascorsi più di venti anni, anche questo é edito dalla Mondadori (pagg. 180 Euro 14) e contiene una raccolta di temi su domande predisposte dal D’Orta e riguardanti non solo una serie di riflessioni ma, anche dei rapporti che i bambini possono avere con il mondo animale. Tracce, quelle predisposte, che sono state distribuite e successivamente ritirate dalla LAV -Lega Anti Vivisezione- napoletana in molte scuole del territorio cittadino.

Raccolti questi elaborati, quello di Marcello D’Orta è consistito in un lavoro atto a smussare, tagliare, mettere in rilievo le risposte ricevute e, attraverso una sorta di collage, disporre e porre in risalto quelle che potessero interessare i lettori e lasciassero, alla fine della lettura, non solo un sorriso ( per le particolari espressioni usate ) ma, anche alcune riflessioni di carattere socio-educativo.

Nel percorso di ricerca che l’autore ha curato, si ripercorre, come base sociale, lo stesso tessuto del già più che ventennale “io speriamo …”; rilevando che, pur nel cambiamento generazionale, l’humus dialettico dei ragazzi coinvolti in questa ultima, che si può definire come una inchiesta; non è affatto dissimile, pur nel tempo trascorso, all’altra più famosa! Conferma inoltre del come, le frasi, la filosofia, il saper cogliere nell’attimo una immagine e farla propria nel gergo più consono è, per l’infanzia –particolarmente quella napoletana- una caratteristica che non si riscontra in nessuna altra parte, non solo della penisola ma certamente dell’intero pianeta.

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Marcello D’Orta
Alla presentazione del libro

Conseguentemente, nasce una sorta di piacevole -affabulazione- che coinvolge il testo al lettore e, le frasi che si susseguono, anche se in molti casi portatrici di sgrammaticature, lasciano – pur nelle più particolari definizioni di crudeltà rivelate- quel senso piacevole che è proprio dell’umorismo-filosofico; di espressioni all’impronta, tipiche nei napoletani tutti.

Di queste, il libro ne offre moltissime con cadenza dall’inizio alla fine, pur senza indicare o specificare che tutte, come già accennato, sono state prelevate per lo più in plessi scolastici ubicati in particolari zone popolose della città. Li dove appunto il lessico è molto legato alla lingua napoletana. Inoltre, ha il fine, anch’esso non esplicitato (in particolare da parte della LAV), di mettere in risalto il rapporto relazionale che queste generazioni hanno con il mondo animale. E’ indubbio anche che non vuol trarne conclusioni perché certamente queste sarebbero state diverse se diversa fosse stata la base d’inchiesta. D’altronde, alcune ricerche in questo campo, che sono state effettuate da tempo da numerosi psicologi, hanno avuto valutazioni ed individuazioni che, analizzate, lasciano alquanto perplessi. Infatti: da un convegno del 2004 “Bambini e animali. Empità e crudeltà” vien fuori che il 23,78% dei maschi e il 9,72% delle femmine, che vivono in ambienti e situazioni di degrado e violenza, hanno un correlazione specifica con atti di crudeltà nei confronti degli animali. Questo rapporto si relaziona a quello svolto da un folto gruppo di psicologi il quale rileva ad esempio che lo spettacolo “Circo”; non solo fa male agli animali ma anche ai bambini e, che le immagini da essi prelevate in questo ambiente: soprattutto quelle di sopraffazione (così come gabbie, fruste e quant’altro) non rappresentano un insegnamento pedagogicamente corretto e, conseguentemente, dovrebbero far riflettere i responsabili della “scuola” che troppo spesso offrono come consolidata consuetudine ai discenti questo tipo di esibizione visiva; nel mentre invece dovrebbero evitarle il più possibile.

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Marcello D’Orta
Firma dediche sul libro

Un fondo amaro questo, dal quale è quasi certo che, nell’umorismo e nella filosofia espressiva tutta partenopea che si riscontra nelle risposte da parte di quei giovanissimi più che giovani; questa problematica non l’abbia neppure sfiorati tanto è che, l’unica riflessione in tal senso e ad usum degli adulti è in una risposta posta solo al termine del testo con la frase: Quando iniziò la vita per gli uomini, fu la fine per gli animali.

Alla presentazione di “Nessun porco è signorina" è avvenuta presso la FNAC di via Luca Giordano in Napoli hanno partecipato in qualità di responsabile della LAV napoletana Luigi Civita che, con Pino Imperatore del Premio Troise e l’attore Gian Carlo De Simone hanno coadiuvato Marcello D’Orta nella lettura ed analisi di alcuni brani del testo.