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DEDUZIONE DI ONERI E SPESE PER CONIUGE SEPARATO O DIVORZIATO

Avv. Alessandra Millefiorini
mercoledì 19 giugno 2019

Argomenti: Diritto


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Cari Lettori, sottopongo alla Vs. attenzione una recente pronuncia della Commissione Tributaria Provinciale di Grosseto (ndr.: 21.05.19 – Sentenza n.99/19) in tema di oneri deducibili dal reddito ai sensi del DPR 917/1986 art. 10 c. 1 lett.c.

L’articolo in parola dispone che gli assegni periodici corrisposti al coniuge (in caso di separazione o divorzio) possono essere portati in deduzione dal reddito dell’altro coniuge, onerato del relativo pagamento.

Sebbene la norma utilizzi un’espressione dal contenuto abbastanza ampio, per lungo tempo il fisco l’ha interpretata in maniera piuttosto restrittiva, ammettendo la deduzione dal reddito del solo assegno di mantenimento e non anche delle altre spese poste dal Giudice (con sentenza o con ordinanza) a carico del coniuge onerato.

Sul punto è intervenuta la giurisprudenza di legittimità affermando che gli assegni corrisposti al coniuge per le spese d’affitto e condominiali sono assimilabili all’assegno di mantenimento ai sensi dell’art. 156 c.c. in quanto l’abitazione costituisce elemento essenziale per la vita di ogni soggetto (Cassazione Ordinanza n.13029 del 24 maggio 2013).

Tali assegni devono essere disposti dal Giudice, quantificabili anche per relationem e corrisposti periodicamente; ciò è previsto anche dalla Circolare dell’Agenzia delle Entrate n°17/E del 24 aprile 2015 emessa in seguito alla pronuncia della Suprema Corte.

Successivamente, la Suprema Corte l’Ordinanza n. 6794 del 02 aprile 2015 ha confermato il precedente orientamento spingendosi oltre sino ad affermare la deducibilità delle spese sostenute per il pagamento del mutuo della casa coniugale.

La Commissione Tributaria Provinciale di Grosseto seguendo l’orientamento ormai tracciato dalla Suprema Corte, ha confermato non solo la deducibilità delle spese per il mutuo e per gli oneri condominiali ma altresì le spese relative alle utenze; il pagamento di queste ultime era stato disposto, con sentenza, a carico del coniuge onerato anche del pagamento dell’assegno periodico alla moglie; peraltro come logicamente motivato dalla CTP dette spese si riferiscono a consumi che certamente costituiscono elementi essenziali per la vita di un soggetto.

Tale interpretazione è certamente la più conforme al dato normativo così come enucleato nel diritto vivente trattandosi di “assegni periodici corrisposti al coniuge“ (Art. 10 c. 1 lett.c) TU imposte sui redditi) ed integranti “ quanto è necessario al suo mantenimento” (art. 156 c.c.).

Conseguentemente, chiunque si trovi a dover corrispondere assegni periodici al coniuge, oneri condominiali e spese per le utenze della casa coniugale e tale obbligo derivi da un provvedimento giudiziale può dedurli dal reddito complessivo dell’anno di competenza al momento della compilazione della dichiarazione dei redditi.

Nel caso di omessa deduzione si può avanzare Istanza al competente Ufficio di Territoriale dell’Agenzia delle Entrate al fine di chiedere il rimborso ai sensi dell’art. 38 D.P.R. 602/1973, relativamente alle eccedenze di credito non utilizzate e non riportate nelle successive dichiarazioni dei redditi per gli anni d’imposta interessati dalla deduzione, non operata al momento della presentazione della dichiarazione dei redditi, risalendo fino ai 48 mesi antecedenti la presentazione dell’istanza.