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LE OTTO TESTE DI BARBARI ALLA CURIA IULIA

Nel Foro Romano fino al 17 giugno 2019
lunedì 10 giugno 2019 di Roberto Benatti

Argomenti: Arte, artisti


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Fino al 17 giugno il pubblico potrà ammirare queste otto teste marmoree dei Barbari provenienti dalla Basilica Emilia. Queste teste erano custodite nell’Antiquarium Forense ed esposte in via eccezionale dopo un delicato intervento di restauro. Le teste sono in marmo pario, un marmo estratto nell’isola di Paro.

In vista dell’allestimento del futuro Museo del Foro Romano queste monumentali statue di Orientali (“Barbari”) sono giunte frammentate, tuttavia rappresentano una testimonianza pregevole di epoca augustea. La ricostruzione fu iniziata da Giacomo Boni nel 1899, per arrivare ai giorni nostri con la ricostruzione virtuale, digitalizzata con la tecnologia di laser scanner, con accurate analisi archeometriche, chimico e fisiche per restituire all’umanità queste nuove conoscenze.

Di recente il nucleo delle Statue di Orientali si è arricchito dell’importante ritrovamento di un esemplare in marmo giallo antico, al momento il solo conosciuto in ambito italico fuori dell’Urbe, rinvenuto a Terracina durante le indagini di scavo condotte per oltre vent’anni dalla Sovraintendenza del Lazio (1995-2017) nel complesso del teatro posto nel versante settentrionale dell’antico Foro cittadino.

Queste grandiose statue realizzate in fattezze ideali, in marmi colorati giallo antico e pavonazzetto, arricchivano le decorazioni della Basilica Iulia di età augustea. Attualmente si trovano ancora in deposito presso l’”Antiquarium”.

L’abbigliamento sfarzoso e variopinto viene rappresentato dal tipico cappello frigio detto “pileus” e dalla fibbia laterale sulla spalla detta “fibula”che sostiene il mantello, una tunica sbuffata legata da un “cingulum”. Queste statue poggiavano su basi con racemi vegetali in marmo pentelico, un marmo bianco diffuso in Grecia, quello utilizzato per costruire il Partenone.

Grazie a R.M.Schneider ci troviamo una prima trattazione organica degli esemplari iniziali che a partire dall’età augustea li troviamo sparsi tra Roma e la Grecia nei principali contesti pubblici. Queste statue dovevano in qualche modo veicolare dei messaggi di propaganda politico istituzionale e di fatto sono argomenti di studio e ricerca che rimangono tuttavia da approfondire.

Il breve periodo di esposizione è un invito a visitarla nel più breve tempo possibile.

La riscoperta della Basilica Emilia ci riempie di stupore e bellezza come ogni nuovo ritrovamento nell’area del Parco del Colosseo.

Parco Archeologico del Colosseo https://parcocolosseo.it/