INFORMAZIONE
CULTURALE
Ottobre 2019



HOME PAGE

ARCHIVI RIVISTA

Articoli on-line 5064
Articoli visitati
4181665
Connessi 7

INDICE GENERALE
INDICE MENSILE
EDITORIALE
RUBRICHE
PASSATO E PRESENTE
EVENTI
ITINERARI E VIAGGI
PARERI LEGALI
COSTUME E SPETTACOLI
QUADRIFOGLIO
TERZA PAGINA
LETTURE CONSIGLIATE
CULTURA
SCIENZA E DINTORNI
FILATELIA
LIBRI RECENSITI
AUTORI
Argomenti

Monitorare l'attività del sito RSS 2.0
SITI AMICI

a cura di
Silvana Carletti (Dir.Resp.)
Carlo Vallauri
Giovanna D'Arbitrio
Odino Grubessi
Luciano De Vita (Editore)
On line copyright
2005-2018 by LDVRoma

Ultimo aggiornamento
22 ottobre 2019   e  



Sito realizzato con il sistema
di pubblicazione Spip
sotto licenza GPL

LE FOTO DELL’ANNO

62° World Press Photo 2019
domenica 28 aprile 2019 di Roberto Benatti

Argomenti: Arte, artisti


Segnala l'articolo ad un amico

Dal 25 aprile al 26 maggio 2019 si terrà a Roma, a Palazzo delle Esposizioni, la mostra, ideata da World Press Photo Foundation di Amsterdam, promossa da Roma Capitale – Assessorato alla Crescita Culturale e organizzata dall’Azienda Speciale Palaexpo in collaborazione con 10b Photography, ospiterà in prima mondiale le 140 foto finaliste del prestigioso contest di fotogiornalismo, che dal 1955 premia ogni anno i migliori fotografi professionisti, collaborando a costruire la storia dell’eccellente giornalismo visivo mondiale.

A trionfare questa edizione per la foto dell’anno è stato John Moore con lo scatto Crying Girl on the Border che mostra la piccola Yanela Sánchez, originaria dell’Honduras, che si dispera mentre lei e la madre Sandra Sánchez vengono arrestate da agenti della polizia di frontiera statunitense a McAllen, in Texas, il 12 giugno 2018. "John Moore si conferma fotogiornalista sensibile ed attento alla dignità dei soggetti che rappresenta mentre segue le notizie.

Una rappresentazione capace di sintetizzare in una frazione di secondo la disumanizzazione di certa politica miope di fronte alle grandi sfide del nostro tempo. Un’immagine diventata "virale" subito dopo la sua prima pubblicazione e che ha saputo rappresentare più di mille parole la critica all’attuale politica di Trump sull’immigrazione" ha commentato Francesco Zizola, vincitore del World Press Photo of the Year nel 1996 e direttore creativo di 10b Photography. Ad aggiudicarsi invece il premio World Press Photo Story of the Year, è stato Pieter Ten Hoopen con The Migrant Caravan. L’immagine mostra un gruppo di persone che corre verso un camion che si è fermato per dare loro un passaggio, fuori Tapanatepec, in Messico, il 30 ottobre 2018, per raggiungere gli Stati Uniti.

In mostra da quest’anno anche una sezione dedicata al Digital Storytelling con una serie di video che raccontano gli eventi cruciali del nostro tempo. Sullo stesso tema, il 16 maggio alle 18:00 presso Palazzo delle Esposizioni, si terrà l’incontro dal titolo: "Oltre la fotografia, il Digital Storytelling del World Press Photo: nuovi linguaggi per la narrazione giornalistica digitale” alla presenza di uno dei vincitori della sezione Digital Storytelling.

La mostra viaggerà poi verso Matera in occasione di Matera Capitale della cultura 2019 e in autunno si terrà a Ferrara durante il Festival di Internazionale.

JPEG - 40.4 Kb
Puma americano

La World Press Photo Foundation, nata nel 1955, è un’istituzione internazionale indipendente per il fotogiornalismo senza fini di lucro. Il World Press Photo gode del sostegno della Lotteria olandese. 10b Photography, partner della fondazione World Press Photo, è un centro polifunzionale interamente dedicato alla fotografia professionale. Si propone di mettere a disposizione del territorio l’esperienza e le relazioni costruite nel tempo, con l’obiettivo di portare a Roma e in altre città italiane il più grande e prestigioso concorso di fotogiornalismo mondiale.

Il presidente dell’Azienda Speciale Palaexpo Cesare Pietroiusti dichiara che: “Restituire, attraverso un mezzo e un linguaggio quale quello della fotografia, l’evidenza indiscutibile delle grandi verità della storia, è un compito impossibile. Quello di esplorare le tensioni e le intese, la disperazione e la gioia, il movimento e la stasi, nelle metropoli e negli angoli più remoti del pianeta, è un compito che alcune persone, i fotogiornalisti, assumono su di sé, lasciando a chi guarda gli effetti del loro lavoro, di coglierne le piccole ma accessibili verità che si insinuano tra la fascinazione dell’immagine ad effetto e l’indifferenza di uno sguardo assopito dall’inflazione contemporanea del visivo.

Anche quest’anno siamo felici di ospitare "World Press Photo" e lo facciamo perché crediamo che sia la più importante rassegna internazionale in grado di restituire e rendere visibile un mosaico tanto complesso da lasciare a volte sgomenti: quello dell’umanità attuale. Mi auguro che la mostra rappresenti uno strumento di allargamento dello sguardo e di messa in discussione del proprio punto di vista, verso una dimensione di pluralità, di accoglienza della diversità, di apertura rispetto alle paure, spesso indotte dai mezzi di comunicazione di massa. Per questo invito tutti a visitare la mostra che si terrà a Palazzo delle Esposizioni dal 25 aprile al 26 maggio”.

Una mostra che mette l’accento sull’umanizzazione del soggetto fotografato e che vuole restituire dignità e forza ai diritti umani tante volte calpestati nei percorsi della storia umana, che faticosamente cerca di percorrere il sentiero dal buio alla luce.