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Spingendo la notte più in là (Mondatori, Milano, 2007)

GLI ANNI SETTANTA

nei ricordi di Mario Calabresi
sabato 5 aprile 2008 di Carlo Vallauri

Argomenti: Storia
Autore del Libro : Mario Calabresi


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Il libro di Mario Calabresi Spingendo la notte più in là (Mondatori, Milano, 2007) ha giustamente suscitato larga attenzione giacché è uno dei pochi in grado di penetrare nel profondo della coscienza degli italiani sui terribili anni del piombo.

Valente giornalista, attualmente corrispondente di “Repubblica” dagli Stati Uniti, l’autore legge la storia di quella esperienza terribile attraverso i propri occhi, di bimbo che vive l’uccisione del padre, funzionario pubblico al servizio dello Stato, e poi cresce in un’atmosfera familiare che la madre riesce, con straordinaria sensibilità, a liberare da ogni possibile fantasma. Così la ricostruzione di vicende personali, in connessione con gli eventi esterni che saranno conseguenza del vile agguato e del delitto – per il quale i tribunali hanno emanato sentenze esemplari –, non fa velo al giovane Calabresi nell’esprimere osservazioni e valutazioni serene.

Il richiamo ai crimini dei brigatisti e simili delinquenti – in particolare l’omicidio di Walter Tobagi – sono sempre evocati con discrezione, lontano da ogni tipo di vittimismo. Ecco perché le pagine su argomenti delicati – persino intimi – si leggono come fossero parte di un classico greco dal quale il lettore può apprendere il significato di un senso della vita che si innalza ben oltre le questioni personali per attingere il livello alto della moralità. Basta soffermarsi sul caso Pinelli per rilevare la sobrietà con la quale Calabresi indica elementi precisi dai quali emerge l’estraneità di suo padre, commissario di PS, rispetto alla morte dell’anarchico arrestato dopo la strage di piazza Fontana a Milano.

Le pagine sulla solitudine della famiglia colpita tanto tragicamente e sull’educazione ricevuta dalla madre sono degne di essere citate quale segno di una umanità profonda al di là di singole circostanze.

Non sono accettabili giudizi immotivati: i fatti sollecitati alla nostra memoria rimangono come testimonianze documentate, ben oltre il dolore. Ecco la ragione di questo libro che contiene un insegnamento e contribuisce a rischiarare il buio degli anni Settanta con la luce della semplicità e della coerenza nell’esistenza di una famiglia italiana sul cui destino tutti siamo chiamati a riflettere.