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Banet & Storia di Anna - Graus Editore 2008

IL MIO BANET

L’autrice commenta il suo ultimo libro
martedì 1 aprile 2008 di Valeria Jacobacci

Argomenti: Recensioni Libri
Autore del Libro : Jacobacci Valeria


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Chiedere ad un autore un articolo sul proprio libro non è esattamente quello che l’autore desidera: lui (lei ) il libro l’ha scritto, ora toccherebbe agli altri.

Ma tant’è: i libri sono come i figli e non basta metterli al mondo.

Prima che i lettori, destinatari naturali di ogni opera, si riconoscano come tali bisogna che il tempo passi, situazione scomoda per chi non sa aspettare, ammesso che l’attesa sia contenuta in una vita umana e sia coronata da successo ( cosa per niente sicura ).

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Dalla copertina del libro
Banet & Storia di Anna - Graus Editore 2008

Quando il libro è pubblicato l’autore vorrebbe pensare ad altro, magari al prossimo libro. Tutto quello che si può aggiungere è una partecipazione dell’evento, notizie sui personaggi...

Banet non è solo Banet, il pittore nato a Varsavia nel 1901. E’ ebreo e polacco e il suo nome non è Banet. Si chiama Rubin Sarfer, appartiene ad una famiglia benestante, borghese, suo padre è un allevatore.

Piace alle donne il suo volto affilato dallo sguardo inquieto e a quindici anni se ne va di casa, destinazione San Pietroburgo, Lenin e la Rivoluzione del 1917.

Scrive tutto sul suo diario, nei momenti liberi disegna a matita quello che vede: testimone oculare. Ci vorrà del tempo perché diventi Banet.

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Anna Filangieri, Rodolphe Banet
Le nozze del re, Tecnica mista su tela, 200x150 cm

Dall’altra parte dell’Europa, nella Villa dei Filangieri, ad Oplonti, è nata Anna Rossi Filangieri; stesso anno 1901. Minuta, occhi azzurro-verdi, capelli biondo-rossi.

Nella Villa vanno e vengono ospiti eccezionali: il Kronprinz, duca d’Austria candidato al trono, attori, cantanti, perché nella Villa c’è un teatro e si allestisce l’Opera; la madre canta, Anna nasce quasi sul palcoscenico. Scrive. Diari e poesie.

Incessantemente. Sotto un albero, nel parco della Villa, o sulla darsena dove aspetta che si profilino le vele dello yacht che porta un ospite a movimentare le giornate.

Così. Avvolta in una bolla caleidoscopica che la separa dalla realtà. Disegna, dipinge. E aspetta. Poi decide che non c’è niente di più bello di questo isolamento che la esclude. Desidera, anzi, un’esclusione totale, vuole il convento. Dura pochissimo.

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Rodolphe Banet
Autoritratto, 1943. Tavola 21x26 cm

La crisalide ha i giorni contati. Prossima tappa: Parigi, la pittura. Poi il rientro e il giornalismo. Si intensificano l’interesse per le dottrine di sinistra e l’amore per il direttore del giornale. Le due cose vanno di pari passo, sono inscindibili. I tempi cambiano… Di nuovo la guerra.

Banet è in Germania e si chiama ancora Sarfer, condizione pericolosa. Lascia Berlino appena in tempo ed è a Parigi. Da Esther, sua sorella. Si nasconde in attesa dei documenti. All’ombra di una sorella che ricorda Varsavia, la famiglia, l’eredità ebraica.

Arruolato nell’esercito francese e prigioniero dei tedeschi… A questo punto diventa Banet. I vettori di due vite stanno per prendere direzioni convergenti. Fra poco ci sarà una collisione, lo scoppio di una passione, un’arte che si matura.

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Anna Filangieri
Autoritratto, 1946 - Olio su tela 50x60 cm

I quadri di Banet sono anche di Anna. Se non sempre il disegno è suo ( ma spesso è proprio così ) è certamente l’ispiratrice, anche quando nel quadro non c’è.

Che genere di pittura? Impressionista, suggerirebbe il nome Banet, del resto molto post litteram. Ma lui non è d’accordo… Campeggia il ritratto, e non solo. I luoghi sono importanti, trasfigurati e riconoscibili insieme.

C’è anche un Banet poeta così come Anna non solo scrive ma dipinge e canta nel suo intimo una musica inespressa. Capri… e molto altro.

P.S.

Abstract del libro

La storia si articola secondo uno schema ad anello: le vicende dei protagonisti, Rodolfo Banet e Anna Filangieri, invitati ad una mostra di pittura in Olanda, dove avranno l’opportunità di mostrare al mondo le proprie opere, volgono quasi al termine quando il nipote decide di accompagnarli in quello che si profila come un ultimo viaggio. Ricordi, atmosfere, stati profondi di coscienza dei personaggi offrono l’opportunità di spaziare attraverso la storia del ’900. Napoli e Capri ma anche Parigi, Amsterdam, la Riviera ligure fanno da sfondo alle situazioni dell’anima ma anche ad una realtà politica e sociale soggetta a grandi cambiamenti, continuamente costretta a guardarsi indietro, a fare i conti col passato. Il tempo sembra una condizione fluida in cui non esistono confini, tutto avviene in uno stato di coscienza permanente, attuale e viva.

L’arte, il suo significato, il modo del tutto originale in cui i due protagonisti la intendono rappresentano anche uno scontro di culture, un diverso modo di interpretare fatti e tendenze del ventesimo secolo. Così la personalità, eccentrica e scontrosa ma capace di grandi slanci di Anna lascia un segno indelebile nel nipote, Carlo Filangieri. Il pittore Banet, marito di Anna e suo compagno d’arte per un lungo tratto delle loro vite, è anche un personaggio misterioso, mai del tutto assorbito nel mondo di cui è venuto a far parte dopo le vicissitudini di ebreo polacco scampato allo sterminio. Accanto a loro, e confusi nelle loro vite, fatti e personaggi di altri tempi, ancora capaci di dire verità, lasciare tracce…