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LA DRAMMATICA CONDIZIONE DI MILIONI DI MINORI NEL MONDO

Dati Unicef; Save the Children, Onu, Amnesty International
domenica 25 novembre 2018 di Giovanna D’Arbitrio

Argomenti: Opinioni, riflessioni


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Il 25 novembre in tutto il mondo si celebra ogni anno la Giornata Mondiale Contro La Violenza sulle Donne, data scelta dall’Onu in ricordo dell’uccisione delle sorelle Mirabal, avvenuta nel 1960 a Santo Domingo sotto la dittatura di Rafael Leónidas Trujillo.

Avrei voluto scrivere un articolo su tale argomento, ma considerando che spesso insieme alle donne vengono uccisi anche i loro figli, da madre ho preferito dedicare la mia attenzione alle drammatiche condizioni dei minori in tanti paesi del mondo. In effetti anche a loro ogni anno il 20 novembre è dedicata una Giornata Mondiale. Quest’anno l’Unicef ha invitato tutta l’Umanità e in particolar i governi a “mettere i bambini nella propria agenda” (put children back on the agenda) per ricordare le sofferenze e necessità fondamentali dei minori di cui si parla poco in effetti, nonostante i dati forniti da varie organizzazioni, dati considerati quasi con indifferenza, come fenomeni di paesi sottosviluppati, molto lontani da noi.

Purtroppo non è così: anche se le politiche dell’Unione Europea stanno dando qualche risultato, in alcuni paesi, tra cui Italia Grecia, Spagna, Paesi Bassi, Cipro, Estonia, la situazione peggiora, secondo il rapporto Eurostat. In Italia i poveri stanno aumentando (nel 2017 sono diventati 17,407 milioni pari al 28,9% della popolazione nazionale), un problema che colpisce soprattutto ii bambini (1,2 milioni i bambini e gli adolescenti in povertà assoluta).

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Bambini denutriti

Secondo Save the Children, ogni giorno, nel mondo, 7.000 i bambini sotto i cinque anni muoiono per malnutrizione: 5 ogni minuto! Sono minori che vivono in paesi colpiti da carestie, siccità e povertà estrema, dilaniati da guerre e conflitti, privi di acqua potabile e cure mediche. Molto raramente usando cellulari, capi di abbigliamento, prodotti alimentari provenienti da paesi lontani, si pensa ai minori che lavorano nelle miniere di coltan (minerale utilizzato per batterie di cellulari) o allo sfruttamento minorile di molte multinazionali nel settore tessile e agricolo.

Secondo l’Unicef, nel mondo sono più di 150 milioni i bambini costretti a svolgere lavori a rischio per salute mentale e fisica, senza svago né istruzione: di questi 76 milioni hanno tra i 5 e gli 11 anni e 73 milioni sono costretti a compiere lavori pericolosi, come quelli in miniera

Se è vero che il fenomeno del lavoro minorile è concentrato nelle aree più povere del pianeta, non mancano casi di bambini lavoratori anche in paesi occidentali. E non basta! Un altro aspetto di cui si parla poco è lo sfruttamento sessuale dei minori, un problema che riguarda migliaia di bambini

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La drammatica condizione di milioni di minori nel mondo

In molti Paesi africani e in Medio Oriente i bambini vengono usati come scudi umani, oppure vengono costretti ad imbracciare armi e combattere in conflitti che causano milioni di morti. Nella Repubblica Democratica del Congo è in atto una delle più gravi crisi umanitarie al mondo per una guerra civile che ha causato, dal 1998 a oggi, quattro milioni di morti, dopo decenni di dittatura e selvaggio sfruttamento di risorse: molte famiglie sono fuggite verso le città, soprattutto verso la capitale Kinshasa che oggi ospita oltre 10 milioni di persone.

Tutto ciò ha causato una crescita esponenziale dei bambini di strada: agli orfani di guerra e ai bambini ex soldato se ne aggiungono ogni giorno altri, cacciati da famiglie non in grado di sfamarli, mentre sempre più drammatico diviene il fenomeno dei bambini accusati di stregoneria, sotto l’influsso di predicatori ed esorcisti che proliferano nelle baraccopoli. Orrende le violenze che vengono inflitte ai bambini durante le retate della polizia. Nella sola capitale l’Unicef stima vi siano più di 13.800 shegué, minori di strada che sopravvivono con lavoretti nei mercati, elemosina e piccoli furti, ma spesso anche di prostituzione e attività illegali.

Da un’indagine congiunta di Amnesty International e Afrewatch, emerge che i principali marchi di elettronica, tra cui Apple, Samsung e Sony, non attuano i dovuti controlli di base per garantire che il cobalto usato nei loro prodotti venga estratto rispettando i diritti umani e non passi attraverso lo sfruttamento e il lavoro minorile, (Repubblica:https://www.repubblica.it/solidarie... )

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Lavoro minorile

Alla povertà si associa spesso la carenza di istruzione, spesso di bassa qualità, oppure addirittura di assenza di istruzione per cui molti minori rimangono tagliati fuori da qualsiasi tipo di scolarizzazione sin dalla nascita in Africa, Asia ed America Latina. D’altra part pesanti tagli all’istruzione hanno prodotto deleteri effetti anche in Italia ed Europa, dove molti i bambini delle periferie abbandonate a se stesse viene negata la possibilità di costruirsi un futuro.

Concludendo, quindi, benché i Paesi firmatari della la Convenzione di New York sui Diritti del Fanciullo abbiano provveduto a ratificarla, in tutto il pianeta la situazione dell’infanzia continua a destare grosse preoccupazioni. I problemi dell’infanzia come quelli inseriti negli Obiettivi dello Sviluppo Sostenibile delle Nazioni Unite, firmati da tutti i Paesi del mondo (Italia inclusa), rimangono ben lontani dall’aver ottenuto i risultati previsti.

Giovanna D’Arbitrio