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Rubrica: EVENTI


Il ciclo di 96 incisioni esposte a Pavia

Marc Chagall rivisita -Le anime morte- di Nikolaj Gogol

Dal 15 marzo al 2 giugno 2008
venerdì 4 aprile 2008 di La Redazione

Argomenti: Arte, artisti
Argomenti: Mostre, musei, arch.


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La redazione ha il piacere di pubblicare questo articolo, di un noto giornalista parlamentare (GFP), sulla mostra alle Scuderie Viscontee di Pavia.

Tutti conoscono le opere pittoriche di Marc Chagall (una per tutte, “Il Violinista”, celeberrimo), l’artista-poeta che ha saputo mescolare il suo universo russo e yddish con le novità figurative del cubismo, dell’espressionismo e del fauvismo. Chagall è nell’immaginario collettivo il pittore dei colori intensi, delle scene inconsuete, l’incantatore che ci ha fatto pensare al viaggio come un volo, come un cammino verso le stelle.

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Il Violinista
di Marc Chagall

Ma quanti conoscono il suo lato meno noto al grande pubblico, quello di incisore? L’occasione di conoscere questo aspetto di Chagall è data dalla straordinaria mostra in corso, sino al 2 giugno, nelle Scuderie del Castello Visconteo di Pavia, dove sono esposti gli originali delle novantasei strepitose illustrazioni del romanzo Le Anime morte di Gogol’. Sono indiscutibilmente, queste incisioni, il vertice dell’opera grafica del maestro russo: per la molteplicità delle situazioni, per l’ampiezza dei riferimenti alla società zarista, per l’assoluta modernità del tratto, per la suggestione della poetica anti-logica dell’artista che aveva abbandonato la Russia appena qualche anno dopo la rivoluzione d’ottobre.

Strana ma significativa coincidenza: Gogol’ scrisse le Anime morte in Italia (1842), Chagall le illustrò (1923-1925, ma vennero pubblicate in uno splendido volume sono nel 1948) in Francia: entrambi lavorarono lontani dalla loro comune madrepatria; né rappresentarono una realtà storica ma immaginarono e trasfigurarono la Russia attraverso i filtri della loro memoria e della loro fantasia. Due ritratti diversi: visionari tanto Gogol’ quanto Chagall, portatori ambedue di una vena espressiva antinaturalistica, proposero tuttavia una poetica differente. La mediocrità umana, la trivialità dei personaggi di Gogol’ non è riscontrabile, se non in qualche traccia, nelle incisioni di Chagall, ammantate piuttosto (ma non sempre) da un delicato lirismo. Se i personaggi di Gogol’ trasudano ipocrisia, presentano modi ripugnanti, avidi, gretti, Chagall rimane solo apparentemente fedele al testo del romanzo che traduce piuttosto secondo la propria sensibilità. Le figure assumono un aspetto vagamente (ma talora ferocemente) caricaturale, ma è raro che esprimano qualcosa di moralmente riprovevole. Insomma, la volgarità e l’abiezione morale dei personaggi di Gogol’ diventano spesso nostalgia e malinconia per la terra d’origine nelle scene rappresentate da Chagall.

Con doppio clic si possono vedere le immagini ingrandite (Attenzione: devono essere permesso dal browser di aprire pop-up)

Trasfigurazione sì, ma anche fedeltà formale della tavole al testo. In realtà Chagall segue passo passo lo snodarsi del racconto e lo traduce fedelmente in immagini: dall’arrivo al villaggio dello sfuggente ed enigmatico truffatore Cìcikov, alle visite fatte in diversi luoghi e a diversi personaggi proprietari di “anime morte” (i servi della gleba deceduti) che costui voleva acquistare, alle discussioni e strampalate ipotesi sorte a proposito di quell’inusuale commercio, alla rapida fuga di Cìcikov una volta andato in fumo il progettato raggiro.

In una nota introduttiva alla mostra Susanna Zatti reca la illuminante testimonianza del poeta Yvan Goll, che frequentava il grande studio di Avenue d’Orleans dove Chagall lavorava alle incisioni. Goll descrive l’artista ebreo che, seduto come un calzolaio, batte sulla lastra di rame mentre la moglie gli legge ad alta voce il capitolo da illustrare e la figlia Ida suona il pianoforte. Tutti ridono continuamente e così, “fra le risate di questa singolare famiglia, vengono reinventate queste scene di fantasia con tutto l’umorismo e la tragicità russi. E Marc, il padre, il più bambino dei tre, fa le boccacce (…) e intanto disegna”. E lo scrittore-attore-regista Moni Ovaia (ebreo anche lui) spiega in un’altra nota che “la sintesi magica di spiritualità vertiginosa, sublime umorismo, pietas, umanità fragile dei propri difetta” non poteva “nascere in un lungo diversi dall’impero zarista e dai suoi dintorni”. Così che “fra le due realtà, quella aggogena ebraica e quella autoctona russo-slava c’è stata un’attrazione fatale e Marc Chagall ne è una delle espressioni più compiute e sconvolgenti: senza il genius loci russo-slavo Chagall sarebbe stato ugualmente un genio, ma non ‘quel’ genio”.

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Marc Chagall

Si vada dunque a Pavia per questa straordinaria mostra di Chagall. Oltretutto questa mostra dà il via ad un nuovo progetto per l’arte e la cultura nella città viscontea patrocinato dall’amministrazione comunale che ha sostenuto il progetto di valorizzazione delle Scuderie presentato da Alef-cultural project management.

GDF

P.S.

Biglietti: 5 euro intero, 3 ridotto. Lunedì chiuso, dal martedì al venerdì 10-13 e 15-18, sabato, domenica e festivi 10-18. Catalogo 12,50 euro, ed. Alef con introduzione di Moni Ovaia e testi di M. Tavola e S. Zatti. www.scuderiepavia.com oppure info@scuderiepavia.com