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Il commercio del diamante

Il ruolo monopolistico della De Beers Consolidated Mines Limited
mercoledì 26 marzo 2008 di Odino Grubessi

Argomenti: Economia e Finanza


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Articolo del 2008 aggiornato con gli ultimi accadimenti il 4 novembre 2011

La produzione e il commercio dei diamanti erano gestiti o controllati per l’80% da una società, conosciuta con il nome di Trade Diamond Corporation, o De Beers Consolidated Mines Limited. Queste denominazioni indicano in effetti solo parti di un’impresa che comprende aziende interdipendenti produttrici di diamanti, società di vendita e unioni di commercio che fanno capo a Londra. Nel settore si parla di Sindacato dei Diamanti o, in breve, di Sindacato.

Le varie compagnie all’interno della De Beers erano responsabili per circa il 40% della produzione mondiale di diamanti e avevano quindi il controllo mondiale del prezzo di questo bene di lusso, agendo in modo da compensare all’occorrenza un afflusso eccessivo del bene sul mercato che ne farebbe inevitabilmente calare la quotazione.

La staffetta nei diamanti

Dal 4 novembre 2011 la famiglia Oppenheimer, sudafricani che hanno controllato la De Beers per più di un secolo, ha ceduto la sua quota al gruppo minerario Anglo American per 3,2 miliardi di sterline (5,1 miliardi di dollari) in contanti.

Il gruppo Anglo American incrementerà così all’85% la propria quota in De Beers, in un’operazione che decreta la fine della presenza quasi centenaria della famiglia nel settore dei diamanti.

L’Anglo American Corporation fu fondata nel 1917 da Ernest Oppenheimer con lo scopo di sfruttare i giacimenti auriferi dell’East Rand sudafricano.

Nel 1999 la Anglo American Corporation of South Africa Limited si separò dalla proprietà della De Beers.

Anglo American è presente in De Beers da oltre 80 anni ed è stata primo azionista dal 2001.

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De Beers
Impianto di lavaggio dei diamanti della De Beers a Kimberley. Per gentile concessione di G.C. Arata.

Un monopolio: breve storia della De Beers.

De Beers è un’impresa fondata in Sud Africa nel 1888. Si occupava del rinvenimento di diamanti, lavorandoli e commercializzandoli. Era attiva in ogni categoria dell’estrazione diamantifera: da sottoterra, alluvionale, a livello costiero e sui fondali marini con modernissime particolari “aspirapolvere” giganteschi, ma non era interessata nell’estrazione di diamanti dalle piccole miniere, che è poco produttiva per una grande compagnia.

Dal 1929 controlla in modo pressoché totale il mercato dei diamanti, soprattutto grazie alla Central Selling Organization (C.S.O.) una struttura quasi misteriosa e segreta con sede a Londra. Della C.S.O. si sa che acquista diamanti provenienti da tutto il mondo e li rivende a una rete composta da non più di 200 acquirenti fissi. Questa operazione viene ripetuta dieci volte l’anno.

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Diamanti con tagli diversi

La De Beers non è la più importante società di estrazione, ma grazie alla C.S.O. controllava circa il 65% del mercato. Nei momenti di bassa produzione la C.S.O. aumenta l’immissione sul mercato di pietre, altrimenti le tiene in cassaforte. Per il suo ruolo monopolistico la De Beers è stata messa sotto inchiesta anche dall’antitrust americano nel 1994. Ma la società rifiutò di presentarsi in giudizio per contestare l’accusa di aver imposto i prezzi. Di fatto la De Beers non opera direttamente negli Usa fin dalla Seconda Guerra Mondiale.

Ancora nel 1999 l’attuale presidente Nicky Oppenheimer, ultimo erede della dinastia, ripeteva che la sua società "pensa a se stessa come il più noto e più antico monopolio al mondo". Ma questo ruolo, per mantenere il quale la De Beers ha sempre stipulato contratti a lungo termine con le compagnie di estrazione in modo da mantenere il controllo sulle quantità estratte, è troppo caro da mantenere. La produzione mondiale è in crescita e la società sudafricana stava perdendo pezzi di quel 65% di mercato che controllava. Il 31 maggio de 2006 ha annunciato di voler smettere di comprare e immagazzinare diamanti sul mercato libero per controllare i prezzi. Il 4 novembre 2011 ha praticamente cessato di esistere

Il mercato dei diamanti avviene a vari livelli commerciali.

Il primo livello, un mercato chiuso, commercia esclusivamente il diamante grezzo e l’offerente è la "CENTRAL SELLING ORGANISATION" (C.S.O.), Tutti i diamanti qualità gemma vengono inviati a Londra e raggruppati in lotti. Solo pochi grossisti (attualmente fra 250 e 300) conosciuti dal sindacato vengono invitati per l’acquisto di questo assortimento, che ha prezzo non trattabile e che deve essere pagato in contenti. Non è possibile comperare soltanto parti di lotto, il cui prezzo ammonta ad almeno 25000 sterline inglesi.

Il secondo livello comprende: le tagliere (più di mille) che non comprano direttamente dalla C.S.O., nonché le borse ed i grossisti di diamanti tagliati.

La vendita successiva e la suddivisione dei lotti viene effettuata da compratori diretti alle Borse Diamanti (talvolta chiamate Club dei Diamanti), o attraverso alcuni grossisti.

Le Borse Diamanti non sono Borse nel senso comune del termine, ma piuttosto dei supermercati del diamante. Sono collegate internazionalmente e hanno regolamenti equivalenti e molto severi. Tutte sono confederate nella World Federation of Diamond Bourses. Borse oltre a quelle di Anversa (4), di gran lunga le più importanti, sono attive anche ad Amsterdam, Ramat Gam (Israele) Londra (2), New York(2), Bombay, Djakarta, Joannesburg, Parigi, Milano, Vienna, Tokio ed Idar-Oberstein, in Germania.

Il compito delle borse è di radunare offerenti e compratori, di sorvegliare, in altre parole, la domanda e l’offerta. Il sindacato, infatti, controlla e influenza con il suo sistema di vendite anche i prezzi degli intermediari, allo scopo di mantenere stabile il valore del diamante.

I fabbricanti di gioielli ed i commercianti al dettaglio sono considerati all’incirca allo stesso livello, ossia il terzo, ove operano anche istituti finanziari e banche che affiancano i dettaglianti nell’assicurare alla loro clientela l’acquisto del diamante per investimento.

Dal punto di vista dell’investimento i diamanti sono effettivamente sopravvissuti a tutte le tempeste politiche ed economiche degli ultimi decenni. In questo modo non solo si è salvato il capitale, ma, contemporaneamente anche milioni di posti di lavoro, legati in modo diretto, o indiretto al mercato del diamante. La produzione del diamante copre più del 90% del mercato delle gemme e nel commercio all’ingrosso e nelle Borse Diamanti regnano la fiducia e la competenza più assolute.

La De Beers era presente in 25 paesi. L’estrazione mineraria era avviata in Botswana, Namibia, Sud Africa e Tanzania. Nel Botswana l’estrazione avviene con Debswana, una Joint Venture col governo; in Namibia invece con l’impresa Namdeb, anch’essa joint venture, ma con il governo della Namibia. In Tanzania in associazione con il governo, dove il 75% era di proprietà della De Beers ed infine in Sud Africa con la De Beers Consolidated Mine. Nel 2007 ha aperto la prima miniera in Canada (Snap Lake) sito nei territori del nord ovest.

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Diamante grezzo - Sud Africa

World Diamond Council

La De Beers é stata accusata da organizzazioni non governative e dalle Nazioni Unite di aver regolarmente trattato diamanti di provenienza illegale - soprattutto dell’UNITA - in violazione delle sanzioni imposte dall’Onu. Dallo scorso anno, aveva deciso di applicare un certificato di garanzia speciale assicurando che nessuno dei suoi diamanti proviene da zone africane in guerra. Negli ultimi tempi ha riconfermato il proprio impegno a non commercializzare pietre provenienti da zone di guerra.

Considerando l’incremento delle violazioni sui diritti fondamentali dell’uomo, le violenze e le atrocità commesse contro le vittime innocenti nei paesi centro africani produttori di diamanti la federazione mondiale delle borse dei diamanti e l’associazione internazionale di fabbricanti tagliatori di diamanti hanno unanimemente deciso con una risoluzione nello storico incontro di Anversa di luglio 2000 di istituire un nuovo grande organismo per combattere questi gravi avvenimenti e quindi è nato il World Diamond Council.

La risoluzione ha previsto che nel World Diamond Council siano inclusi rappresentanti dell’industria diamantifera mondiale, dei governi rappresentanti i paesi produttori unitamente ai governi delle maggiori nazioni del mondo che giocano un ruolo economico di grande rilievo incorporando anche i settori dell’alta finanza e delle banche internazionali.

Il mandato del World Diamond Council è lo sviluppo, l’incremento, la direzione e la supervisione di un sistema attraverso cui il controllo dei diamanti grezzi dalle aeree produttive ai mercati internazionali attraverso anche il controllo finanziario delle transazioni potesse prevenire qualsiasi illiceità e creare una barriera insormontabile contro il terrorismo ed il riciclaggio di denaro sporco, non solo per proteggere l’industria di diamanti ma per riaffermare i diritti fondamentali dell’uomo e l’azione della comunità economica diamantifera contro i cosiddetti blood o conflict diamonds.

L’ 8 gennaio 2010 Rapaport inviava la seguente mail che riportiamo integralmente

Rapaport TradeWire ® JANUARY 8, 2010

Weekly RapUp

TRADE ALERT: WARNING - BLOOD DIAMONDS FROM MARANGE ENTERING MARKET with reports that Zimbabwean government’s Mbada Diamonds will auction 300,000 cts this week. DO NOT BUY THESE DIAMONDS. Rapaport and RapNet will expel and name companies and individuals that buy Marange diamonds.