INFORMAZIONE
CULTURALE
Dicembre 2018



HOME PAGE

ARCHIVI RIVISTA

Articoli on-line 4666
Articoli visitati
3978506
Connessi 11

INDICE GENERALE
INDICE MENSILE
EDITORIALE
RUBRICHE
PASSATO E PRESENTE
EVENTI
ITINERARI E VIAGGI
PARERI LEGALI
COSTUME E SPETTACOLI
QUADRIFOGLIO
TERZA PAGINA
LETTURE CONSIGLIATE
CULTURA
SCIENZA E DINTORNI
FILATELIA
LIBRI RECENSITI
AUTORI
Argomenti

Monitorare l'attività del sito RSS 2.0
SITI AMICI

a cura di
Silvana Carletti (Dir.Resp.)
Carlo Vallauri
Giovanna D'Arbitrio
Odino Grubessi
Luciano De Vita (Editore)
On line copyright
2005-2018 by LDVRoma

Ultimo aggiornamento
15 dicembre 2018   e  



Sito realizzato con il sistema
di pubblicazione Spip
sotto licenza GPL

CASO MATTARELLA

Tu, da che parte stai?
martedì 12 giugno 2018 di Andrea Agostini

Argomenti: Diritto


Segnala l'articolo ad un amico

Fintanto ti dico da che parte sto io

Giuseppe Conte rimette il mandato di premier incaricato della formazione del governo M5S e Lega nelle mani del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella per il diniego di questi di nominare ministro dell’economia Paolo Savona ed ecco che l’Italia e noi Italiani siamo finiti nel pallone.

La mancata qualificazione degli Azzurri agli imminenti mondiali di Russia ci ha sottratto dall’impegno calcistico, così noi popolo di allenatori della nazionale ci siamo elevati a costituzionalisti per sindacare le prerogative del Capo dello Stato fino a sentenziarne l’alto tradimento.

Così ci è divisi tra quelli che #iostoconMattarella e quelli che #Mattarelladimettiti e fin qui nulla di male, del resto siamo nella colorita dialettica democratica di un popolo apostrofato da Churchill per essere quello che perde le partite di calcio come fossero guerre e perde le guerre come fossero partite di calcio.

Accade però che qualche leone da tastiera ruggisca dal suo smartphone nella più totale mancanza del senso di se stesso e del prossimo e soprattutto delle istituzioni.

Si leggono così online insulti, minacce, auguri di morte all’indirizzo del Presidente della Repubblica.

Ebbene questi non solo è uomo come noi, che vogliamo tutelati in sede civile e penale i beni preziosi della nostra dignità, reputazione, libertà fisica e morale, ma è l’essenza stessa della personalità dello Stato nella più alta carica dell’ordinamento repubblicano, che nel suo prestigio e per la serenità dello svolgimento delle funzioni gode di specifiche tutele penali, che vanno dall’ergastolo a chi attenta alla vita, all’incolumità o alla libertà personale, fino alla reclusione da 1 a 5 anni a chi offende l’onore o il prestigio.

Il che non vuole dire che il Presidente della Repubblica non possa essere criticato anche aspramente nell’operato delle sue funzioni purchè il dissenso venga espresso con parole e toni misurati, rimanendo sul tema di rilevanza sociale in discussione, senza attacchi gratuiti a colpire la persona.

Amici costituzionalisti concediamoci dunque alla più vivace delle polemiche politiche, ma andiamoci piano con gli insulti e le minacce, non siamo mica ai mondiali di calcio!

Avv. Andrea Agostini