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LA BOCCIATURA DI TUO FIGLIO E’GIUSTA O NO?

Terminato l’anno scolastico è tempo di scrutini finali.
martedì 12 giugno 2018



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Gli insegnanti si riuniscono e danno una valutazione dello studente circa il percorso compiuto e gli obiettivi raggiunti.

Così gli alunni vanno in ansia e ancor più i loro genitori fino a che la tensione si placa naturalmente alla notizia dell’ammissione alla classe superiore o agli esami di Stato.

L’apprensione diviene invece tragedia familiare e personale alla notizia della mancata ammissione, specie quando nessuno aveva informato preventivamente della possibilità o addirittura qualcheduno si era spinto a rassicurare in ordine al buon esito dello scrutinio, che mai gli insegnanti avrebbero preso in considerazione la bocciatura!

Nella mia esperienza professionale, comunque sia andata, le reazioni sono solitamente tre.

•Si cerca di accettare la sconfitta come conseguenza di proprie precise responsabilità, insegnamento di vita, occasione di maturazione e di rinnovato impegno. •Si soffre l’onta sociale del rallentamento di un cursus honorum prefigurato se non addirittura ostentato prematuramente e allora si va alla ricerca a tutti i costi di un capro espiatorio, si teme il complotto, la colpa è dell’insegnante. •Si vive un dolore profondo e lacerante nel timore il trauma possa destabilizzare il presente di un giovane fragile fino a negargli un futuro, specie in chi soffre di disturbi specifici dell’apprendimento (DSA) o ha bisogni educativi speciali (BES).

All’avvocato non ci si rivolge necessariamente per fare causa contro qualcuno, ma anche semplicemente per dare un segnale al figlio che i genitori ci sono, gli sono vicini, lo sostengono con fiducia e lo aiuteranno comunque a superare la difficoltà, che in quel momento appare come una catastrofe insormontabile.

Fondamentale allora è il colloquio, l’ascolto di genitori e figli, più delle loro parole, le loro emozioni.

Allo sfogo, segue la chiarificazione e infine l’orientamento consapevole sul da farsi nel prossimo futuro, magari cambiare scuola o indirizzo o intraprendere attività di recupero.

Parte di questa consapevolezza muove attraverso il lavoro dell’avvocato.

A scuola infatti possono oggettivamente verificarsi ingiustizie, cattive valutazioni e atti di superficialità.

Se ciò è vero, bisogna allora porsi la domanda: la bocciatura è legittima? La valutazione del giovane ha rispettato tutti i crismi della legalità? Sì o no?

Magari le carenze sono dovute alle numerose assenze dell’insegnante, che non hanno consentito di svolgere per intero o comunque consolidare il programma di studio.

Forse le insufficienze sono dovute al fatto che non sono state assicurate all’alunno affetto da disturbi specifici dell’apprendimento le misure compensative e dispensative pure previste nel piano didattico personalizzato sottoscritto con la scuola.

La legge non serve semplicisticamente ad aiutare i furbetti facoltosi a guadagnare con la scorciatoia legale i traguardi scolastici sudati da compagni più capaci e meritevoli, pregiudizio comune che riscontro ogni volta che il giudice amministrativo sospende la valutazione negativa compiuta dal corpo docente per ammettere con riserva il giovane all’anno successivo o a sostenere gli esami.

Il rispetto della legge è garantire a ognuno il diritto inviolabile al pieno sviluppo della persona umana.

Anche a scuola.

Foto: scuolazoo.com