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Uomini di Francia

Considerazioni e raffronti fra uomini
domenica 1 aprile 2018 di Michele Penza

Argomenti: Attualità
Argomenti: Opinioni, riflessioni


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Confesso che le attuali vicende politiche del nostro paese hanno finito col generare in me una sensazione di insofferenza oltre che di motivata preoccupazione per gli scenari che aprono, e mi sento quasi sollevato dal fatto che vengo distolto da loro da altre notizie di cronaca che vengono dalla Francia che suscitano riflessioni interessanti sugli eventi medesimi e sugli uomini che se ne rendono protagonisti.

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Candidati-premier "italioti"

Soprattutto sugli uomini, sono principalmente loro quelli che mi interessano e si tratta di tre persone delle quali due hanno parecchio in comune fra loro e qualcosa anche con noi. Sono persone che potremmo facilmente incontrare per via, al caffè o sul metrò. Sembrano alla vista uomini come tutti gli altri sebbene assolutamente non lo siano, perché alla prova dei fatti hanno dimostrato di avere una marcia in più

Il terzo appartiene al clan di coloro che non puoi incontrare per la strada perché viaggiano, scortati, su macchine che costano quanto un operaio ci metterebbe una vita per guadagnare. Frequentano signore che non presentano sintomi di cellulite o di vene varicose come quelle che si accompagnano a noi e quando varcano la soglia di una banca il direttore si alza, fa cenno al fattorino di correre a prendere i drink e si affretta ad ossequiarli.

Una bella terna, interessante pure dal punto di vista della rappresentatività di categorie sociali di cui sono campioni dalle caratteristiche estreme. Leviamoci prima il dente che duole e cominciamo dal più noto di loro, un ex Presidente della Repubblica che si chiama Sarkozy.

Un rettile levantino che palesemente per scatenare la guerra alla Libia di Gheddafi ha rivelato una grandissima fretta che ora sappiamo essere ispirata da tre possibili motivi personali: o l’esigenza di eliminare fisicamente un creditore che reclamava il suo denaro, o il disappunto per una mancata ulteriore elargizione graziosa o l’ansia di eliminare un testimone pericoloso per la sua reputazione. Ignobili tutte e tre.

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Sarkozy

Non penso che gli inquirenti lo avrebbero incriminato ufficialmente a distanza di anni dai fatti così platealmente, esponendo una realtà che non fa onore a nessuno né avvantaggia qualcun altro, senza avere certezza di colpa e al contempo difficoltà a tenerla ulteriormente celata.

Si tratta di una canagliata colossale, di portata storica e mi chiedo ancora una volta che razza di informazione sia quella dei nostri giornali che, liberi e indipendenti come si proclamano, amano pascersi di gossip e preferiscono tenerci aggiornati sulle baruffe personali di tali D’Alessio e Tatangelo per trattare poi un caso come quello di Sarkozy alla stregua di un investimento stradale.

Mi chiedo pure come sarebbe stato massacrato non solo l’uomo ma il nostro paese se una cosa del genere l’avesse fatta Berlusconi o Renzi o un altro italiano.

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Benoît Duclos

Per bilanciare la negatività di un siffatto personaggio e dissipare il cattivo odore che ne emana ce ne volevano almeno due di esempi positivi e grazie a Dio ce li abbiamo. Il primo è Benoît Duclos che ci fa respirare aria fresca di montagna. E’ una guida alpina che magari non saprà chi sia Antigone ma rinnova i fasti di colei che trasgredisce il divieto che la legge pone alla sepoltura del fratello e vi oppone il suo coraggio nell’affrontare la pena che una giustizia cieca e implacabile le infligge.

Anche Duclos come Antigone sceglie di fare ciò che gli impone la sua retta coscienza e non si fa intimidire da imposizioni neppure se gli vengono calate da pulpiti autorevolissimi quanto minacciosi, con la sola differenza che Antigone è mossa dall’amore fraterno e Benoît dal sentimento di umanità nei confronti di una nigeriana incinta in grave pericolo di congelamento che è femmina, nera, povera e clandestina, elementi che per tanti galantuomini benpensanti rappresentano la summa delle connotazioni della feccia del genere umano. Una accezione del concetto di fraternità, il suo, forse ancora più alto e più nobile, certo di ben più ampio respiro. di quello ristretto all’ambito familiare.

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Arnaud_Beltrame

Il secondo è Arnaud Beltrame. È un colonnello della Gendarmerie, e finalmente incontro un militare che onora la sua divisa, che sa bene cosa ci si aspetti da lui e non si accontenta del minimo sindacale ma getta sul tavolo verde della fortuna la sua vita per mettere in sicurezza quella di una donna sequestrata da un terrorista.

Quest’uomo è ciò che un ufficiale dovrebbe essere, una guida sicura e un esempio degno per tutti i sottoposti. Gli è costato la vita. Chapeau! Onore a lui.