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Ultimo aggiornamento
1 ottobre 2014   e  
30 ottobre 2014



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Bombardate l’Italia. Storia della guerra di distruzione aerea. 1940-1945 (Rizzoli, Milano, 2007)

L’ITALIA BRUCIA

I bombardamenti alleati nel territorio nazionale dal ’40 al ’45 in una ricostruzione accurata
sabato 23 febbraio 2008 di Carlo Vallauri

Argomenti: Guerre, militari, partigiani
Argomenti: Recensioni Libri
Autore del Libro : Marco Gioannini e Giulio Massobrio

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Dopo un lungo silenzio sulla consistenza delle morti provocato durante l’ultima guerra in Italia dai bombardamenti alleati, il delicato argomento ha attirato l’attenzione degli storici della generazione più giovane. Così adesso in Bombardate l’Italia. Storia della guerra di distruzione aerea. 1940-1945 (Rizzoli, Milano, 2007) Marco Gioannini e Giulio Massobrio hanno affrontato la questione con una ampia ricognizione che analizza il fenomeno sia dal punto di vista della scarsa predisposizione di strumenti adeguati per la salvaguardia dei civili sia sotto l’aspetto delle dimensioni crescenti di una esperienza che dalle incursioni sul Meridione e in Sicilia sino ai bombardamenti di centri industriali e di traffico del Nord ha confermato la gravità degli effetti di quelle operazioni.

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Bombardamenti

Gli autori menzionano le prime bombe inglesi nella città di Torino nella notte dell’11 giugno 1940. Personalmente l’estensore di questa recensione non può fare a meno di inserire un ricordo personale. Nella notte precedente, tra il 10 – giorno della dichiarazione di guerra – e l’11, a Roma suonarono le sirene preannuncianti l’avvistamento di pericoli. Ebbene: nei ricoveri, dove accorrevano i romani, non pochi si attendevano – quasi ritenendola “giusta” una incursione francese, in segno di ritorsione per la vile scelta italiana di attaccare la sorella latina. Ed opportunamente nel libro si è posto in rilievo il rapporto tra minaccia incombente e assenza di difesa, sino allo sfollamento dalle grandi città – specie a partire dal 1942 – che aggrava lo stato d’animo della popolazione.

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Bombardamenti

L’esame dei documenti consente di valutare le incertezze del Bomber Command della RAF circa i primi colpi inferti alla Germania, con gravi perdite (definita “fase ingenua”) dei propri mezzi con la conseguente modifica dell’intera impostazione delle operazioni, a cominciare dalla acquisita disponibilità di potenti quadrimotori che potranno più agevolmente coprire ad es. la distanza tra Inghilterra e il territorio del Nord Italia. Approfondita la parte relativa agli attacchi verso i porti, le navi, le città dell’Italia meridionale, dai colpi tremendi messi in atto l’11 novembre 1940 (nel pieno della guerra in Grecia) contro la flotta italiana a Taranto al ruolo strategico determinante di Malta nella guerra in Mediterraneo. Napoli più di ogni altra città, e in seguito centri della Puglia e della Calabria, oltre la Trinacria naturalmente, subiranno gli effetti distruttivi dei bombardamenti: vengono citati alcuni casi di colpi inferti a centri minori come Castelvetrano e Vittoria.

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Bombardamenti su Messina

A proposito dei radar che sanzioneranno presto la abissale distanza tra le potenzialità della regia marina rispetto all’Home Fleet, viene ricordata l’intuizione originale di Marconi circa la possibilità di costruire apparecchi in grado di sfruttare le onde elettriche per rilevare a distanza la presenza di corpi estranei. Il ricorso troppo tardivo a radio-localizzatori collegati a comandi aerei di caccia da parte italiana non varrà comunque a salvaguardare né gli aeroporti né le abitazioni civili. Sono richiamati i bombardamenti allora massicci al nord d’Italia che avranno un ruolo determinante nello spostare le reazioni più logiche degli italiani di quelle regioni, come già avvenuto nelle regioni meridionali: si ricorda inoltre il singolare volo di “Pippo”, un misterioso ed isolato aereo inglese che percorrerà larghe aree per provocare un generale stato di preoccupazione e timore. L’insufficienza dei “rifugi” e la mancanza di protezione antiaerea dimostrò agli italiani la fondamentale responsabilità di chi la guerra aveva voluto nell’assoluta leggerezza delle scelte compiute.

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Bombardieri alleati

Con lo sbarco e l’occupazione della Sicilia il destino militare dell’Italia è concluso, anche se i piloti italiani non esitano a sfidare, pur nella grande disparità di mezzi, gli aerei nemici: vengono ricordati così i valorosi aviatori che dalla primavera al settembre ’43 si sono distinti nell’opera di contrasto agli aerei attaccanti, mentre i bombardamenti colpiscono duramente Torino, Milano, a cui si aggiunge Roma, con esiti decisivi ai fini della caduta di Mussolini e della conclusione del conflitto. Così l’Italia finisce come organizzazione statale unitaria ed i tedeschi occupano gran parte del territorio non ancora raggiunto dagli anglo-americani. Interessante ed originale il capitolo sulla “lotta della bellezza contro la guerra”: da Roma a Firenze opere insigni da salvaguardare, e non sempre salvate, come nel caso della distruzione dell’Abbazia di Montecassino, contro cui si accanirono aerei e artiglieria alleati per scacciarvi i tedeschi, i quali al contrario – come è noto – non avevano sino allora occupato quella sommità e si serviranno invece di quelle macerie per meglio difendersi.

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Un bombardiere alleato

Gioannini e Massobrio al termine della loro ampia e documentata esposizione, mettono in rilievo come i bombardamenti sull’Italia abbiano avuto una funzione soprattutto politica mentre gli effetti saranno devastanti nel provocare il depauperamento di un terzo del patrimonio nazionale. Viene ricordata la scarsezza di notizie circa l’entità dei mitragliamenti aerei e di attacchi mirati contro civili. L’ampiezza dei documenti esaminati, delle testimonianze raccolte e degli studi presi in considerazione ha consentito agli autori di mettere a punto una ricerca di rilevante valore storiografico e nel contempo spiegare dettagliatamente gravissimi errori nonché debolezze di comportamenti registrati in quel periodo nel nostro paese, al di là delle tragedie personali e delle non poche prove di coraggio e di capacità individuali mostrate nel sostenere tutte quelle terribili prove.