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LE SORPRESE DELL’URNA

Elezioni politiche del 4 Marzo
venerdì 9 marzo 2018 di Andrea Agostini

Argomenti: Opinioni, riflessioni


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Domenica 4 marzo 2018 dalle 7 alle 23 si vota per le elezioni politiche. Vuoi la legge, vuoi la magistratura, nell’intento di combattere il voto di scambio i presidenti dei seggi sono chiamati ad una dura prova, il cui esito potrebbe condizionare l’esito incerto di questa contesa elettorale.

Elezioni politiche: le sorprese dell’urna.

Tre le questioni.

La prima. L’elettore ha diritto di votare previa identificazione, che può avvenire anche su semplice esibizione della “prenotazione” della Carta di Identità Elettronica, secondo una ricevuta che può anche essere sprovvista dell’indicazione del Comune purchè conforme ad un modello indicato dal Ministero dell’Interno Servizi Demografici.

La seconda. E’ vietato introdurre nella cabina elettorale il cellulare o altro apparecchio in grado di fotografare o filmare pena l’arresto da 3 a 6 mesi e l’ammenda da 300 a 1000 euro.

La terza. Il “tagliando antifrode” è parte della scheda elettorale e consiste in un codice progressivo alfanumerico, che deve essere rimosso e conservato dagli uffici elettorali prima dell’inserimento della scheda nell’urna.

Facile immaginare il formarsi di file e l’allungarsi dei tempi di voto, che potrebbero spingere qualche potenziale elettore a lamentarsi e desistere. Allora si accelera, ma con la fretta si presentano 4 situazioni tipo.

Il Presidente dell’ufficio elettorale di sezione, 1) nel vaglio della prenotazione della C.I.E., erra nell’ammettere o nell’escludere dal voto l’elettore; 2) all’atto della presentazione del documento di identificazione e della tessera elettorale, dimentica di invitare l’elettore a consegnargli la fotocamera, che viene così introdotta nella cabina elettorale; 3) innanzi ad un bollino antifrode staccato male, si trova a dover decidere se questo possa considerarsi un segno di riconoscimento; 4) mette nell’urna la scheda elettorale unitamente al codice identificativo, rendendo così all’esito dello spoglio il voto dell’elettore di dominio pubblico.

In questi casi si dovrà decidere.
Il voto espresso dovrà considerarsi valido o nullo?

Il timore è che decisioni come queste, unitamente alla conseguente pioggia di ricorsi, possano decidere più della volontà popolare le sorti del nostro Paese.