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Hiroshige, il ponte

Il Maestro della Pioggia e della Neve

Hiroshige, visioni dal Giappone.
venerdì 2 marzo 2018 di Patrizia Cantatore

Argomenti: Arte, artisti
Argomenti: Mostre, musei, arch.


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Dal 1 marzo e fino al 29 luglio 2018 si apre a Roma, alle Scuderie del Quirinale, la mostra espositiva Hiroshige, Visioni del Giappone che prosegue le iniziative per il 150° anniversario dei rapporti bilaterali Italia-Giappone, monografica dedicata a Utagawa Hiroshige (1797-1858), uno dei più influenti artisti giapponesi di metà Ottocento. Una selezione di circa 230 opere, silografie policrome e dipinti su rotolo divise in sette percorsi tematici a cura di Rossella Menegazzo con Sarah E. Thompson.

Hiroshige è considerato uno dei maggiori maestri dell’ukiyoe, letteralmente: mondo fluttuante; corrente giovanile e artistica sviluppata ad Edo, l’attuale Tokyo, all’incirca la seconda metà del XVII sec. e fino al 1912 ca., ha avuto una significativa influenza sulla pittura occidentale europea dell’Ottocento, le sue immagini silografiche in bianco e nero e poi colorate e i suoi dipinti su rotolo esprimono al meglio la sensibilità giapponese verso la natura e il paesaggio.

A differenza di Hokusai, con cui è confrontato continuamente, avendo una trentina di anni in meno, Hiroshige ha la capacità di collocare la vita quotidiana dell’uomo in una natura in continuo cambiamento, con pochi segni veloci che possono ricordare, talvolta, i bozzetti dei manga o delle animazioni; ritrae figure espressive in un’atmosfera di calma e armonia, qualità che ancora oggi si apprezza tant’è che è conosciuto come il “maestro della pioggia e della neve”.

Le scene ritratte convogliano una sensazione quasi tattile di paesaggio e catturano gli occhi dell’osservatore infondendo una calma che sembra risuonare al ritmo di una musica di uno shamisen (strumento a 3 corde simile al liuto).

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1 La danza delle gru

Nel percorso espositivo emerge la vastità della sua opera e la capacità di rispondere alla richiesta del mercato di riproduzioni di località celebri e alla moda per una larga parte di popolazione, che non poteva permettersi dei veri dipinti, le silografie policrome mostrano l’abilità artistica nell’utilizzo di nuove tecniche compositive sulla base delle tecnologie, soprattutto ottiche, provenienti dall’Occidente.

Osservando il suo percorso artistico emerge un sentimento di riverenza e amore per la natura espresso nell’armonia dei paesaggi, nelle infinite sfumature di nebbie, piogge e neve, nel mutare stagionale, in una presenza umana vivace ma ridotta rispetto alla scena.

La modernità delle composizioni asimmetriche che accostano vedute a volo d’uccello ed azzardati ingrandimenti quasi fotografici, sono quelle caratteristiche che gli ottennero l’attenzione da parte di celebri artisti occidentali come Vincent Van Gogh che scrivendo al fratello Theo ebbe a dire di lui:

“Studiando l’arte giapponese si vede un uomo indiscutibilmente saggio, filosofo e intelligente, che passa il suo tempo a far che? A studiare la distanza tra la terra e la luna? No. A studiare la politica di Bismarck? No. A studiare un unico filo d’erba. Ma quest’unico filo d’erba lo conduce a disegnare tutte le piante, e poi le stagioni, e le grandi vie del paesaggio, e infine gli animali, e poi la figura umana. Così passa la sua vita e la sua vita è troppo breve per arrivare a tutto. Ma insomma, non è quasi una vera religione quella che ci insegnano questi giapponesi così semplici e che vivono in mezzo alla natura come se fossero essi stessi dei fiori? E non è possibile studiare l’arte giapponese, credo, senza diventare molto più gai e felici, e senza tornare alla nostra natura nonostante la nostra educazione, il nostro lavoro nel mondo della convenzione”.

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2 Hodogaya. Il ponte di Shinmachi

Si passa dalle prime opere di esordio, dove dimostrò il suo talento nell’affrontare temi legati alla tradizione sulla bellezza, la natura, i fiori, gli uccelli, i racconti storici e teatrali, nei quali la tecnica silografica policroma è mostrata in una ricchezza e brillantezza di colori, definendo le immagini come “broccato” (nishikie) vedasi La danza delle gru del 1821 (fig. 1) e Carta di poesie in scatole laccate del 1833, fino alle rappresentazioni più famose come la serie delle Cinquantatré stazioni di posta del Tōkaidō (1833-1834) (fig. 2).

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3 Il mare di Satta nella provincia di Suruga

Le illustrazioni che mostrano la via principale di transito che collegava Edo a Kyoto, città imperiale, e le Sessantanove stazioni di posta del Kisokaidō (1834-1842) la via più interna che scorreva tra le montagne a cui collabora con Eisen.

Secondo la tradizione, infatti, ogni signore pur avendo possedimenti e residenza nella provincia che governava, era obbligato a spostarsi ad Edo e prendervi residenza, un dovere dispendioso per mezzi e risorse umane. Tali viaggi erano imposti ai signori feudali ad anni alterni per portare omaggio allo shōgun (una sorta di dittatore militare), questo sistema di residenze alternate permetteva il controllo periferico su oltre 260 feudi in cui era diviso il Giappone

Si prosegue con Vedute di luoghi lontani altra interessante sezione che ritrae molti paesaggi tradizionali del Giappone con il Monte Fuji sulla scia di Hokusai come Il mare di Satta nella provincia di Suruga del 1858 della serie: Trentasei vedute del Fuji (fig. 3) e una mappatura delle province e dei luoghi sacri e di attrazione.

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Peonie 1853, secondo mese

Nella sezione Fiori, uccelli e pesci si possono ammirare la serie dei Grandi pesci e dei fiori come le peonie e i susini, rappresentazioni in forma verticale di particolare bellezza (fig. 4), Parodie e umorismo mostra una produzione di Hiroshige anche sul tema comico, basata su parodie di antichi eventi o di racconti classici, come la battaglia delle palline di riso e il sake evocante la Cronaca della Grande Pace.

Le ultime sale mostrano la serie di Cento vedute famose di Edo, serie più spettacolare perché è rappresentata da una selezione di stampe accanto ad altre immagini di serie diverse (fig. 5) sempre sui luoghi più frequentati e in vista della capitale e, i dipinti su rotolo di Hiroshige con visioni eteree di paesaggi, dalla natura incontaminata, dove l’uomo se c’è è presenza minuscola e insignificante ma di attenta laboriosità.

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5 Monti e fiumi lungo la strada Kiso

Tra le iniziative delle Scuderie del Quirinale, si segnala un ricco programma di laboratori ed approfondimenti per tutti con la collaborazione dell’Istituto Giapponese di Cultura ed un programma specifico per le scuole.

P.S.

Scuderie del Quirinale
Via XXIV Maggio, 16 Roma
0681100256
Info: www.scuderiequirinale.it