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Omaggio a Cesare Tacchi

Palazzo delle Esposizioni 7 febbraio – 6 maggio 2018
giovedì 1 marzo 2018 di Roberto Benatti

Argomenti: Celebrazioni/Anniversari
Argomenti: Mostre, musei, arch.
Argomenti: Personaggi famosi/storici


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Fino al 6 maggio al Palazzo delle Esposizioni una retrospettiva di Cesare Tacchi. Esposizione promossa da Roma Capitale - Assessorato alla Crescita culturale, ideata, prodotta e organizzata da Azienda Speciale Palaexpo - Palazzo delle Esposizioni, realizzata in collaborazione con l’Archivio Cesare Tacchi.

Una mostra monografica, che valorizza e ripercorre attraverso le vicende di un artista, le ansie e le preoccupazioni di oltre mezzo secolo.

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Cesare Tacchi

La città di Roma rende omaggio a Cesare Tacchi (1940-2014) a poco più di tre anni dalla sua scomparsa. Si fece interprete degli eventi decisivi della cultura contemporanea e intraprese nuove e innovative strade artistiche.

Più di 100 opere tracciano un percorso regolato cronologicamente nelle grandi sale del Palazzo delle Esposizioni. Dopo alcuni rari e poco conosciuti lavori degli esordi, è presentata la serie degli smalti su tela nei quali la “realtà dell’immagine”, cui erano puntati gli occhi di una generazione, è restituita con slanci immaginari che assottigliano la demarcazione tra interno ed esterno: dettagli di macchine da corsa o di vetture del servizio pubblico, figure e monumenti di Roma.

La mostra prosegue con i dipinti estroflessi e imbottiti, le cosiddette “tappezzerie”. Poltrona gialla (fig.1) e Poltrona rossa del 1964 una serie che mostra una generazione felice e disillusa, coppie felici, sedute in poltrona, sdraiate sui letti o sui prati: giovani che si distraggono, si predispongono al dono, immersi nell’ozio che li avvolge in uno stato di grazia ed eleganza. Accanto a queste tappezzerie, vi sono una serie di elaborazioni sulle icone della storia dell’arte accostate a immagini del presente come ne La primavera allegra della Collezione Maramotti di Reggio Emilia, tra i lavori più noti.

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1964 Poltrona gialla

Seguono le sculture in vilpelle realizzate intorno al 1967 (fig.2) che vengono definiti oggetto-quadri, senza alcuna funzione d’uso ed una serie di elementi di arredo impossibili: poltrone inutili, porte e sedie incongrue e la grande Cornice, proveniente da La Galleria Nazionale, che non incornicia alcun quadro, ma nella quale la negazione del tradizionale impiego permette di inaugurare una nuova e partecipata relazione con i destinatari dell’opera.

Segue l’opera della Cancellazione d’artista compiuto da Tacchi in occasione della celeberrima rassegna “Teatro delle mostre” alla Galleria La Tartaruga di Roma nel maggio del 1968 che permette ai visitatori del Palazzo delle Esposizioni di compiere un’esperienza che si avvicina a quella vissuta dai visitatori de La Tartaruga nel momento finale dell’azione.

La sala successiva testimonia una nuova fase e si apre con due lavori del 1972 dal carattere epifanico: quello fotografico realizzato da Elisabetta Catalano nel quale si vede Cesare Tacchi proporre l’azione inversa alla Cancellazione, e il video registrato in occasione di una azione agli Incontri Internazionali d’Arte di Roma durante la quale l’artista compì una sorta di rito di consacrazione baciando il pavimento dello spazio espositivo. La mostra propone poi le sperimentazioni più significative, con cui Tacchi riprese progressivamente il dialogo con gli strumenti dell’arte, con il proprio corpo e con l’altro da sé, verificando nuove e inedite dinamiche che spaziano dalla psicoanalisi alla didattica.

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Quadro per una coppia felice. 1965

L’ultima sala della mostra è dedicata ai grandi dipinti realizzati a partire dagli anni Ottanta, espressioni felici di un nuovo linguaggio e di un artista che da misterioso testimone dei segreti della pittura e da solitario Uccel di bosco (1982) si trasforma, rinnovandosi, in Spirito dell’arte (trittico del 1990). In queste opere i visitatori potranno rintracciare i segnali significativi del suo percorso che sembra segnato dalla ricerca del piacere, da una vibrante percezione dell’altro e da una graffiante dialettica, condotta, talvolta, con lo strumento tagliante dell’ironia.

Una testimonianza del nostro tempo che cerca di smuovere una sensibilità con tecniche originali e creative, un segno distintivo dell’uomo nuovo che cerca di uscire dagli schemi e dai paradigmi dell’arte.

P.S.

Palazzo delle Esposizioni
Via Nazionale 194 Roma
Tel.06.39967500
www.palazzoesposizioni.it