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L’assalto alla ragione (Feltrinelli, Milano, 2007).

INGANNO DI BUSH

Al Gore spiega la crisi della democrazi
giovedì 14 febbraio 2008 di Carlo Vallauri

Argomenti: Mondo
Argomenti: Politica
Argomenti: Recensioni Libri
Autore del Libro : Al Gore


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Al Gore torna – dopo l’impegno per i problemi dell’ambiente che gli è valso il premio Nobel per la pace 2007 – ai grandi temi della politica con L’assalto alla ragione (Feltrinelli, Milano, 2007).

In questa più recente opera egli affronta l’argomento scottante dell’informazione che, negli ultimi anni, ha subito le trasformazioni connesse al progresso tecnologico. Il flusso delle notizie viene praticamente stravolto dall’accumularsi di eventi e dati che – osserva – hanno contribuito a diffondere, a livello internazionale, una impressione di paura (il più potente nemico della ragione). Che è l’esempio di come questo senso di timore sia stimolato da trasmissioni TV come quelle di Bush dopo l’11 settembre, allorché gran parte degli americani fecero propria la preoccupazione per il terrorismo attribuito a Saddam Hussein, con la conseguenza che il dittatore iraqueno venne subito identificato come un nemico da eliminare, al punto tale da produrre negli USA addirittura una identificazione del tutto falsa, all’insegno dello slogan “se vincono i democratici (dall’omonimo partito americano), vincono i terroristi.

Richiamando momenti importanti della storia nella formazione democratica degli Stati Uniti, l’eminente politico ne sottolinea il meccanismo di autogoverno che privilegia l’uso del cervello per le scelte da compiere mentre il bombardamento pubblicitario di Bush ha cercato di nascondere la sua politica di guerra preventiva sotto il manto della fede religiosa. Ecco un punto chiave che – con il pretesto di “estirpare il Male dal mondo” nega le palesi verità, diffonde prove contraffatte, fa di una guerra di aggressione una specie di “crociata”. E si chiede se il presidente USA credesse veramente in ciò che ha raccontato al paese: la risposta la trova nelle parole di George Orwell quando notava che i mentitori possono credere nelle falsità proposte sino a quando non si scontrano con la dura realtà dei campi di battaglia, una osservazione valida anche per tante esperienze disastrose dell’Italia.

L’autore ricorda episodi tratti in altri settori, come il caso di Terri Schiavo, caso che dimostrò come si possano ottenere risultati vantaggiosi per il singolo usando qualsiasi forma di pressione, come la minaccia ai giudici. Uno dei punti centrali di questo libro è la dimostrazione di come si possa influenzare l’opinione pubblica facendo diventare prioritari problemi la cui soluzione riguarda solo una minoranza ristretta contro la maggioranza della popolazione. L’accesso allo spazio pubblico favorito per i portatori della “ricchezza” – osserva Al Gore – provoca pericolose distorsioni. Il processo decisionale viene così deviato accentuando la propensione alla corruzione. Sembra – precisa – che vi sia “dialogo democratico” mentre nella realtà si tratta di uso fraudolente del potere pubblico e di corruzione. Oggi le corporation controllano le opinioni scegliendo le idee da amplificare, da far passare sotto silenzio le altre opinioni. Così le “comode menzogne” si diffondono.

Nei paesi capitalisti il processo decisionale è frammentato rispetto ai paesi che, come quelli comunisti, avevano un unico “elaboratore centrale” ma nei paesi democratici sono le campagne organizzate a stravolgere la realtà, senza neppure valutare esattamente gli effetti di quelle menzogne e quindi prepararsi alle naturali conseguenze. E Al Gore fornisce molti casi del genere verificatisi con l’amministrazione Bush per preparare la guerra preventiva. Si è determinata così quella situazione che determina “insicurezza”. Inoltre l’A. si sofferma su aspetti della crisi climatica. Sono tutti aspetti che delineano un “futuro incerto della democrazia sul piano delle istituzioni della organizzazione giudiziaria”, ai fini di una “rinascita” democratica imperniata su scelte che valorizzino il rispetto delle istituzioni libere, contro le loro falsificazioni, operate da quanti utilizzano gli strumenti informativi per difendere i dati reali.