INFORMAZIONE
CULTURALE
Febbraio 2018



HOME PAGE

ARCHIVI RIVISTA

Articoli on-line 4270
Articoli visitati
3762182
Connessi 1345

INDICE GENERALE
INDICE MENSILE
EDITORIALE
RUBRICHE
PASSATO E PRESENTE
EVENTI
ITINERARI E VIAGGI
PARERI LEGALI
SPETTACOLI E COSTUME
QUADRIFOGLIO
TERZA PAGINA
LETTURE CONSIGLIATE
CULTURA
SCIENZA E DINTORNI
FILATELIA
LIBRI RECENSITI
AUTORI
Argomenti

Monitorare l'attività del sito RSS 2.0
SITI AMICI

a cura di
Silvana Carletti (Dir.Resp.)
Carlo Vallauri
Giovanna D'Arbitrio
Odino Grubessi
Luciano De Vita (Editore)
On line copyright
2005-2018 by LDVRoma

Ultimo aggiornamento
17 febbraio 2018   e  



Sito realizzato con il sistema
di pubblicazione Spip
sotto licenza GPL

ATTENTI ALLE FRODI

Penale
venerdì 9 febbraio 2018

Argomenti: Diritto


Segnala l'articolo ad un amico

Al ristorante occhio al menu e alla frode in commercio

Il noto chef stellato della televisione Antonino Cannavacciuolo nel dicembre scorso è rimasto coinvolto in una brutta vicenda: moglie e direttore del Bistrot di Torino a seguito di accertamento Nas e Asl denunciati a piede libero per tentata frode in commercio.

Il problema? Il menu non riporta l’indicazione di alimenti congelati rinvenuti però nella cucina del ristorante (pesce, pasta, dolci e ortaggi).

Lo chef spiega trattarsi di prodotti per uso personale e non destinati ai clienti. Come andrà a finire?

Lo anticipa la Corte di Cassazione, Sez. III, sentenza 1 febbraio 2018 n. 4735 che conferma la condanna di una piadineria di Rimini.

E’ reato di tentata frode nell’esercizio del commercio non indicare nella lista delle vivande che determinati prodotti sono congelati o surgelati.

In sostanza è tentata frode qualitativa spacciare per fresco ciò che fresco non è.

Non si pensi di aggirare l’ostacolo con un menu fotografico invece che descrittivo del prodotto o asserendo che la contrattazione con il cliente non è iniziata o addirittura che non vi è cliente alcuno nel locale al momento dell’accertamento.

Il consumatore ha diritto di sapere e pertanto il ristoratore ha l’obbligo di dichiarare la qualità della merce offerta.

Il menu rappresenta una precisa proposta contrattuale della qualità di alimenti e bevande, che se non veritiera costituisce un atto diretto in modo non equivoco a commettere il reato di frode nell’esercizio del commercio.

Pertanto nella lettura del menu, occhio agli asterischi che rimandano alla dizione “il prodotto “potrebbe” essere congelato”.

Da qui in poi non è più reato, è questione di fiducia nello chef.