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Gli imperi del profitto. La globalizzazione e le responsabilità delle multinazionali (Garzanti, Milano, 2007)

COME SONO CRESCIUTE LE IMPRESE MULTINAZIONALI

Economia e politica - Un’analisi senza pregiudiziali ideologiche
mercoledì 6 febbraio 2008 di Carlo Vallauri

Argomenti: Economia e Finanza
Argomenti: Recensioni Libri
Autore del Libro : David Litvin


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David Litvin in Gli imperi del profitto. La globalizzazione e le responsabilità delle multinazionali (Garzanti, Milano, 2007) ricostruisce il percorso delle grandi imprese super-nazionali che hanno caratterizzato una lunga fase del capitalismo internazionale, sino ai giorni nostri.

L’analisi ha il pregio di fondarsi su elementi accertati al di fuori dei facili schemi pregiudiziali con i quali in genere si guarda a tale fenomeno. Qui dalle compagnie olandesi a quella famosa delle India si approfondiscono comportamenti, incidenza nella vita dei popoli assoggettati, ricavi commerciali e finanziari dei complessi operanti a livello mondiale, con particolari di grande interesse sulle interazioni svolte nella lunga fase coloniale, dall’Asia all’America Latina.

Complotti, sopraffazioni, depredazioni di risorse materiali da un lato, agitazioni sociali, influenze militari con il corollario di interventi armati da un lato mentre dall’altro il crescente ruolo dominante di materie fondamentali per la vita delle società contemporanee come il petrolio. Sono in questo libro chiarite gli intrecci di interessi tra potentati arabi e grandi complessi societari euro-americani. Le pagine sull’Aramco risultano istruttive sui metodi concreti usati per acquisire ed estendere il dominio delle singole imprese.

Venendo ai tempi più vicini sono affrontati i nodi della crisi petrolifera degli anni ’70, le scelte dell’OPEC sino allo sviluppo delle tigri asiatiche su un versante nonché alla affermazione delle teorie economiche neo-liberiste, e al ruolo esercitato da Banca Mondiale e Fondo Monetario. Infine è illustrato l’effetto della sorprendente esplosione dei movimenti di protesta che da locali diventano protagonisti di un confronto internazionale a vasto raggio che rimette in discussione consolidate certezze e posizioni di controllo.

L’autore, insigne studioso inglese, apprezzato dal Greenpeace Award, multipremiato per le sue opere, sottolinea come le multinazionali, pur potenti, sono state equipaggiate per capire o trasformare l’ambiente sociale in cui operano, con la conseguenza che spesso i loro strumenti sono insufficienti per far fronte alle criticate conseguenze dei loro atti. In particolare Litvin richiama il caso delle aziende farmaceutiche e gli interventi nel campo delle biotecnologie.

Altro tema approfondito è quello della responsabilità circa i modi di gestire l’impresa, come l’esempio classico della Nike, e la dispersione delle fabbriche nel terzo mondo: il fenomeno del dumping sociale che tanto incide nell’età della globalizzazione. Ed i segni della prosecuzione di pratiche spartitorie e spolatrici si avvertono oggi in paesi come la Nigeria: Royal Dutch/Shell al centro di violenze aspre quanto sottili che alimentano conflitti locali e frustrazione delle popolazioni non in grado di esprimere il livello di crescita di cui sono protagoniste. Corruzione diffusa alla quale s’aggiungono prodotti della rivoluzione tecnologica: l’esempio di Robert Murdoch in Cina e in India ne è testimonianza significativa.

Una lettura che aiuta a comprendere i problemi del terzo mondo senza forzature ideologiche. Dalla giungla di terre devastate alla giungla degli intrecci di interessi: una descrizione illuminante.