INFORMAZIONE
CULTURALE
Maggio 2018



HOME PAGE

ARCHIVI RIVISTA

Articoli on-line 4426
Articoli visitati
3847887
Connessi 12

INDICE GENERALE
INDICE MENSILE
EDITORIALE
RUBRICHE
PASSATO E PRESENTE
EVENTI
ITINERARI E VIAGGI
PARERI LEGALI
COSTUME E SPETTACOLI
QUADRIFOGLIO
TERZA PAGINA
LETTURE CONSIGLIATE
CULTURA
SCIENZA E DINTORNI
FILATELIA
LIBRI RECENSITI
AUTORI
Argomenti

Monitorare l'attività del sito RSS 2.0
SITI AMICI

a cura di
Silvana Carletti (Dir.Resp.)
Carlo Vallauri
Giovanna D'Arbitrio
Odino Grubessi
Luciano De Vita (Editore)
On line copyright
2005-2018 by LDVRoma

Ultimo aggiornamento
23 maggio 2018   e  



Sito realizzato con il sistema
di pubblicazione Spip
sotto licenza GPL
JPEG - 74.5 Kb
Madonna Esterhazy

La Madonna Esterházy di Raffaello

A Palazzo Barberini è in corso una piccola mostra sul capolavoro di Raffaello, proveniente da Budapest, che segna il passaggio dell’artista da Firenze a Roma
giovedì 1 febbraio 2018 di Nica Fiori

Argomenti: Arte, artisti
Argomenti: Mostre, musei, arch.


Segnala l'articolo ad un amico

Nessun artista è stato mai così universalmente amato come Raffaello, forse perché la sua pittura squisitamente naturale, serena, comprensibile, incarna ancora oggi quell’ideale di bellezza rinascimentale che vuole rispecchiare nella figura umana la perfezione della bellezza dell’universo. Per molti è lui il pittore per eccellenza, il probabile vincitore di un’ipotetica gara in cui si contendono il premio artisti del calibro di Leonardo, Michelangelo, Tiziano. E la sua arte, nonostante il variare nei secoli del gusto e del sentire, attira sempre innumerevoli estimatori nei musei che espongono le sue opere.

La Galleria Nazionale di Arte antica, che ospita a Palazzo Barberini la celebre Fornarina di Raffaello, avendo prestato questo dipinto all’Accademia Carrara di Bergamo per la mostra Raffaello e l’eco del mito, propone in sostituzione una mostra incentrata su un’altra sua opera proveniente da Budapest: la Madonna Esterházy. Dalla bellezza carnale di una donna, che si dice rappresenti l’amante di Raffaello (e la scritta Raphael Urbinas sul braccio della Fornarina fa pensare proprio a un possesso fisico della donna), passiamo così a un dipinto di piccole dimensioni (cm 29 per 21,5) che ci parla di sentimenti dolcissimi.

JPEG - 47.8 Kb
Madonna Esterhazy

La Madonna, per quanto divina, è raffigurata inginocchiata a terra, come Madonna humilitatis, mentre sostiene Gesù Bambino che, seduto su una roccia, tende le sue mani verso San Giovannino, intento a srotolare un nastro delle Sacre Scritture. È un quadro famigliare delicato e poetico con un paesaggio collinare sullo sfondo che raffigura sulla sinistra monumenti romani non ben identificabili, tra cui i resti di un tempio e una torre medievale. Non ci convincono le identificazioni, di cui si parla nel cartellone esplicativo, con il Tempio di Vespasiano nel Foro Romano e con la Torre dei Conti, né tantomeno con il Foro di Nerva, come era stato scritto nella scheda di catalogo della mostra Raffaello da Firenze a Roma, tenutasi anni fa nella Galleria Borghese.

Nella torre si potrebbe, forse, riconoscere la Torre delle Milizie, per i tre blocchi sovrapposti (l’ultimo dei quali sembra un mozzicone) che la costituiscono e per il color mattone della muratura; comunque, anche se questo paesaggio romano non appare così veritiero da un punto di vista descrittivo e topografico, è importante perché sembra testimoniare il momento di passaggio di Raffaello da Firenze a Roma. Il dipinto, realizzato a tempera e olio su una tavola di pioppo leggermente curva e inserito in una bellissima cornice, potrebbe risalire, in effetti, al 1508, quando l’artista giunge a Roma, chiamato da Giulio II per lavorare in Vaticano, dove la sua arte raggiungerà livelli altissimi.

La presenza in mostra della riproduzione in grande formato del disegno preparatorio della tavola, conservato a Firenze nel Gabinetto Disegni e Stampe degli Uffizi, evidenzia un fondale diverso, ovvero un paesaggio fiorentino fatto di alberi e colline. Ciò potrebbe significare che il dipinto, probabilmente iniziato a Firenze, è stato poi proseguito a Roma con modifiche al paesaggio, senza essere portato a termine; infatti risultano poco rifinite le fattezze del Bambino e di San Giovannino. L’aggiunta dello scorcio paesaggistico “romano” potrebbe non necessariamente essere stata realizzata a Roma, ma potrebbe forse derivare dall’opera grafica di un altro artista.

JPEG - 92.4 Kb
Giulio Romano, Madonna Hertz
JPEG - 71.9 Kb
Bambino Gesù dalla Madonna del Velo (copia)
JPEG - 90 Kb
Madonna del Garofano (copia)

Nella composizione delle figure, Raffaello sembra essersi ispirato a un modello di Leonardo, risalente alla fine degli anni ’70 del Quattrocento, con analoga struttura piramidale asimmetrica, trasmessoci in un disegno conservato nel Castello di Windsor. La Madonna del disegno di Leonardo, diversamente da quella di Raffaello, allatta il Bambino, ma è simile l’atto di volgere la testa verso San Giovannino. Questa ricezione dell’opera di Leonardo estremamente rielaborata è databile alla fine del periodo fiorentino (1507), o al più tardi all’inizio del periodo romano (1508), e può essere accostata dal punto di vista cronologico alla Madonna del Baldacchino di Palazzo Pitti a Firenze o alla Sacra Famiglia Canigiani dell’Alte Pinakothek di Monaco. Nella mostra di Palazzo Barberini è invece confrontata con alcune opere conservate a Palazzo Barberini, ovvero la Madonna Hertz di Giulio Romano, l’allievo prediletto di Raffaello, una copia della Madonna del garofano di Raffaello e un Gesù Bambino (copia dalla Madonna del velo di Raffaello) di più grandi dimensioni.

La Madonna Esterházy ha una storia interessante. Da un’iscrizione sul retro (non più leggibile) sappiamo che papa Clemente XI Albani aveva donato il dipinto all’imperatrice Elisabetta Cristina, moglie di Carlo VI d’Asburgo. A un certo punto l’opera, attraverso i principi Kaunitz passò agli Esterházy, nel cui catalogo viene citata nel 1812, ed entrò poi a far parte del Museo di Belle Arti di Budapest, dove nel 1983 venne rubata, insieme ad altre opere di eccelsi artisti italiani, da una banda italo-ungherese. Il furto suscitò grande scalpore e venne definito dai giornali ungheresi “la rapina d’arte del secolo”. La Madonna venne per fortuna ritrovata dai Carabinieri del nucleo Tutela patrimonio artistico (TPC) e restituita al museo insieme alle altre tele sottratte.

P.S.

La Madonna Esterházy di Raffaello”, a cura di Cinzia Ammannato
Roma, Palazzo Barberini, via delle Quattro Fontane 13
31 gennaio – 2 aprile 2018
Orario: da martedì a domenica 8.30-19. La biglietteria chiude alle 18.
Biglietto (Palazzo Barberini, Galleria Corsini, più mostre in corso): intero 12 €, ridotto 6 €