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LA LEGGENDA DELLE STATUE

Un racconto simbolico
giovedì 18 gennaio 2018 di Andrea Forte, Vivi Lombroso

Argomenti: Mitologia


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Come tutti sanno, nella tradizione ebraica troviamo la storia della moglie di Loth, la quale – essendo stata una grande peccatrice- Dio aveva perdonato, ma che per espiazione e quindi redimersi aveva comandato di guardare sempre dietro… se avesse guardato avanti si sarebbe mutata in una statua di pepe… cosa che puntualmente fece.

La complementarietà fra la storia della moglie di Loth, ex donna di buoni costumi, il guardare dietro, la statua di sale, il simbolismo di tale sostanza… e la storia della moglie di Lath, ex donna di malcostume, guardare avanti, statua di pepe e simbolismi connessi… ebbene ci sembra fuor di discussione, e tradisce a nostro avviso profonde quanto antiche complementarietà fra le due popolazioni, peraltro sorelle (e quindi un po’ invidiosette e dispettose, come capita sempre –appunto- fra sorelline).

Tuttavia nessun arabo, ebreo, cristiano o di altra appartenenza religiosa si è chiesto che fine abbia fatto la statua di sale, e di quei pochi che ne sono a conoscenza nessuno si è chiesto che fine abbia fatto la statua di pepe. Ma se proprio qualcuno lo chiedesse, non troverebbe risposta presso i propri od altrui Maestri, né in alcun testo sacro. Solamente gli dèi infatti sanno come siano finite le statue.

In pratica quella di sale rimase nella piana presso Sodoma e Gomorra solo qualche giorno, quando sopraggiunse un capro a pascolare. Le capre, si sa, sono ghiottissime di sale. Figurarsi la gioia di quello, che si mise a leccare la statua con grande entusiasmo. La statua, a sentirsi leccare dappertutto con tanto gusto, esplose in un orgasmo pazzesco, e si sbriciolò.

Nel frattempo quella di pepe, che era rimasta nella piana di Atene e Pireo, dopo qualche giorno fu avvistata da uno sciame di farfalle, attirate dall’aroma della spezia. Lo sciame si posò su essa, coprendola tutta con gentile ma inebriato desiderio, con lievi battiti di ali sature di frenesia. La statua, a sentirsi avvolta in quell’unica totale carezza, di indicibile intensità, esplose in un orgasmo pazzesco, e si sbriciolò.

E questo è quanto per le due statue. La morale della favola invece è: che tu sia di sale, che tu sia di pepe, sempre in briciole finisci…