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L’erede risponde dei debiti del defunto con l’Agenzia delle Entrate?

DIRITTO TRIBUTARIO
venerdì 5 gennaio 2018 di Andrea Agostini

Argomenti: Diritto


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I debiti fiscali come ogni debito del defunto passano in capo agli eredi, sia per il capitale ossia il tributo, sia per gli interessi su questo maturati.

Nono sono invece dovute dagli eredi le sanzioni pecuniarie amministrative previste per la violazione delle norme tributarie.

Infatti esse hanno carattere afflittivo – punitivo e vanno commisurate non solo alla gravità della violazione, ma anche alla personalità del trasgressore, pertanto l’obbligazione di pagare la somma dovuta per la violazione non si trasmette agli eredi.

Stessa cosa a dirsi allorquando il contribuente muore mentre ha in corso un piano di rateazione delle somme dovute: le sanzioni consolidate nel piano di ammortamento, come pure le sanzioni da ritardo nel pagamento delle rate o per decadenza dal beneficio della rateazione, non si trasmettono agli eredi.

Una menzione particolare meritano poi le violazioni al codice della strada che, essendo esse sempre e comunque sanzioni, non sono dovute dagli eredi non solo per la mora, ma neppure per la somma capitale.

Pertanto chi ha accettato l’eredità può chiedere in autotutela all’ente titolare del credito la decurtazione degli importi delle sanzioni, facendo bene attenzione a che non scadano nel mentre si attende una risposta i termini per l’eventuale impugnativa giudiziaria della cartella esattoriale, pena la sua inopponibilità.

Ma sanzioni a parte, come evitare di pagare i debiti del defunto, specie le imposte sul reddito?

Infatti mentre per la generalità delle imposte e dei tributi ogni erede risponde soltanto per la propria quota di eredità, le imposte sul reddito non pagate in vita sono dovute anche per l’intero in capo ad un solo erede, salva poi la rivalsa di questi verso gli altri coeredi pro quota.

Due le soluzioni.

La prima è accettare l’eredità con beneficio di inventario.

L’erede risponde dei debiti tributari e come tale riceve le cartelle di pagamento, ma risponde non oltre i beni lasciati dal defunto e tale limitazione di responsabilità può essere fatta valere in sede di riscossione.

La seconda è rinunciare all’eredità.

Con la rinuncia non si assume la qualità di erede e non si subentra nel patrimonio del defunto, pertanto non si è tenuti a rispondere dei debiti del de cuius e la cartella esattoriale eventualmente indirizzata al rinunciante dovrà dirsi illegittima e potrà essere annullata in giudizio.