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CACCIA ALL’UOMO! (E magari pure alla donna)

Mettiamoci d’accordo almeno sui concetti base: chi è il cristiano? Cosa è la sinistra?
lunedì 1 gennaio 2018 di Michele Penza

Argomenti: Attualità
Argomenti: Opinioni, riflessioni
Argomenti: Politica


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La battuta di caccia all’uomo cui mi riferisco durava da tempo ma ha trovato il suo culmine esattamente un anno fa, col referendum sulle modifiche alla costituzione italiana. Direi che è in quella fase che si è fatta cruenta e ha recato gran danno al paese non perché sia servita a impallinare il premier, ciò che è legittima aspirazione di qualsiasi opposizione, ma perché il gioco delle tre carte esercitato per indurre gli elettori ad esprimere il loro gradimento sulla persona di Renzi e non sul testo delle modifiche alla costituzione, pressoché ignorato dalla maggior parte dei cittadini, ha finito col cancellare per chissà quanto tempo ancora ogni chance di realizzarle quelle modifiche di cui da tanti anni si parla senza concludere nulla di buono ma di cui le strutture istituzionali hanno assoluto bisogno. Un caso emblematico di bambino buttato via con l’acqua sporca, ammesso che sporca fosse stata.

Sulla rimozione del problema è calata definitivamente la cortina del silenzio e non si tratterà certo di quel piccolo ritardo di sei mesi di cui qualcuno allora parlò con troppa faciloneria. Questa è materia che scotta, tale è l’insegnamento che se n’è ricavato, e chi sarà mai quello sconsiderato che avrà voglia ancora di metterci le mani?

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E’ una domanda retorica che potrebbe forse essere rivolta a qualcuno dei conduttori di trasmissioni televisive serali, uno di quelli che quotidianamente si prodigano per spiegarci ad esempio che la ministra Boschi dovrebbe seppellirsi sottoterra non perché abbia fatto qualcosa di disdicevole ma per essersi trovata nella condizione di poterlo fare!

Sono i medesimi che non si fanno problemi sul dato che un altro personaggio condannato varie volte, tra l’altro anche per evasione fiscale di rilevante entità, si proponga come se niente fosse a leader della cosiddetta destra liberale e si candidi quale premier del prossimo governo. Beh, che male c’è? In Italia si può fare.

Nella fattispecie trattandosi di un distinto signore che non è soltanto un simpatico giovialone ma anche un grande amico di Putin neppure io starei lì a spaccare il centesimo anzi, farei di più, mi spingerei a proporre di concedere anche a lui licenza di uccidere come fanno al cinema a 007 e in Russia al suo amico.

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Sono talmente assorti costoro in questa missione depuratrice, per un verso, e illuminante per l’altro che è sfuggito loro un piccolo episodio di cronaca che a me sembra invece degno d’attenzione. Nella cerimonia solenne dello scambio di auguri natalizi di quest’anno in Vaticano abbiamo udito con un po’ di stupore il nostro buon papa Francesco rivolgersi ai membri della curia romana in modo irrituale e in tono un po’ freddino ammonirli: “Basta con i complotti. Basta coi tradimenti!”

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Più o meno così ha detto Francesco! Non occorre essere vaticanisti per intuire che un tale fatto che fa seguito ad altri consimili episodi di un passato recente sia la spia di un malessere, di un disagio, neppure tanto piccolo, che pervade l’ambiente curiale. Un segnale di divisione e di spaccatura profonda fra gli uomini della Chiesa di Roma che dovrebbe interessare e persino preoccupare non solo i fedeli ma fra di noi tutti coloro che non vivono solo di bucatini cacio e pepe ma coltivano nella vita qualche ulteriore interesse, considerato pure il peso rilevante che la Chiesa esercita sulla vita sociale e politica italiana.

Qual è stata la reazione di tutta l’informazione italiana e della stampa in particolare? Zero, tale e quale a quella dei talk-show televisivi. Hanno tutti finto di non sentire e non capire, e come avrebbero potuto pensarci del resto intenti com’erano a studiare col microscopio la faccetta contrita della Boschi nella speranza di coglierne un sospiro, una smorfietta di disappunto, che so, una lacrimuccia magari, da fotografare col cellulare per ridacchiarne con gli amici?

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Niente di pervenuto nemmeno da parte di coloro che si vantano di ergersi H24, petto in fuori, a difesa della identità cristiana del paese dalla ondata nero- islamica, il che non mi ha sorpreso perché è da tempo, da quando ho cominciato a perdere i capelli, che mi sono convinto che da noi più che altrove i seguaci di Cristo siano sempre di meno, in realtà quei pochi che riescono a mettersi la mano in tasca o a darsi da fare materialmente per aiutare chi soffre e gli sta vicino. Tutto il resto non sarà forse noia, come cantava Califano, ma contiene molta aria fritta.

La cosa non deve meravigliare. Nessuno pensi che la autentica scelta cristiana possa essere sempre piacevole o gratificante. Spesso si riscontra che i poveri visti da vicino siano sgradevoli, sboccati, maleducati. Talvolta addirittura puzzano. Non è sempre facile nemmeno accostarli. E’ più comodo parlare di loro e dei loro problemi a distanza di sicurezza, con basso tono di voce, tra il comprensivo e l’ispirato, come si fa tra gente per bene, in casa o in televisione, o dal pulpito di una basilica.

Qualche idea più chiara me lo sono fatta anche circa il concetto politico di ‘sinistra’ che non consiste a mio vedere in un luogo o uno spazio definito o nella collocazione di uno scanno nell’aula parlamentare quanto in un orientamento dell’agire, volto all’acquisizione di vantaggi per la comunità e non per il singolo. Del tipo seguente, ad esempio:

- Legge che istituisce il bio-testamento
- Legge sulle unioni civili
- Legge “dopo di noi” per i benefici ai disabili
- Legge che introduce il reato di tortura
- Legge contro il caporalato
- Legge contro il femminicidio
- Legge contro le dimissioni in bianco firmate all’assunzione
- Legge per il contrasto al consumo di suolo
- Legge di riforma del terzo settore (volontariato)
- Legge sull’autismo
- Legge contro lo spreco alimentare
- Legge sui minori non accompagnati
- Legge sul divorzio breve

Per lo ius soli si è verificato che al momento non c’è maggioranza favorevole in parlamento e nel paese ed evitato saggiamente di andare a sbattere contro un muro come è accaduto il 4 dicembre dello scorso anno per il referendum con grande giubilo di coloro che insistono per votare lo jus soli adesso.

Mi rendo conto che sia poco rispetto alle aspettative ed alle necessità e sopratutto che vi manchi il marchio di fabbrica di Capalbio. Forse se tanti amici non avessero remato contro si sarebbe potuto fare qualcosa di più e di meglio.

Speriamo che possa accadere in futuro, ad ogni modo se qualcuno sa di poter vantare un curriculum migliore si faccia avanti. Si sta avvicinando l’occasione di esibirlo. Lo faccia adesso una buona volta oppure, come suol dirsi, taccia per sempre o almeno smetta di mugugnare.