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2018 - VENTI DI GUERRA, TIMORI E SPERANZE DI PACE

“La speranza è un rischio da correre” G. Bernanos
lunedì 1 gennaio 2018 di Giovanna D’Arbitrio

Argomenti: Mondo
Argomenti: Politica


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Il 2017 è stato decisamente un anno duro e ci chiediamo con preoccupazione quali potranno essere gli effetti di tanti irrazionali comportamenti, sia a livello politico che sociale, in un quadro internazionale sempre più confuso.

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“La speranza è un rischio da correre” G. Bernanos

Probabilmente diversi leader mondiali non avranno avuto una buona “educazione alla pace” che dovrebbe cominciare fin dai primi anni di vita se vogliamo un mondo migliore, come suggeriscono A. Panerai, M. Nicola e G. Vitaioli, i tre autori di “Manuale di Educazione alla Pace” (Ed. Junior).

In effetti mentre Trump annullava (e ancora continua a farlo) tutti i risultati conseguiti da Obama faticosamente, l’Unione Europea intanto era costretta non solo ad incassare massicce migrazioni dovute a guerre e invivibilità nei paesi africani e asiatici, ma anche populismo, separatismi, razzismo e terrorismo.

Come se non bastasse, il 3 settembre 2017, il VI test atomico della Corea del Nord, una potente e distruttiva bomba all’idrogeno, cinque volte più potente di quella che distrusse Hiroshima e Nagasaki, ha provocato un violento terremoto e fatto tremare di angoscia il mondo intero.

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Kim Jong Un

Scattato l’allarme, si è alzato il livello d’allerta e dure sono state le dichiarazioni dei capi di stato. Grande la preoccupazione dei leader europei che si sono schierati contro i programmi nucleari, missilistici e la produzione di armi di distruzione di massa.

Non a caso il Premio Nobel per la Pace 2017 è stato assegnato all’ICAN (International Campaign to Abolish Nuclear Weapons), un’organizzazione che si batte per l’abolizione di tali armi a livello internazionale.

Senz’altro crescenti sono le preoccupazioni europee destate dalla crisi nordcoreana e il nuovo braccio di ferro tra Washington e Teheran, nonché l’attuale riacuirsi delle tensioni nel Medio Oriente per lo spostamento dell’ambasciata USA a Gerusalemme.

Anche se la posizione dell’Ue è chiara, comunque cresce la delusione verso un’Europa non coesa e solidale, indebolita da Brexit e separatismi vari (vedi Catalogna), non sempre capace di incidere in modo significativo sulle politiche internazionali. Uno scontento generalizzato causa confusione e crollo delle ideologie: è innegabile una forte avanzata di populismi e destre reazionarie (ben diverse da quelle liberali di un tempo), mentre i partiti di sinistra sono in difficoltà, sia per i loro errori che per una generale caduta di valori in un mondo globalizzato in cui prevalgono denaro e potere.

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Premio Nobel per la pace
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Manifesto di Ventotene

I Padri Fondatori dell’Europa Unita non parlarono di banche e di Spread, ma di Pace, Democrazia, Libertà: bisogna ritornare agli ideali del passato! Interessante la puntata di ’Rai Storia’ che illustrò il difficile percorso verso l’unità europea, intrapreso fin dal “Manifesto di Ventotene”, elaborato negli anni ‘40 da 3 antifascisti esiliati, Spinelli, Rossi e Colorni, per costruire un’Europa libera e unita.

Ecco un significativo video su tale tema: http://www.raistoria.rai.it/articoli-programma-puntate/leuropa-unita/24141/default.aspx

Cosa succede intanto in Italia in questo quadro internazionale così complicato? La situazione qui appare ancora più incomprensibile per le debilitanti lotte intestine della sinistra che regalano vigore e risultati agli avversari. Rottamatori e grillini purtroppo non comprendono che il passaggio del testimone da un generazione all’altra non può avvenire con indiscriminata distruzione del passato, ma costruendo su “valori positivi” giunti fino a noi per le strenue lotte di coloro che sacrificarono la loro vita per preservarli.

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Renzi, Berlusconi, Grillo

Sembra che sia in Italia che in Europa si ignori del tutto il concetto semplice ed essenziale contenuto nel detto “L’UNIONE FA LA FORZA”.

D’Azeglio, nel suo libro I Miei Ricordi”, scrisse che “gli italiani hanno voluto far un’Italia nuova e loro rimanere i vecchi di prima, con le dappocaggini e le miserie morali che furono ab antico la loro rovina; perché pensano a riformare l’Italia e nessuno s’accorge che per riuscirci bisogna prima che si riformino loro”.

Stranamente tali affermazioni sembrano proprio “azzeccate” ancor oggi. E così in un clima davvero poco sereno e ricco di inutili bagarre che potrebbero incrementare l’astensionismo di cittadini delusi, ci apprestiamo a votare con il discusso Rosatellume che Dio ci aiuti.

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PACE

Concludendo, i TG diventano sempre più deprimenti e sempre più acuto diventa in noi il desiderio di benessere fisico e psichico, pace e valori positivi. Perché non proponiamo un telegiornale che ogni tanto dia risalto a buone notizie? Almeno potremmo riprendere fiato e affrontare la vita con maggior energia.

Anno nuovo, vita nuova? Spes, ultima dea e… malgrado tutto ci auguriamo un BUON 2018!