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TERREMOTATI AL FREDDO

In attesa delle famose "casette"
lunedì 18 dicembre 2017 di Manuela Angiolini

Argomenti: Attualità


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E’ di ieri la trasmissione “Non è l’arena” condotta da Massimo Giletti che ha affrontato il gravissimo problema dei ritardi ingiustificabili nella ricostruzione post-terremoto delle regioni dell’Italia Centrale, in particolare delle Marche ove gli abitanti sono ancora ospitati in diverse strutture alberghiere e chi è rimasto in loco per non perdere la propria attività lavorativa, si trova costretto a vivere, o meglio, a sopravvivere, in roulotte.

Le pochissime “casette” costruite sono, per la maggior parte, da terminare e ciò che preoccupa di più è che la loro struttura è davvero particolare.

Il tetto è orizzontale non è “a spiovente” come, secondo i criteri tradizionali, dovrebbe essere per evitare accumuli di neve che, in quelle zone, è sempre abbondante e di lunga durata, ma ciò che sembra surreale è la posizione del boiler dell’acqua calda posizionato all’esterno, sul tetto con tutte le relative tubature ed allacci.

Già uno scaldabagno è scoppiato e molte tubazioni all’interno delle case sono danneggiate; il che ci fa pensare: ”Ma come vengono scelte e selezionate le case costruttrici?”

Inoltre, in tuttala regione Marche sulle 1843 casette richieste, ne sono state consegnate solo 287. Facile immaginare i disagi e le sofferenze di chi ha perso tutto.

Non solo: i lavori vanno a rilento per evitare sovrapprezzi per straordinari da effettuare nei giorni festivi.

Dove sono finite le grandi promesse del Governo?

Purtroppo, si è anche verificato l’abuso da parte di alcuni residenti (che possedevano altre abitazioni e non dimoravano abitualmente nelle zone del sisma) che hanno ingiustamente usufruito di aiuti e vantaggi economici.

Un altro cattivo esempio di come in Italia vadano le cose, a danno delle persone oneste e che attendono ancora un tetto dopo circa un anno e mezzo dal terribile terremoto.