INFORMAZIONE
CULTURALE
Dicembre 2019



HOME PAGE

ARCHIVI RIVISTA

Articoli on-line 5137
Articoli visitati
4218063
Connessi 14

INDICE GENERALE
INDICE MENSILE
EDITORIALE
RUBRICHE
PASSATO E PRESENTE
EVENTI
ITINERARI E VIAGGI
PARERI LEGALI
COSTUME E SPETTACOLI
QUADRIFOGLIO
TERZA PAGINA
LETTURE CONSIGLIATE
CULTURA
SCIENZA E DINTORNI
FILATELIA
LIBRI RECENSITI
AUTORI
Argomenti

Monitorare l'attività del sito RSS 2.0
SITI AMICI

a cura di
Silvana Carletti (Dir.Resp.)
Carlo Vallauri
Giovanna D'Arbitrio
Odino Grubessi
Luciano De Vita (Editore)
On line copyright
2005-2018 by LDVRoma

Ultimo aggiornamento
5 dicembre 2019   e  



Sito realizzato con il sistema
di pubblicazione Spip
sotto licenza GPL

INFLUENZA: CHE FARE?

Molto timore per l’influenza che, come ogni anno non risparmia gli Italiani.
sabato 16 dicembre 2017 di Manuela Angiolini

Argomenti: Opinioni, riflessioni


Segnala l'articolo ad un amico

Si dice che sia particolarmente nociva e, da tempo, si ricorre ai ripari. Innanzi tutto, le vaccinazioni consigliate per gli anziani; inoltre, dovremmo aumentare la prevenzione evitando di starnutire o di tossire non proteggendo la bocca o il naso, non uscendo di casa se fa troppo freddo o si sentono già i primi sintomi.

Il virus, perché di virus si tratta, è partito dall’Australia dove sono morte cinquantadue persone e si sta dirigendo verso l’Europa e il nostro Paese, dopo essere passato il sud-est asiatico.

Il massimo dell’influenza si avrà a Natale e nei giorni successivi quando sono più frequenti gli incontri con parenti ed amici e fa più freddo.

Quali i sintomi?

Gli esperti dicono: dolori muscolari, febbre, raffreddore, mal di gola, affaticamento, mal di testa e di gola.

E i rimedi?

Ricorrere al medico è la cosa più logica; ci sono, comunque, dei rimedi naturali quali tisane, inalazioni e sali minerali e vitamine.

Ci sono anche dei cibi contro i sintomi influenzali quali l’aglio, il miele, frutta e verdure cotte a vapore, noci, mandorle e pistacchi.

Comunque, l’importante è intervenire subito per fermare, se non ridurre i danni di un’indisposizione che ogni anno, puntualmente, colpisce milioni di persone