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Rubrica: CULTURA


La storia della giada


lunedì 21 gennaio 2008 di Odino Grubessi

Argomenti: Scienza


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1 - La giada

"..le giade sono morbide, lisce e lucenti come la benevolenza; forti, compatte, belle come l’intelligenza; affilate ai bordi, senza essere taglienti, come la giustizia; brillanti e luminose, come la purezza; i suoi difetti, che sempre si mostrano in trasparenza, richiamano alla mente la sincerità; il suo iridescente splendore rappresenta il Paradiso e le note lunghe e chiare che emette quando la si percuote sono musica celeste..."

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Confucio

Così il filosofo cinese Confucio (551 - 479 a.C. nella figura) interpretava la riverenza che i cinesi ebbero sempre per queste magnifiche pietre alle quali da tempo immemorabile gli uomini attribuivano tutte le virtù.

2 - I giacimenti antichi

I maggiori e più importanti giacimenti di nefrite del mondo antico erano situati nel sud del Turkestan orientale cinese, Karakax Valley (Xinjiang), lungo i contrafforti settentrionali della catena del Kun-Lun. http://friendsofjade.squarespace.co...

Sin dal Neolitico, i giacimenti alluvionali dello Xinjiang fornivano ciottoli lavorabili per la produzione artistica cinese.

Alla ricerca circondata da una particolare atmosfera di sacralità erano adibite soltanto le donne.

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mappa delle Miniere di giada

Ornamenti di giada della cultura Songze (4000-3000 a.C.) sono conservati a Pechino nel museo della storia cinese.

3 - La pietra di sempre

Poche pietre preziose hanno la ricchezza di leggenda e tradizione magica, il senso di mistero eterno e di imperscrutabile finezza, l’aura di antichità e opulenza che evoca una parola come GIADA.

Per molti popoli GIADA e verde sono sinonimi; per altri GIADA porta immediatamente alla mente il favoloso passato della misteriosa Cina Imperiale. E infatti i cinesi fin dai tempi preistorici lavoravano un materiale che chiamavano yu ed è quello stesso che noi chiamiamo GIADA dall’antico spagnolo pietra de Hijada, cioè pietra dei reni, in quanto si era soliti usarla come amuleto e mezzo di cura per le malattie renali. I cinesi antichi davano un grande valore alla giada, lo dimostra l’impiego molto diffuso di questo materiale.

La Cina costruì tutta la sua civiltà attorno a questa pietra. Gli oggetti rinvenuti appartenenti alla cultura di Hongshan (5000-6000 anni fa) sono di due categorie: la terracotta e la giada. La giada di questo periodo comprende ornamenti, oggetti rituali e urne divinatorie. Le asce e le accette simboleggiavano il potere. Le urne divinatorie erano scolpite a forme di piccoli animali – uccelli e bachi da seta. Il totem di giada degli uomini di Hongshan è un drago con testa di maiale.

Durante il periodo dell’Imperatore Giallo, attorno al 4600 a.C., si regolarizzò l’impiego della giada. Gli articoli legati al potere dello Stato, come sigilli e monete dei dirigenti, recipienti per i rituali importanti e le cerimonie dovevano essere fabbricati in giada. La giada era un simbolo di status sociale e i nobili solevano indossarla come ornamento.

Per lungo tempo, dunque, fu di moda indossare ornamenti di giada, i quali erano costituiti o da un unico pezzo di giada o ne comprendevano sino a nove uniti insieme. Le persone avevano la consuetudine di indossarli per dar prova del loro status sociale. Su questi ornamenti venivano incisi degli ideogrammi che auguravano la fortuna e una vita felice.

Questa moda raggiunse il suo apogeo durante la dinastia Qing (1644-1911): chi non indossava della giada veniva giudicato vestito male e una casa senza decorazioni in giada non era considerata una vera casa.

Furono Cortes ed i suoi conquistadores a introdurla in Europa avendo trovato moltissimi pezzi di GIADA lavorata nei tesori degli indiani del Centro-America. Attraverso l’Europa questa denominazione si sparse in tutto il mondo.

Le civiltà di tutti i tempi hanno apprezzato questa pietra e tutte le razze che la incontrarono la tennero in alta considerazione.

Nelle civiltà preistoriche, nell’area europea della Valtellina e dei Laghi Svizzeri, in Guatemala e Messico, era apprezzata per la sua durezza e utilizzata per utensili. I precolombiani facevano con essa coltelli sacrificali.

Tra i Maori della Nuova Zelanda una mazza da guerriero in GIADA era il simbolo dell’autorità del capo e nelle Isole della Lealtà (Nuova Caledonia), i padri barattavano le loro figlie con GIADA.

Stranamente in Occidente, la natura scientifica della GIADA non fu completamente compresa fino a quando nel 1863 il francese Damour provò che si dava comunemente il nome di GIADA a due minerali in realtà ben distinti: la giadeite e la nefrite. La prima delle due è generalmente la più valutata per gioielli e sculture, perché la giadeite di alta qualità è di un colore verde brillante, mentre anche la migliore qualità di nefrite tende ad essere più scura.

In Oriente invece la cultura cinese fece questa distinzione già molto tempo prima che Damour pubblicasse le sue ricerche scientifiche: infatti quando la giadeite verde brillante cominciò ad entrare in Cina, proveniente dalla Birmania, nel XVIII sec., i cinesi la chiamarono fei-ts’ui invece di yu che era il nome normalmente usato per la GIADA

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Ciottolo di nefrite
conservato presso il Museo di Mineralogia dell’Università di Roma “La Sapienza”

Giadeite e nefrite insieme, hanno più imitazioni della maggior parte delle altre gemme. il colore pieno e la struttura compatta la hanno infatti resa ovunque una favorita dei conoscitori di gemme.

E’ facile capire quindi perché altre sostanze meno buone, ne abbiano usurpato il nome nella speranza di guadagnarne pregio di riflesso. Ma è curioso, d’altra parte, che i nomi per la GIADA siano ancora oggi oggetto di controversia, e che tanta disinformazione, mito e superstizione circondino questa gemma.

Secondo un antico proverbio cinese l’oro ha un prezzo ma la giada non ne ha. Nella letteratura cinese tradizionale, l’oro e la giada sono spesso menzionati insieme e sono considerati simboli di ricchezza. Anche oggi, il prezzo della giada di buona qualità non vale di meno di un pezzo d’oro dello stesso peso.

4 - La giada nei francobolli

Molte nazioni, ed in particolare ovviamente la Cina, hanno emesso francobolli con immagini di sculture in giada. Riportiamo qui le più interessanti.