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VIVERE DI SOCIAL

Un’abitudine assai diffusa
domenica 12 novembre 2017 di Manuela Angiolini

Argomenti: Società


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L’uso dei social potrebbe essere un valido aiuto alla mancanza di comunicazione sempre più diffusa, non solo tra i membri delle famiglie, ma anche tra amici e conoscenti.

Come avviene però in molte situazioni, si finisce sempre con l’esagerare e di dedicare troppo spazio e tempo ai social diventandone “dipendenti”.

Specie tra i più giovani, non si riesce a fare a meno di trascorrere la maggior parte del tempo a collegarsi con gli amici, a postare foto, a commentare video e quant’altro, trascurando in questo modo, tempo da dedicare allo studio, allo sport, alla lettura.

Per non parlare dei selfie che invadono sempre più momenti di incontro da immortalare per poi pubblicarli sulle pagine dei social o per mostrarle agli amici.

Certamente, ogni forma di progresso tecnologico è da apprezzare e da incentivare, ma non sempre si fanno i conti con l’impatto che possono avere sui ragazzi abitudini quasi ossessive sull’uso di strumenti che sostituiscono rapporti umani diretti.

Si arriva, addirittura, a regalare un cellulare o un ipad a bambini in tenera età con la scusa di poterli rintracciare in qualsiasi momento o per farli giocare con i vari siti loro dedicati, sottraendo loro momenti di sano svago, di creatività, se non di studio.

Purtroppo, l’enorme diffusione di questa abitudine cui è difficile “sottrarre” un proprio figlio (si rischia l’isolamento), impedisce ai genitori di imporsi con autorevolezza.

Sono i tempi che cambiano precipitosamente….

Non ci resta che augurarci che, dopo un primo exploit, si torni ad una vita di relazione normale ed autentica.