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CARABINIERI ACCUSATI DI VIOLENZA SESSUALE


mercoledì 13 settembre 2017 di Andrea Agostini



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#PENALE # #Procura della #Repubblica di #Firenze: la #confessione.

Notte tra il 6 e il 7 settembre, ore 3 circa, militari in servizio all’uscita da una discoteca offrono alle donne un passaggio verso casa ed arrivati, la gazzella si ferma per 20 minuti circa.

Subito dopo due giovani americane, 19 e 21 anni, da pochi giorni a Firenze per studio, accusano due Carabinieri di averle violentate, una in ascensore, l’altra per le scale, nel palazzo condominiale.

Nessuno sente nulla, ma la scientifica rinviene tracce biologiche nei luoghi indicati e sugli abiti di una delle due donne.

Le giovani sono positive all’alcooltest ed una anche al narcotest; entrambe hanno avuto un rapporto sessuale ed una presenta un arrossamento sul collo.

La Procura della Repubblica indaga per violenza sessuale ed un carabiniere confessa il rapporto sessuale, ma con la giovane consenziente.

Insomma nessun abuso della divisa, solo il suo fascino perché la giovane, nonostante alcol e forse droga, era cosciente e capace di determinarsi liberamente.

Indossare la divisa, avere in dotazione un’arma, accompagnare con l’auto di servizio, entrare senza ragione in casa potrebbero però avvalorare la tesi dell’abuso di autorità strumentale a consumare la violenza sessuale.

Come pure alcooltest e narcotest positivi potrebbero rendere verosimili l’abuso di condizioni di inferiorità fisica o psichica della donna al momento del fatto.

Comunque dirimente sarà l’accertamento scientifico per comprendere se lo stato di alterazione alcolica e/o tossicologica sia stato tale da avere determinato in ciascuna delle due donne uno stato di inferiorità per il quale esse in quel momento hanno aderito ad attività sessuali che diversamente non avrebbero compiuto.

Ma attenzione. Le donne, se vittime di reato, non sarebbero le sole.

Trattandosi di Carabinieri in servizio dovrebbe dirsi tradita la fiducia dei cittadini nel buon andamento delle istituzioni pubbliche.

Ecco allora che a seconda che la condotta dei militari verrà qualificata per costrizione o per induzione al rapporto sessuale, l’accusa sarà per concorso del reato di violenza sessuale con quello o di concussione o di induzione indebita a dare utilità.